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Ancora una sfida alla città

Intorno ad una piazza…

Intorno ad una piazza…

Anco­ra una anti­ci­pa­zio­ne del rac­con­to di uno dei pro­ta­go­ni­sti del volu­me X sull’autonomia ope­ra­ia meridionale

“Piaz­za Meda­glie d’O­ro era il pun­to in cui con­flui­va­no, in manie­ra abba­stan­za disor­di­na­ta, com­pa­gni di vario gene­re. Mol­ti di loro pro­ve­ni­va­no da grup­pi orga­niz­za­ti, come i com­pa­gni di Po, che a Napo­li non ave­va mai avu­to un gran­de radi­ca­men­to, o Lc. La piaz­za era un luo­go che diven­ta­va cen­tro di orga­niz­za­zio­ne infor­ma­le del­la poli­ti­ca, in cui veni­va­no costrui­te le mobi­li­ta­zio­ni, soprat­tut­to quel­le anti­fa­sci­ste che in que­gli anni era­no uno degli ele­men­ti carat­te­ri­sti­ci del­la lot­ta a Napo­li. Il Vome­ro era uno degli sno­di più for­ti del­la pre­sen­za fasci­sta a Napo­li e man­te­ne­re quel­la piaz­za era fon­da­men­ta­le. Da quel posto sono par­ti­te nel cor­so de- gli anni una serie di azio­ni nel­le qua­li le appar­te­nen­ze alle orga­niz­za­zio­ni sfu­ma­va­no, non c’era una vera dif­fe­ren­zia­zio­ne. Anche buo­na par­te dei com­pa­gni che ave­va­no attra­ver­sa­to a vario tito­lo Lc, si aggre­ga­va­no sem­pre di più nel­la pra­ti­ca dell’antifascismo mili­tan­te sul­la base di ragio­na­men­ti che par­ti­va­no dal­la discus­sio­ne che sta­va attra­ver­san­do tut­to il movi­men­to sull’uso del­la vio­len­za, a par­ti­re da quel­lo che era suc­ces­so nel ’73 in Cile. Da quel dibat­ti­to si aprì una gran­de discus­sio­ne che cova­va in real­tà sot­to le cene­ri da tem­po, soprat­tut­to fra i com­pa­gni inse­ri­ti nel ser­vi­zio d’ordine di Lc. L’uso del­la for­za e del­la vio­len­za di mas­sa era un tema da sem­pre sot­to trac­cia, tan­to è vero che tut­ti i nostri ragio­na­men­ti veni­va­no poi arric­chi­ti e qua­si anti­ci­pa­ti da alcu­ni epi­so­di. Pen­so alla rispo­sta di mas­sa alla stra­ge di Bre­scia che a Napo­li fu enor­me e tro­vò addi­rit­tu­ra impre­pa­ra­ti i ser­vi­zi d’ordine del­le varie orga­niz­za­zio­ni. La gen­te che sce­se in piaz­za il gior­no del­la mani­fe­sta­zio­ne era mol­to più «attrez­za­ta» e dispo­sta allo scon­tro di quan­to lo fos­si­mo noi e si era dota­ta auto­no­ma­men­te di «mate­ria­li», in quel­la che fu un’azione anti­fa­sci­sta di mas­sa incre­di­bi­le. Le strut­tu­re orga­niz­za­te dove­va­no rin­cor­re­re qua­si la gen­te che assal­ta­va le sedi come quel­la del­la Cisnal a via de Gaspe­ri dove, men­tre pro­va­va­mo a sali­re per le sca­le del palaz­zo vede­va­mo il mobi­lio degli uffi­ci vola­re dal­le fine­stre. Tra quel­la gen­te che ci ave­va pre­ce­du­to c’era di tut­to, anti­fa­sci­sti di ogni pro­ve­nien­za. La vio­len­za e la for­za che il movi­men­to era in gra­do di espri­me­re si mani­fe­sta­va davan­ti ai nostri occhi…” 

(Vit­to­rio For­te – p. 262)

foto: www.delcampo.net