La storia ci uccide
- II mondo sarà la nostra oasi
- Organizziamo la nostra rabbia
- Le spranghe di ferro nel ’68, nel ’77 le P. 38
- Un’avventura cominciata un certo giorno e finita in un altro con idee che non sono proprio le stesse
- Spiazzati dalla piazza.
- Occupanti, disoccupati, femministe, studenti medi, precari, eccetera… le separazioni ci dividono sempre più e siamo maggiormente controllati. Questa lotta rischia di fallire se mi riconosco solo come studentessa e lotto per la riforma Malfatti, cosi fallisco se, come donna, riconosco il femminismo un metodo di liberazione di me come individuo
Una compagna
- I porci hanno perso le ali.
La compagna Lidia Ravera ha scritto un articolo calunnioso e provocatorio su un settimanale di Mondadori (Panorama). I compagni e le compagne di azione ne escono come personaggi deliranti non solo ma anche come anticomunisti!
Lidia Ravera abituata a mercificare le sue emozioni (vedi successo pilotato dalla stampa borghese) cerca di trasformare in merce le nostre lotte, le nostre contraddizioni. È tutto molto grave perché Lidia si dice compagna e femminista. Che significa per lei essere compagna? Mercificare il culetto di Antonia? (il film in lavorazione costa 600.000.000), o offendere compagni non da indiani ma da squadristi, e la copertina di “Panorama” con i compagni con i bastoni in mano!? Forse è proprio vero che, come diceva un compagno, il libro Porci con le ali lo hanno scritto Susanna Agnelli e Ugo La Malfa
- a) Compagna che duri anche dopo l’occupazione
b) Fare discorsi meno fusoni ma più concreti
c) Esprimersi in tutti i modi (oltre queste cazzate)
d) Vivere tutte le contraddizioni possibili ed immaginabili
e) Risolverle
f) Capire perché vado d’accordo solo con quelli che chiamano inetti
g) Convincermi se lo siano effettivamente
h) Decidere se essere matto anch’io e rimanerci sempre
i) Abolire tutti i “non si deve“
1) Scusarmi con quelli che si sono sorbiti questa lista.
- Ora sappiamo cosa fare, lottare per creare
- Marx non è un feticcio
- L’università è finalmente nostra, godiamoci l’occupazione, no alla preoccupazione
- Compagni, questo non è più il ’68, questo è il 1977








