Parlano i compagni del Comitato di Lotta Motta-Alemagna. Forti di una sentenza che li vede reintegrati dalla Sidalm (ex Unidal), 228 lavoratori dello stabilimento Motta di viale Corsica tentano di entrare in azienda, ma sono fermati dalla polizia.
“La storia delle fabbriche Motta-Alemagna comincia da lontano, da quando nel 1975 il padronato su 12.350 operaie ed operai ne dichiarò esuberanti oltre 8.500. Le lunghe trattative, i passaggi giuridici di proprietà che hanno fatto della Motta-Alemagna una proprietà di Stato, gli smembramenti, non hanno mutato di un centimetro il progetto padronale: padroni privati e di Stato, Sindacati, sono riusciti a polverizzare – almeno sulla carta – una sezione operaia che, sulla base della vecchia organizzazione produttiva, aveva dato battaglie vincenti sull’orario, contro lo straordinario, sull’unità contro il lavoro precario e la divisione tra organico fisso e stagionali, ottenendo – soprattutto in via Corsica – l’assunzione dei giovani e delle donne stagionali, sulle categorie per l’unità con la forza lavoro femminile. Oggi i dipendenti SIDALM (ex Motta-Alemagna) sono, sulla carta, 4.000 dopo l’ultime accordo (Roma, 23 gennaio ’78), tranne 538 andati all’Italgel-Tanara (ma anche qui nuove ristrutturazioni) e 1389 alla società Autogril (anche qui esuberanze prossime), gli altri sono stati licenziati: 6.423! una vera ecatombe, un intero paese, interi quartieri proletari messi nel precariato e nella miseria.”
Brano tratto da ‘Unidal: una proposta a tutto il movimento’, articolo a cura del Comitato di Lotta Motta-Alemagna, su Anarchismo n° 19 del gennaio-febbraio 1978, pag 26 https://www.edizionianarchismo.net/uploads/anarchismo/anarchismo-n19.pdf
I radicali Gianluigi Melega e Alessandro Tessari parlano ai microfoni di Radio Black Out.
Conduce Giancarlo D’Adda.
Si parte dalla cronaca recente, ossia lo scandalo che a maggio ha coinvolto la Democrazia Cristiana: a seguito delle confessioni del pentito Sandalo, il figlio del vicesegretario Donat Cattin viene individuato come uno dei dirigenti di Prima Linea. Il discorso presto sfocia su temi come l’astensionismo e l’uso violenza politica, che più in generale dividevano marcatamente le posizioni di radicali e autonomi.
“Il terrorismo ha spinto nel tunnel la lotta di classe, ben vengano tutte le iniziative che possano far uscire da questo tunnel.“ A partire da questa affermazione apparsa sull’Espresso si sviluppa la linea politica dei compagni di Radio Onda Rossa, che aderiscono alla proposta di socialisti e sinistra indipendente di depenalizzare i reati associativi per coloro che avessero deciso di abbandonare spontaneamente la lotta armata. Era una periodo particolarmente delicato per i compagni di Radio Onda Rossa, perché nel gennaio del 1980 la radio era stata chiusa dalla magistratura, le attrezzature sequestrate e i suoi dirigenti arrestati.
Qui l’articolo dell’Espresso del 15 giugno 1980 al quale si fa riferimento nel nastro: https://archive.org/details/espresso-15-giugno-1980-diserzione
Carlo Formenti, La fine del valore d’uso, Feltrinelli, Milano 1980
Di fronte ai cosiddetti processi di terziarizzazione e al connubio, ormai saldamente impiantato, tra le tecniche dell’informatica e le tecniche della produzione capitalistica, il marxismo segna il passo. Muovendo da questo approccio assai poco ideologico e molto fattuale, Fermenti prende di petto il problema della crisi del marxismo: non regge più la nozione di lavoro produttivo, e neppure nozioni come quella di bisogno o di valore d’uso, cui il marxismo critico ed eterodosso si è affidato in questi ultimi anni, sembrano baluardi difendibili, nel momento in cui il sistema capitalistico riesce ad essere sistema della programmazione dei bisogni. Il libro è agile e provocatorio, volutamente frammentario, nella convinzione che non è più tempo di sistemi ma di una spregiudicata sperimentazione della teoria. Fa parte della «provocazione», tra l’altro, il ripetuto riferimento ad un iconoclasta come Jean Baudrillard, le cui tesi sono considerate, alla fine, le più stimolanti per una descrizione realistica di come va trasformandosi, oggi, il «soggetto antagonista» di Marx.
Questo sito utilizza i cookie per una migliore esperienza utente. Continuando a navigare l'utente accetta la Cookie Policy Cookie settingsAccettaLeggi di più
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.