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Radio Black Out – Onda Rossa sulla “diserzione dal terrorismo”

“Il ter­ro­ri­smo ha spin­to nel tun­nel la lot­ta di clas­se, ben ven­ga­no tut­te le ini­zia­ti­ve che pos­sa­no far usci­re da que­sto tun­nel.“
A par­ti­re da que­sta affer­ma­zio­ne appar­sa sul­l’E­spres­so si svi­lup­pa la linea poli­ti­ca dei com­pa­gni di Radio Onda Ros­sa, che ade­ri­sco­no alla pro­po­sta di socia­li­sti e sini­stra indi­pen­den­te di depe­na­liz­za­re i rea­ti asso­cia­ti­vi per colo­ro che aves­se­ro deci­so di abban­do­na­re spon­ta­nea­men­te la lot­ta arma­ta. Era una perio­do par­ti­co­lar­men­te deli­ca­to per i com­pa­gni di Radio Onda Ros­sa, per­ché nel gen­na­io del 1980 la radio era sta­ta chiu­sa dal­la magi­stra­tu­ra, le attrez­za­tu­re seque­stra­te e i suoi diri­gen­ti arrestati.

Qui l’ar­ti­co­lo del­l’E­spres­so del 15 giu­gno 1980 al qua­le si fa rife­ri­men­to nel nastro:
https://archive.org/details/espresso-15-giugno-1980-diserzione

Ita­lian Tapes Archive

Senza padroni

Cen­tro di stu­di poli­ti­ci e socia­li e Archi­vio sto­ri­co Il Ses­san­tot­to di Firenze

La fine del valore d’uso

Car­lo For­men­ti, La fine del valo­re d’u­so, Fel­tri­nel­li, Mila­no 1980


Di fron­te ai cosid­det­ti pro­ces­si di ter­zia­riz­za­zio­ne e al con­nu­bio, ormai sal­da­men­te impian­ta­to, tra le tec­ni­che del­l’in­for­ma­ti­ca e le tec­ni­che del­la pro­du­zio­ne capi­ta­li­sti­ca, il mar­xi­smo segna il pas­so.
Muo­ven­do da que­sto approc­cio assai poco ideo­lo­gi­co e mol­to fat­tua­le, Fer­men­ti pren­de di pet­to il pro­ble­ma del­la cri­si del mar­xi­smo: non reg­ge più la nozio­ne di lavo­ro pro­dut­ti­vo, e nep­pu­re nozio­ni come quel­la di biso­gno o di valo­re d’u­so, cui il mar­xi­smo cri­ti­co ed ete­ro­dos­so si è affi­da­to in que­sti ulti­mi anni, sem­bra­no baluar­di difen­di­bi­li, nel momen­to in cui il siste­ma capi­ta­li­sti­co rie­sce ad esse­re siste­ma del­la pro­gram­ma­zio­ne dei biso­gni.
Il libro è agi­le e pro­vo­ca­to­rio, volu­ta­men­te fram­men­ta­rio, nel­la con­vin­zio­ne che non è più tem­po di siste­mi ma di una spre­giu­di­ca­ta spe­ri­men­ta­zio­ne del­la teo­ria.
Fa par­te del­la «pro­vo­ca­zio­ne», tra l’al­tro, il ripe­tu­to rife­ri­men­to ad un ico­no­cla­sta come Jean Bau­dril­lard, le cui tesi sono con­si­de­ra­te, alla fine, le più sti­mo­lan­ti per una descri­zio­ne rea­li­sti­ca di come va tra­sfor­man­do­si, oggi, il «sog­get­to anta­go­ni­sta» di Marx.