Napoli: terremoto comando capitalistico e sovversione sociale
Sommario
- Per un punto di vista comunista sul terremoto del 23 novembre
- Il Centro Direzionale
- L’intervento capitalismo nell’area metropolitana napoletana
- Un intervento del compagno Lanfranco Caminiti (dal carcere di Cuneo)
- Un intervento del Comitato senza tetti del Vomero
- Documenti sulle conseguenze del terremoto
- Napoli 26 novembre 1980 – Appello alla mobilitazione – Attivo Comunista della zona Centro
- Napoli 28 novembre 1980 – Dopo la tragedia dei morti comincia la tragedia dei vivi – Comitato dei senza tetto di Via Discesa Lacco, 12
- Napoli dicembre 1980 – Una sola lotta per la casa! – Coordinamento Comitato occupanti di case Secondigliano-Piscinola-Frullone-Traiano Parco Palladino Volla
- Napoli 4 dicembre 1980 – Organizziamo l’esproprio di massa delle case – Comitato di lotta per la casa “Traiano I”
- Napoli 15 dicembre 1980 – La strage continua – Alcuni disoccupati della lista Banchi Nuovi del Vomero
- Napoli 17 dicembre 1980 – Riprendere il dibattito Riprendere l’iniziativa – I compagni dell’Autonomia Operaia
- Napoli 1 gennaio 1981 – La lotta è appena cominciata!!! – Comitato Autonomo senza tetto Via Simone Martini
- Napoli 12 gennaio 1981 – Una sola lotta: la casa – Comitato di lotta Traiano I
- Napoli 17 gennaio 1981 – I tecnici s’arrendono – di Ermanno Corsi su La Repubblica
- Napoli 17 gennaio 1981 – Contro il piano di evacuazione Manteniamo e sviluppiamo le occupazioni – Coordinamento Comitati Occupanti Case Alberghi Scuole
- Napoli gennaio 1981 – Il terremoto sarà una bomba che scoppierà in faccia ai padroni – Comitato Autonomo senza tetto e gli occupanti di via Simone Martini
- Napoli gennaio 1981 – Attacchiamo il progetto capitalistico del Centro Direzionale – I compagni dell’Autonomia Operaia del Centro Storico
- Roma 6 gennaio 1981 – Sulla repressione ai compagni di Roma – Centro Nazionale di Solidarietà Proletaria alle zone terremotate
- Roma 6 gennaio 1981 – Convocazione Assemblea Nazionale 10–11 gennaio 1981 – Centro Nazionale di Solidarietà Proletaria alle zone terremotate
- Sant’Andrea di Conza 26 dicembre 1980 – Comunicato del Comitato per la ricostruzione delle zone terremotate
- Roma 8 gennaio 1981 – Comunicato stampa del Centro Nazionale di Solidarietà Proletaria alle zone terremotate
Intorno ad una piazza…
Ancora una anticipazione del racconto di uno dei protagonisti del volume X sull’autonomia operaia meridionale
“Piazza Medaglie d’Oro era il punto in cui confluivano, in maniera abbastanza disordinata, compagni di vario genere. Molti di loro provenivano da gruppi organizzati, come i compagni di Po, che a Napoli non aveva mai avuto un grande radicamento, o Lc. La piazza era un luogo che diventava centro di organizzazione informale della politica, in cui venivano costruite le mobilitazioni, soprattutto quelle antifasciste che in quegli anni erano uno degli elementi caratteristici della lotta a Napoli. Il Vomero era uno degli snodi più forti della presenza fascista a Napoli e mantenere quella piazza era fondamentale. Da quel posto sono partite nel corso de- gli anni una serie di azioni nelle quali le appartenenze alle organizzazioni sfumavano, non c’era una vera differenziazione. Anche buona parte dei compagni che avevano attraversato a vario titolo Lc, si aggregavano sempre di più nella pratica dell’antifascismo militante sulla base di ragionamenti che partivano dalla discussione che stava attraversando tutto il movimento sull’uso della violenza, a partire da quello che era successo nel ’73 in Cile. Da quel dibattito si aprì una grande discussione che covava in realtà sotto le ceneri da tempo, soprattutto fra i compagni inseriti nel servizio d’ordine di Lc. L’uso della forza e della violenza di massa era un tema da sempre sotto traccia, tanto è vero che tutti i nostri ragionamenti venivano poi arricchiti e quasi anticipati da alcuni episodi. Penso alla risposta di massa alla strage di Brescia che a Napoli fu enorme e trovò addirittura impreparati i servizi d’ordine delle varie organizzazioni. La gente che scese in piazza il giorno della manifestazione era molto più «attrezzata» e disposta allo scontro di quanto lo fossimo noi e si era dotata autonomamente di «materiali», in quella che fu un’azione antifascista di massa incredibile. Le strutture organizzate dovevano rincorrere quasi la gente che assaltava le sedi come quella della Cisnal a via de Gasperi dove, mentre provavamo a salire per le scale del palazzo vedevamo il mobilio degli uffici volare dalle finestre. Tra quella gente che ci aveva preceduto c’era di tutto, antifascisti di ogni provenienza. La violenza e la forza che il movimento era in grado di esprimere si manifestava davanti ai nostri occhi…”
(Vittorio Forte – p. 262)




