BLACK OUT anno 1 n. 10 novembre 1978
ARCHIVIO LA LUNGA RABBIA
ARCHIVIO LA LUNGA RABBIA
Archivio Marco Pezzi – Bologna
Primo storico notiziario della radio dell’autonomia milanese, che inizia le trasmissioni proprio nel maggio del 1979.
Rosso n°32, maggio 1979, pag.11
https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/i‑nostri-giornali/rosso-per-il-potere-operaio-n-32/
Italian Tapes Archive
PER IL POTERE OPERAIO
La polizia fa irruzione all’istituto tecnico Belzoni di Padova e ferma cinque ragazzi che stavano manifestando contro la chiusura dell’ufficio studenti. Per Raul Franceschi il fermo viene confermato e lo studente è condotto al carcere minorile di Treviso.
Siamo nel maggio 1979, quindi in una Padova ancora sconvolta dagli arresti del ‘7 aprile’ e nel pieno degli strascichi che ne conseguirono.
Secondo il compagno che comunica la notizia alla radio, questo accanimento nei confronti degli studenti medi di Padova era stato generato dalla furiosa campagna stampa dei giorni precedenti, orchestrata contro quelle che dai giornali vengono definite ‘schedature dei professori’.
Così ne scrive ad esempio La Stampa, il 16 maggio 1979.
“A PADOVA PROFESSORI PREOCCUPATI DOPO LA SCHEDATURA DEGLI AUTONOMI
Nella scorsa settimana auto e abitazioni di docenti erano state prese di mira dai terroristi – Una delle frasi del foglietto: «La repressione seleziona anche te, dille di smettere» — E’ come se avessero tirato una riga sulla lavagna, adottando il vecchio principio della lode e del biasimo. Ma in questo caso i discriminati sono i professori: dal lato del castigo quelli che, all’approssimarsi della fine dell’anno scolastico, sarebbero propensi a decretare qualche bocciatura, quindi a fare una certa «selezione». E’ in ansia, qui a Padova, il mondo della scuola media superiore, per quei volantini messi in giro da simpatizzanti dell’Autonomia, che invitavano gli studenti a segnalare insegnanti «repressivi»: un questionario ciclostilato che praticamente può corrispondere a una schedatura. C’è l’esposto presentato dal provveditore agli studi, Ottaviano Corbi, alla procura della Repubblica. Ed è giunto il telegramma del ministro della Pubblica Istruzione, Spadolini che esprime solidarietà a presidi e professori padovani. In una città come questa, dove la tensione non s’allenta quasi mai, anche i volantini degli «autonomi» delle medie superiori fanno paura. Tanto più che nella scorsa settimana auto e abitazioni di insegnanti sono stati presi di mira: fino a venerdì, le azioni dei commando sono state cinque. Difficile, per il momento, stabilire se questa serie di attentati derivi direttamente da quella diffusione di questionari per la schedatura di professori. Ma crescono i sospetti, e le preoccupazioni, negli ambienti della scuola, anche se si dice che in sostanza la campagna intimidatoria promossa da questo fantomatico gruppo di simpatizzanti dell’Autonomia non abbia incontrato molte adesioni tra gli allievi di licei e istituti. «La repressione seleziona anche te, dille di smettere» : è il titolo del volantino passato tra le mani dei ragazzi dall’una all’altra scuola della città, posato sui banchi delle aule, senza nemmeno tanta clandestinità. Il testo è scritto a mano, con calligrafia diligente: «Ancora una volta ci siamo scontrati per un anno intero con tutti gli strumenti che ci vengono continuamente contrapposti dal potere per controllarci, reprimerci, tenerci buoni. Questi strumenti li conosciamo bene, li viviamo sulla nostra pelle ogni giorno in ogni classe. Selezione, repressione, insufficienze, interrogazioni sono cose che ormai sono parte integrante e principale delle ore che viviamo nella scuola. Ancora una volta siamo riusciti ad intaccare quella struttura che vorrebbe renderci un branco di pecore senza volontà e senza nessun potere: questo usando ogni strumento, dalla selezione alla polizia, dalle sospensioni agli arresti in massa». Poi, l’invito a scrivere nomi dalla parte della lavagna dedicata ai «selettivi»: «In questo ambito riteniamo sia importante, una volta per tutte, fare uscire allo scoperto la responsabilità di ognuno, in modo che non resti tutto nel chiuso della classe, come vorrebbero loro. Questa è un’inchiesta sulla selezione nella nostra scuola e su chi la pratica costantemente. Nessun timore nel denunciare i personaggi più selettivi della nostra scuola. I risultati, poi, verranno resi pubblici con manifesti». Nell’ultima parte del volantino, firmato da un «Comitato interistituto» gli spazi per la «segnalazione» degli insegnanti, con una nota in calce: «Ruolo che tali professori hanno all’interno della classe e dell’istituto». Chi, tra le decine di insegnanti delle medie superiori padovane, sarà finito nel cerchio di questa minacciosa indagine? In un istituto femminile, sono state raccolte circa duecento «liste», alla scuola per geometri «Belzoni» le schede distribuite erano già in parte compilate, al tecnico industriale «Marconi» è arrivata prima la polizia, che ha fatto in tempo a sequestrare i volantini; all’istituto commerciale «Gramsci» e al liceo sperimentale «Canestrini» gli «autonomi» hanno messo in circolazione la prima parte del ciclostilato, ma mancava la scheda. Tutto sommato, l’offensiva nelle scuole padovane non deve avere avuto un grande effetto. Ma in un clima come quello che grava su Padova, vicende come questa hanno un peso opprimente.”
Italian Tapes Archive
Manifestazione per la chiusura delle centrale nucleare di Caorso.
0:00 Intervista organizzatori
14:08 Corteo
52:12 Comitato Politico Enel
59:08 Assemblea
1:07:25 Giuseppe Fabrizio
1:27:37 Delegato svizzero della Conférence Internationale Anti-nucléaire
Italian Tapes Archive
Materiale registrato a Milano, probabilmente per Radio Black Out nel 1979.
Italian Tapes Archive
Brigitte Heinrich esordisce parlando delle carceri speciali e della condizione dei detenuti politici in Germania. L’intervista prosegue con una disamina più generale della politica tedesca di quegli anni. L’attivista parla anche della sua vicenda personale (arresto e carcerazione all’inizio degli anni 70).
Italian Tapes Archive
Evento indetto da alcuni collettivi milanesi di controinformazione sulle carceri (collettivi di Sesto-Bicocca, Ortica e San Siro), con la partecipazione delle riviste Carcere Informazione, Controinformazione e Senza Galere, del collettivo Controsbarre e dell’AFADECO (Associazione Familiare Detenuti Comunisti). Negli spazi della Palazzina Liberty, oltre all’assemblea fu ospitata una mostra fotografica sulla condizione delle carceri italiane.
0:00 Introduzione – Radio Black Out
0:57 Mostra fotografica
17:01 Intervista a uno degli organizzatori della mostra
20:14 Intervista all’avvocato Gabriele Fuga
26:44 Intervista al padre di Gudrun Ensslin, cofondatrice della RAF
34:47 Intervista a una compagna dell’AFADECO
Assemblea
44:31 Conversazione tra Giuliano Spazzali, allora avvocato di Toni Negri, e un esperto di acustica in merito perizia che era stata fatta, durante il processo ‘7 aprile’, per confrontare la voce di Negri con quella del brigatista (poi rivelatosi Mario Moretti) che effettuò una delle telefonate alla moglie di Moro durante il sequestro.
1:01:41 Intervista a Paola Meo, moglie di Toni Negri
1:04:50 Altre interviste
Italian Tapes Archive
Giovedì 28 giugno 1979 il Comitato Donne per la Salute di Pero organizzò una manifestazione a Pero per chiedere controlli sulle imprese che inquinavano le acque del fiume Olona.
https://archive.org/details/3_20250203_20250203
Dal mensile “Milano 19” del maggio 1979:
“Il 10 aprile , presso la sede del consiglio di Zona 19, in via Pogatschnig 34 (QT 8), si sono riuniti i rappresentanti dei conigli di zona nn. 18–19-20, i Sindaci dei Comuni di Pero, Rho, Settimo Milanese e Cornaredo, L’Assessore all’Ecologia del Comune di Milano Ferrario, i rappresentanti del comitato di quartiere di Figino e il Comitato Donne per la salute di Pero. Scopo della riunione è stata l’istituzione della Consulta intercomunale per la lotta all’inquinamento e la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’importante riunione è stata aperta dal presidente della Zona 19, Pasquini, che ha sottolineato i pericolosi livelli d’inquinamento del territorio e quindi i gravi pericoli che insidiano la salute di tutti i cittadini, specie quella dei bambini. Egli ha proseguito dicendo che lo sviluppo industriale ha sì favorito l’aumento dei consumi, ma ha comportato l’alto prezzo della degradazione dell’ambiente….”
Italian Tapes Archive