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L’orsa

Perio­di­co comu­ni­sta den­tro l’au­to­no­mia operaia

nume­ro 1, sup­ple­men­to ad Auto­no­mia n.9

Archi­vio Gia­co­mo Despali

  • Fab­bri­ca dif­fu­sa e 
  • orga­niz­za­zio­ne territoriale
  • Personale.…molto per­so­na­le
  • Nean­che per.…..
  • Un pugno di dollari
  • Cosa fai a scuo­la? Stu­dio per
  • Il “socia­li­smo”
  • On. Pan­dol­fi mi dia un impie­go da disoccupato
  • Ono­re ai com­pa­gni cadu­ti per il comunismo

Malgrado voi

Enri­co Scu­ro, Mal­gra­do voi, Imma­gi­ni di due anni di bat­ta­glie del movi­men­to di Bolo­gna, testi di Die­go Benec­chi e Fran­co Berar­di “Bifo”, L’oc­chio impu­ro N.1.



Ini­ziò con una Jac­que­rie, quan­te vol­te ce lo sia­mo ripe­tu­to, ed entram­mo nel­la sto­ria.
Vole­va­mo eli­mi­na­re tut­ti i miti, ne abbia­mo distrut­ti tan­ti, ma anche costrui­ti di nuo­vi, a tal pun­to che fini­ta la mera­vi­glio­sa illu­sio­ne, il sogno, ci sia­mo tro­va­ti schiac­cia­ti dal­la sto­ria, quel­la pub­bli­ca, degli altri. La nostra, fat­ta di tene­rez­ze, scrit­te sui muri, cor­tei gio­io­si e mili­ta­ri, ten­sio­ni, rima­ne nostal­gi­co ricor­do, per alcu­ni nean­che con­sa­pe­vo­le memo­ria.
L’i­ro­nia spa­ven­tò il pote­re, l’in­con­trol­la­bi­le lo spiaz­zò, ma con abi­li­tà esso ini­ziò il lun­go cor­teg­gia­men­to, si rese dispo­ni­bi­le, offri spa­zi. Tan­ti com­pa­gni rima­se­ro invi­schia­ti, e, pure attra­ver­so loro, il pote­re fat­to­si con­su­ma­bi­le ria­dat­tò rapi­da­men­te le sue for­me di con­trol­lo alla nuo­va real­tà. La ricer­ca del­la media­zio­ne e del con­sen­so intel­let­tua­le, fra chi ave­va già da tem­po fat­to le sue scel­te, ridus­se­ro come un tumo­re mali­gno a sto­ria bor­ghe­se l’in­com­men­su­ra­bi­le e mai tra­scri­vi­bi­le poe­sia dei nostri gesti di rivol­ta.
Attual­men­te fio­ri­sco­no i fogli, pia­ce­reb­be scri­ve­re d’a­gi­ta­zio­ne, ma non è pos­si­bi­le, altro non con­ten­go­no che: pri­va­to, cen­tri alter­na­ti­vi, qual­che elu­cu­bra­zio­ne. La cono­scen­za si impo­ne su tut­to, gio­va­ni desi­de­ro­si di gio­ca­re a fare gli intel­let­tua­li, scrit­to­ri in erba, poe­ti in ritar­do che par­la­no del ’77, dopo che i muri sono sta­ti ripu­li­ti, sono inte­res­san­ti ma non suf­fi­cien­ti. Non ci si sen­te libe­ri quan­do solo si leg­ge o si scri­ve o si seguo­no i vari dibat­ti­ti acca­de­mi­ci, si è più libe­ri in un car­ce­re orga­niz­zan­do­si con i dete­nu­ti, per miglio­ra­re le con­di­zio­ni di esi­sten­za, che con­ti­nua­re a cir­co­la­re fra fan­ta­smi lamen­to­si del­la man­can­za di cer­tez­ze.
Ebbe­ne, mai come ora la situa­zio­ne è eccel­len­te, la fine del­le ideo­lo­gie costrin­ge, final­men­te, ad affron­ta­re il socia­le arma­ti solo del­la nostra sog­get­ti­vi­tà, e que­sta è l’ar­ma miglio­re.
Non più pas­sa­to né futu­ro, entram­bi ci ricon­dur­reb­be­ro a cer­ca­re la media­zio­ne men­tre l’u­ni­ca alter­na­ti­va risie­de nel­la ricer­ca di una con­ti­nua rot­tu­ra imme­dia­ta e nel­la sod­di­sfa­zio­ne del­le pro­prie azio­ni, sia­no esse paci­fi­che o vio­len­te, poco impor­ta se gra­tui­te. Non c’è più vita, a meno di esse­re Pote­re, sen­za ritor­no alla pras­si, alla spe­ri­men­ta­zio­ne del­la liber­tà attra­ver­so l’au­to­va­lo­riz­za­zio­ne del­l’an­ta­go­ni­smo quo­ti­dia­no. L’au­to­va­lo­riz­za­zio­ne (con­qui­sta di liber­tà, supe­ra­men­to degli sche­mi) è pos­si­bi­le se fon­da­ta sul­la ripe­ti­zio­ne rit­mi­ca, di mas­sa, dei gesti che distrug­go­no il Pote­re. Stia­mo inol­tre gua­ren­do dal­la malat­tia del­le ideo­lo­gie, di fron­te al crol­lo dei pun­ti di rife­ri­men­to, dal nien­te rea­liz­za­to altro­ve, pos­sia­mo erger­ci con­sa­pe­vo­li che l’u­ni­co vero ribal­ta­men­to è la rivo­lu­zio­ne del tut­to. È in que­sto che sen­tia­mo e vivia­mo luci­da­men­te, che dive­nia­mo sto­ri­ci ed entria­mo in sce­na come pro­ta­go­ni­sti. Innan­zi­tut­to per­ché non stan­do con nes­su­no sce­glia­mo la stra­da di chi dice no a qual­sia­si pote­re-oppres­sio­ne, quel­la dei rivol­to­si. Da que­sta stra­da è dif­fi­ci­le usci­re, dato che la fon­te del­le lot­te, le radi­ci del­le con­trad­di­zio­ni sono pure in noi, quan­do la si ini­zia biso­gna per­cor­rer­la fino in in fon­do. Chi vive lo sfrut­ta­men­to tut­ti i gior­ni, chi non ha la pos­si­bi­li­tà di goder­si un’e­si­sten­za decen­te, chi sen­te l’op­pres­sio­ne sul suo cor­po, nel­la sua men­te, nel suo san­gue, non può che vive­re sen­za riser­ve per­ché que­sta è la sua ulti­ma pos­si­bi­li­tà. Chi lasce­rà la stra­da but­tan­do via il far­del­lo del­le sue esi­gen­ze e del­la sua vio­len­za di oppo­si­zio­ne non potrà che fini­re avve­le­na­to dal­le pro­prie veri­tà ucci­se. Per gli avve­le­na­ti sarà allo­ra l’i­ni­zio del quo­ti­dia­no del­la rinun­cia, una mor­te sen­za fine, a que­sto vuo­le por­tar­ci il Pote­re. Cer­to ci offre i mirag­gi del­la pro­du­zio­ne e del con­su­mo. Non fac­cia­mo­ci fre­ga­re, non fer­mia­mo­ci, libe­ria­mo con­ti­nua­men­te la pas­sio­ne crea­ti­va d’a­mo­re e di ribel­lio­ne, que­sto l’u­ni­co modo per bat­te­re la dif­fu­sa coscien­za a livel­lo di mas­sa del­le costri­zio­ni neces­sa­rio.
L’in­du­stria­liz­za­zio­ne, il neces­sa­rio con­trol­lo limi­ta­ti­vo del­lo svi­lup­po tec­ni­co-scien­ti­fi­co da par­te del Pote­re, lo costrin­go­no ad uni­for­ma­re gli stru­men­ti del con­trol­lo, del­lo sfrut­ta­men­to, del domi­nio: par­cel­liz­zan­do­li, arti­co­lan­do­li, auto­ma­tiz­zan­do­li. Ed è pro­prio in que­sta dif­fu­sio­ne mole­co­la­re del pote­re­che emer­ge la pos­si­bi­li­tà rea­le di una per­ma­nen­te lot­ta di libe­ra­zio­ne, è la gran­de occa­sio­ne sto­ri­ca per una bat­ta­glia per una liber­tà sostan­zia­le. Non a caso è esi­sti­to un rap­por­to diret­to, nel l’e­spe­rien­za del ’77 e nel­le recen­ti lot­te degli ospe­da­lie­ri, fra libe­ra­zio­ne di crea­ti­vi­tà indi­vi­dua­le e col­let­ti­va, fon­da­men­ti di nuo­ve dina­mi­che di liber­tà e la disar­ti­co­la­zio­ne del con­trol­lo dif­fu­so e lo sma­sche­ra­men­to del­le pra­ti­che di demo­cra­zia auto­ri­ta­ria por­ta­ta avan­ti dai par­ti­ti.
Nel­la fase del­la media­zio­ne, post-mar­zo ’77, i caval­li di Tro­ia del pote­re nel movi­men­to han­no per­mes­so a que­sti di recu­pe­ra­re allo spet­ta­co­lo le for­me più emer­gen­ti del­la crea­ti­vi­tà col­let­ti­va. Ma per for­tu­na nei sot­ter­ra­nei del­la nostra civil­tà, nel nostro popo­lo, con­ti­nua a pro­ce­de­re il fiu­me impe­tuo­so di ciò che ognu­no di noi fa nascon­den­do­si. Quel­lo che è emer­so nel pas­sa­to non è nul­la rispet­to al tur­bi­na­re di con­trad­di­zio­ni, pen­sie­ri, ener­gie che ci agi­ta­no inin­ter­rot­ta­men­te gior­no dopo gior­no. Que­sto fiu­me è ingo­ver­na­bi­le ed ha ripre­so a scor­re­re, è un flui­do com­po­si­to di fan­ta­sti­che­rie, desi­de­ri insod­di­sfat­ti, idee, sen­sa­zio­ni, è la pre­pa­ra­zio­ne del­l’ir­ra­zio­na­le mag­ma­ti­co di razio­na­li gesti scon­vol­gen­ti.
Con­su­ma­re è accu­mu­la­re di tut­to: amo­re, dana­ro, miti, cono­scen­ze, poli­ti­ca, que­sta la pro­po­sta per illu­der­ci di esse­re libe­ri. Ma il tem­po del­l’il­lu­sio­ne è bre­ve ed effi­me­ro, cre­sco­no il sen­so di males­se­re e i cona­ti di vomi­to, cre­sce la rete di libe­tà tota­le.
Fare dimen­ti­ca­re all’uo­mo di esse­re un pro­dut­to­re, alie­na­to nel­la crea­ti­vi­tà del lavo­ro for­za­to, del­lo sfrut­ta­men­to, ecco le ragio­ni per cui il siste­ma ripie­ga nel con­su­mo e nel­la pic­co­la accu­mu­la­zio­ne bot­te­ga­ia. Guai a far­si invi­schia­re in que­sta dimen­sio­ne, il cui cen­tro pro­get­ta di con­trol­la­re nel­lo spa­zio di tem­po libe­ro dal lavo­ro, la crea­ti­vi­tà del­l’uo­mo. Dob­bia­mo asso­lu­ta­men­te fina­liz­za­re i nostri sfor­zi cer­can­do una rispo­sta cre­di­bi­le, di vita, per nega­re il con­trol­lo per tut­to il tem­po sul­la nostra crea­ti­vi­tà.
Ciò è fon­da­bi­le a par­ti­re dal rifiu­to del­l’i­deo­lo­gia del lavo­ro, non c’è alter­na­ti­va sen­za que­sto essen­zia­le pre­sup­po­sto che si con­cre­tiz­za, per ora, nel­la cri­ti­ca distrut­ti­va del­l’at­tua­le asset­to socia­le e del­la strut­tu­ra di pro­du­zio­ne e con­su­mo. Il pote­re ciber­ne­ti­co ten­ta di tra­sfor­ma­re cia­scu­no in sin­go­lo orga­niz­za­to­re del­la pro­pria dispo­ni­bi­li­tà, sia alla pro­du­zio­ne che al con­su­mo. Rifiu­tia­mo que­sto ruo­lo di pas­si­vi­tà con una ricer­ca con­ti­nua di quei gesti spon­ta­nei, con­se­guen­za del­la nostra cana­liz­za­zio­ne del­la crea­ti­vi­tà. Que­sto è pos­si­bi­le attra­ver­so una per­ma­nen­te e lun­ga resi­sten­za alla pene­ne­tra­zio­ne del pote­re in noi. Da qui rie­mer­ge quel­la auto­va­lo­riz­za­zio­ne, tan­to neces­sa­ria per vive­re. Dia­mo l’ul­ti­mo col­po di pic­co­ne affin­chè il fiu­me tor­ni in super­fi­cie per un’al­tra Jac­que­rie.

di Die­go Benecchi

SUPPL.to

  • Un ritrat­to d’autore
  • Una masche­ra per l’11 marzo
  • Pugno di fer­ro del nuo­vo que­sto­re per rida­re la tran­quil­li­tà ai bolognesi
  • Se l’an­go­scia quo­ti­dia­na bat­te sbat­te, e ti imbanana 
  • Cor­ri ai corsi
  • Pren­di a vai, non hai tem­po per i guai
  • “Cos’è la vita cade­re 7 vol­te, rial­zar­si 8”
  • A chi fa pia­ce­re un cen­tro d’ag­gre­ga­zio­ne culturale?
  • viag­gio tra gli espres­sio­ne corporeaaa!!
  • i quat­tro cantoni
  • Mastro gep­pet­to
  • ar/​marsi è solo un pro­ble­ma d’organizzazione

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta perio­di­ci (n.4 – mar­zo 1979)

Il corrispondente operaio n.4

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta perio­di­ci (n.4/1979)

  • I biso­gni, la poli­ti­ca, gli stru­men­ti: per l’in­cro­cio di tre fun­zio­ni parallele
  • Pos­si­bi­li­tà del comu­ni­smo, neces­si­tà del­la sog­get­ti­vi­tà organizzata
  • Ter­ro­ri­smo e movimento
  • 1976/​1979. Pci, com­pro­mes­so sto­ri­co, biso­gni proletari
  • Calo­ge­ro smollaci!
  • Il model­lo emi­lia­no: tra cri­si e ristrut­tu­ra­zio­ne nazionale
  • I padro­ni han­no un asso nel­la mani­ca: il sindacato
  • Set­to­re cal­za­tu­rie­ro: dal­la lot­ta con­tro la noci­vi­tà alla lot­ta con­tro il lavoro
  • Lot­te ope­ra­ie in Lore­na: mar­zo fran­ce­se ’79
  • Oggi 30 mar­zo 1979 sciopero

quaderni del Contropotere – n.2

mar­zo-apri­le ’79

Fon­do Mar­zio Sturaro

  • PCI : meno ti vedia­mo meglio stiamo
  • Fran­ce­sco Lorus­so: mor­te acci­den­ta­le di un compagno
  • anco­ra su lot­ta continua
  • scon­tro di clas­se e lot­ta arma­ta in Ita­lia: apria­mo il dibattito
  • il memo­ria­le di Bifo
  • comu­ni­ca­to stam­pa del­la reda­zio­ne di Alice
  • Talon: i colpevoli !
  • un altro “talon” in provincia
  • ristrut­tu­ra­zio­ne eco­no­mi­ca, sin­da­ca­to, auto­no­mia proletaria
  • mar­xi­smo e rivoluzione
  • l’ aSi­ni­stra

POTERE OPERAIO

Foglio sal­tua­rio a cura del Movi­men­to di Bologna

  • Il movi­men­to di libe­ra­zio­ne è da dodi­ci anni fuo­ri dal­la lega­li­tà di que­sto sta­to, e allora?
  • Liber­tà per Donatella
  • Il pote­re e la verità
  • FAISCHIFO

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta perio­di­ci (apri­le 1979 – sn)

POTERE OPERAIO

Per die­ci anni lo abbia­mo gri­da­to, il Movi­men­to di libe­ra­zio­ne è da dodi­ci anni fuo­ri la lega­li­tà di que­sto stato

Foglio sal­tua­rio a cura del movi­men­to di Bologna

  • Riu­sci­rà Calo­ge­ro a tener su il castel­lo di car­te fino al 3 giugno?
  • Riu­sci­ran­no le ele­zio­ni a chiu­de­re i con­flit­ti nel­la gab­bia istituzionale?
  • OPPURE riu­sci­rà l’au­to­no­mia rea­le a libe­rar­si dal­le sue for­me di rap­pre­sen­ta­zio­ne organizzata?
  • OPPURE riu­sci­rà la clas­se ope­ra­ia a rom­pe­re l’al­lean­za padroni-sindacati?
  • Riu­sci­rà que­sto sta­to a man­te­ne­re il suo domi­nio sen­za diven­ta­re com­piu­to totalitarismo?
  • Riu­sci­rà il capi­ta­le a fare del­l’Eu­ro­pa un car­ce­re speciale?
  • Riu­sci­rà il PCI a con­vin­cer­si che lo sta­to di cose pre­sen­ti è il miglio­re possibile?
  • La vio­len­za di que­sto sta­to, la men­zo­gna e lo spet­ta­co­lo di regi­me non riu­sci­rà a can­cel­la­re la volon­tà di libe­ra­zio­ne dal­lo sfrut­ta­men­to e dal­l’op­pres­sio­ne che si è fat­ta for­za mate­ria­le nel­la vita di milio­ni di proletari 

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta perio­di­ci (27 apri­le 1979 – sn)

Proposta di una radio

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta docu­men­ti politici