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ROSSO per il potere operaio n. 32

PER IL POTERE OPERAIO

  • La rivo­lu­zio­ne comu­ni­sta non si arresta
  • FIAT Tori­no
  • Il pro­gram­ma ever­si­vo del­l’o­pe­ra­io sociale
  • Discus­sio­ne di una fab­bri­ca di servizi

Radio Black Out – Arresto a Padova dello studente Raul Franceschi

La poli­zia fa irru­zio­ne all’i­sti­tu­to tec­ni­co Bel­zo­ni di Pado­va e fer­ma cin­que ragaz­zi che sta­va­no mani­fe­stan­do con­tro la chiu­su­ra del­l’uf­fi­cio stu­den­ti. Per Raul Fran­ce­schi il fer­mo vie­ne con­fer­ma­to e lo stu­den­te è con­dot­to al car­ce­re mino­ri­le di Tre­vi­so.
Sia­mo nel mag­gio 1979, quin­di in una Pado­va anco­ra scon­vol­ta dagli arre­sti del ‘7 apri­le’ e nel pie­no degli stra­sci­chi che ne conseguirono.

Secon­do il com­pa­gno che comu­ni­ca la noti­zia alla radio, que­sto acca­ni­men­to nei con­fron­ti degli stu­den­ti medi di Pado­va era sta­to gene­ra­to dal­la furio­sa cam­pa­gna stam­pa dei gior­ni pre­ce­den­ti, orche­stra­ta con­tro quel­le che dai gior­na­li ven­go­no defi­ni­te ‘sche­da­tu­re dei professori’.

Così ne scri­ve ad esem­pio La Stam­pa, il 16 mag­gio 1979.
“A PADOVA PROFESSORI PREOCCUPATI DOPO LA SCHEDATURA DEGLI AUTONOMI
Nel­la scor­sa set­ti­ma­na auto e abi­ta­zio­ni di docen­ti era­no sta­te pre­se di mira dai ter­ro­ri­sti – Una del­le fra­si del fogliet­to: «La repres­sio­ne sele­zio­na anche te, dil­le di smet­te­re» — E’ come se aves­se­ro tira­to una riga sul­la lava­gna, adot­tan­do il vec­chio prin­ci­pio del­la lode e del bia­si­mo. Ma in que­sto caso i discri­mi­na­ti sono i pro­fes­so­ri: dal lato del casti­go quel­li che, all’ap­pros­si­mar­si del­la fine del­l’an­no sco­la­sti­co, sareb­be­ro pro­pen­si a decre­ta­re qual­che boc­cia­tu­ra, quin­di a fare una cer­ta «sele­zio­ne». E’ in ansia, qui a Pado­va, il mon­do del­la scuo­la media supe­rio­re, per quei volan­ti­ni mes­si in giro da sim­pa­tiz­zan­ti del­l’Au­to­no­mia, che invi­ta­va­no gli stu­den­ti a segna­la­re inse­gnan­ti «repres­si­vi»: un que­stio­na­rio ciclo­sti­la­to che pra­ti­ca­men­te può cor­ri­spon­de­re a una sche­da­tu­ra. C’è l’e­spo­sto pre­sen­ta­to dal prov­ve­di­to­re agli stu­di, Otta­via­no Cor­bi, alla pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca. Ed è giun­to il tele­gram­ma del mini­stro del­la Pub­bli­ca Istru­zio­ne, Spa­do­li­ni che espri­me soli­da­rie­tà a pre­si­di e pro­fes­so­ri pado­va­ni. In una cit­tà come que­sta, dove la ten­sio­ne non s’al­len­ta qua­si mai, anche i volan­ti­ni degli «auto­no­mi» del­le medie supe­rio­ri fan­no pau­ra. Tan­to più che nel­la scor­sa set­ti­ma­na auto e abi­ta­zio­ni di inse­gnan­ti sono sta­ti pre­si di mira: fino a vener­dì, le azio­ni dei com­man­do sono sta­te cin­que. Dif­fi­ci­le, per il momen­to, sta­bi­li­re se que­sta serie di atten­ta­ti deri­vi diret­ta­men­te da quel­la dif­fu­sio­ne di que­stio­na­ri per la sche­da­tu­ra di pro­fes­so­ri. Ma cre­sco­no i sospet­ti, e le pre­oc­cu­pa­zio­ni, negli ambien­ti del­la scuo­la, anche se si dice che in sostan­za la cam­pa­gna inti­mi­da­to­ria pro­mos­sa da que­sto fan­to­ma­ti­co grup­po di sim­pa­tiz­zan­ti del­l’Au­to­no­mia non abbia incon­tra­to mol­te ade­sio­ni tra gli allie­vi di licei e isti­tu­ti. «La repres­sio­ne sele­zio­na anche te, dil­le di smet­te­re» : è il tito­lo del volan­ti­no pas­sa­to tra le mani dei ragaz­zi dal­l’u­na all’al­tra scuo­la del­la cit­tà, posa­to sui ban­chi del­le aule, sen­za nem­me­no tan­ta clan­de­sti­ni­tà. Il testo è scrit­to a mano, con cal­li­gra­fia dili­gen­te: «Anco­ra una vol­ta ci sia­mo scon­tra­ti per un anno inte­ro con tut­ti gli stru­men­ti che ci ven­go­no con­ti­nua­men­te con­trap­po­sti dal pote­re per con­trol­lar­ci, repri­mer­ci, tener­ci buo­ni. Que­sti stru­men­ti li cono­scia­mo bene, li vivia­mo sul­la nostra pel­le ogni gior­no in ogni clas­se. Sele­zio­ne, repres­sio­ne, insuf­fi­cien­ze, inter­ro­ga­zio­ni sono cose che ormai sono par­te inte­gran­te e prin­ci­pa­le del­le ore che vivia­mo nel­la scuo­la. Anco­ra una vol­ta sia­mo riu­sci­ti ad intac­ca­re quel­la strut­tu­ra che vor­reb­be ren­der­ci un bran­co di peco­re sen­za volon­tà e sen­za nes­sun pote­re: que­sto usan­do ogni stru­men­to, dal­la sele­zio­ne alla poli­zia, dal­le sospen­sio­ni agli arre­sti in mas­sa». Poi, l’in­vi­to a scri­ve­re nomi dal­la par­te del­la lava­gna dedi­ca­ta ai «selet­ti­vi»: «In que­sto ambi­to rite­nia­mo sia impor­tan­te, una vol­ta per tut­te, fare usci­re allo sco­per­to la respon­sa­bi­li­tà di ognu­no, in modo che non resti tut­to nel chiu­so del­la clas­se, come vor­reb­be­ro loro. Que­sta è un’in­chie­sta sul­la sele­zio­ne nel­la nostra scuo­la e su chi la pra­ti­ca costan­te­men­te. Nes­sun timo­re nel denun­cia­re i per­so­nag­gi più selet­ti­vi del­la nostra scuo­la. I risul­ta­ti, poi, ver­ran­no resi pub­bli­ci con mani­fe­sti». Nel­l’ul­ti­ma par­te del volan­ti­no, fir­ma­to da un «Comi­ta­to inte­ri­sti­tu­to» gli spa­zi per la «segna­la­zio­ne» degli inse­gnan­ti, con una nota in cal­ce: «Ruo­lo che tali pro­fes­so­ri han­no all’in­ter­no del­la clas­se e del­l’i­sti­tu­to». Chi, tra le deci­ne di inse­gnan­ti del­le medie supe­rio­ri pado­va­ne, sarà fini­to nel cer­chio di que­sta minac­cio­sa inda­gi­ne? In un isti­tu­to fem­mi­ni­le, sono sta­te rac­col­te cir­ca due­cen­to «liste», alla scuo­la per geo­me­tri «Bel­zo­ni» le sche­de distri­bui­te era­no già in par­te com­pi­la­te, al tec­ni­co indu­stria­le «Mar­co­ni» è arri­va­ta pri­ma la poli­zia, che ha fat­to in tem­po a seque­stra­re i volan­ti­ni; all’i­sti­tu­to com­mer­cia­le «Gram­sci» e al liceo spe­ri­men­ta­le «Cane­stri­ni» gli «auto­no­mi» han­no mes­so in cir­co­la­zio­ne la pri­ma par­te del ciclo­sti­la­to, ma man­ca­va la sche­da. Tut­to som­ma­to, l’of­fen­si­va nel­le scuo­le pado­va­ne non deve ave­re avu­to un gran­de effet­to. Ma in un cli­ma come quel­lo che gra­va su Pado­va, vicen­de come que­sta han­no un peso opprimente.”

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Radio Black Out – Manifestazione antinucleare a Piacenza

Mani­fe­sta­zio­ne per la chiu­su­ra del­le cen­tra­le nuclea­re di Caorso.

0:00 Inter­vi­sta orga­niz­za­to­ri
14:08 Cor­teo
52:12 Comi­ta­to Poli­ti­co Enel
59:08 Assem­blea
1:07:25 Giu­sep­pe Fabri­zio
1:27:37 Dele­ga­to sviz­ze­ro del­la Con­fé­ren­ce Inter­na­tio­na­le Anti-nucléaire

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Radio Black Out – intervista a Brigitte Heinrich

Bri­git­te Hein­rich esor­di­sce par­lan­do del­le car­ce­ri spe­cia­li e del­la con­di­zio­ne dei dete­nu­ti poli­ti­ci in Ger­ma­nia. L’in­ter­vi­sta pro­se­gue con una disa­mi­na più gene­ra­le del­la poli­ti­ca tede­sca di que­gli anni. L’at­ti­vi­sta par­la anche del­la sua vicen­da per­so­na­le (arre­sto e car­ce­ra­zio­ne all’i­ni­zio degli anni 70).

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Radio Black Out – Assemblea sulle carceri: Palazzina Liberty

Even­to indet­to da alcu­ni col­let­ti­vi mila­ne­si di con­tro­in­for­ma­zio­ne sul­le car­ce­ri (col­let­ti­vi di Sesto-Bicoc­ca, Orti­ca e San Siro), con la par­te­ci­pa­zio­ne del­le rivi­ste Car­ce­re Infor­ma­zio­ne, Con­tro­in­for­ma­zio­ne e Sen­za Gale­re, del col­let­ti­vo Con­tro­sbar­re e del­l’A­FA­DE­CO (Asso­cia­zio­ne Fami­lia­re Dete­nu­ti Comu­ni­sti). Negli spa­zi del­la Palaz­zi­na Liber­ty, oltre all’as­sem­blea fu ospi­ta­ta una mostra foto­gra­fi­ca sul­la con­di­zio­ne del­le car­ce­ri italiane.

0:00 Intro­du­zio­ne – Radio Black Out
0:57 Mostra foto­gra­fi­ca
17:01 Inter­vi­sta a uno degli orga­niz­za­to­ri del­la mostra
20:14 Inter­vi­sta all’av­vo­ca­to Gabrie­le Fuga
26:44 Inter­vi­sta al padre di Gudrun Ens­slin, cofon­da­tri­ce del­la RAF
34:47 Inter­vi­sta a una com­pa­gna dell’AFADECO

Assem­blea
44:31 Con­ver­sa­zio­ne tra Giu­lia­no Spaz­za­li, allo­ra avvo­ca­to di Toni Negri, e un esper­to di acu­sti­ca in meri­to peri­zia che era sta­ta fat­ta, duran­te il pro­ces­so ‘7 apri­le’, per con­fron­ta­re la voce di Negri con quel­la del bri­ga­ti­sta (poi rive­la­to­si Mario Moret­ti) che effet­tuò una del­le tele­fo­na­te alla moglie di Moro duran­te il seque­stro.
1:01:41 Inter­vi­sta a Pao­la Meo, moglie di Toni Negri
1:04:50 Altre interviste

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Radio Black Out – Seconda manifestazione antinquinamento a Pero

Gio­ve­dì 28 giu­gno 1979 il Comi­ta­to Don­ne per la Salu­te di Pero orga­niz­zò una mani­fe­sta­zio­ne a Pero per chie­de­re con­trol­li sul­le impre­se che inqui­na­va­no le acque del fiu­me Olo­na.
https://archive.org/details/3_20250203_20250203

Dal men­si­le “Mila­no 19” del mag­gio 1979:
“Il 10 apri­le , pres­so la sede del con­si­glio di Zona 19, in via Poga­tsch­nig 34 (QT 8), si sono riu­ni­ti i rap­pre­sen­tan­ti dei coni­gli di zona nn. 18–19-20, i Sin­da­ci dei Comu­ni di Pero, Rho, Set­ti­mo Mila­ne­se e Cor­na­re­do, L’As­ses­so­re all’E­co­lo­gia del Comu­ne di Mila­no Fer­ra­rio, i rap­pre­sen­tan­ti del comi­ta­to di quar­tie­re di Figi­no e il Comi­ta­to Don­ne per la salu­te di Pero. Sco­po del­la riu­nio­ne è sta­ta l’i­sti­tu­zio­ne del­la Con­sul­ta inter­co­mu­na­le per la lot­ta all’in­qui­na­men­to e la tute­la del­l’am­bien­te e del­la salu­te dei cit­ta­di­ni. L’im­por­tan­te riu­nio­ne è sta­ta aper­ta dal pre­si­den­te del­la Zona 19, Pasqui­ni, che ha sot­to­li­nea­to i peri­co­lo­si livel­li d’in­qui­na­men­to del ter­ri­to­rio e quin­di i gra­vi peri­co­li che insi­dia­no la salu­te di tut­ti i cit­ta­di­ni, spe­cie quel­la dei bam­bi­ni. Egli ha pro­se­gui­to dicen­do che lo svi­lup­po indu­stria­le ha sì favo­ri­to l’au­men­to dei con­su­mi, ma ha com­por­ta­to l’al­to prez­zo del­la degra­da­zio­ne dell’ambiente….”

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