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Radio Black Out – Dibattito sul 7 aprile e 21 dicembre con Giuliano Spazzali

Tra­smis­sio­ne sul­la repres­sio­ne. Il qua­dro poli­ti­co è quel­lo del­la reta­ta e degli arre­sti del 21 dicem­bre 1979 (che han­no dato segui­to a quel­li del ‘7 apri­le’); sul­lo sfon­do le nuo­ve leg­gi spe­cia­li anti­ter­ro­ri­smo e la chiu­su­ra di Radio Onda Ros­sa. Con­du­ce Gian­car­lo D’Adda.

Ita­lian Tapes Archive

Radio Black Out - Spazzali, Piscopo, Zezza sugli arresti degli avvocati

Trasmissione con gli avvocati Giuliano Spazzali, Francesco Piscopo e Luigi Zezza, condotta da Giancarlo D'Adda.
Siamo nel maggio 1980, a seguito delle dichiarazioni dei pentiti Peci e Paghera erano da poco stati arrestati gli avvocati Sergio Spazzali (19 aprile) e Gabriele Fuga (30 aprile). Un'altro avvocato, Edoardo Arnaldi, si era tolto la vita quando i carabinieri erano andati a casa sua per arrestarlo. A San Vittore va in scena una spettacolare evasione (28 aprile) che coinvolge 16 detenuti tra cui Renato Vallanzasca e Corrado Alunni.

Lo stesso Zezza verrà in seguito colpito da mandato di cattura in seguito alle dichiarazioni del pentito Barbone

0:00 Intro
2:05 Piscopo
7:01 Spazzali
24:38 Zezza
36:17 Radio Specchio Rosso interviene al telefono
37:27 Spazzali
41:24 Piscopo
45:09 Spazzali
48:06 Piscopo
49:45 Spazzali
54:52 Piscopo

Italian Tapes Archive

Radio Black Out – Lavoro nero. Sciopero e denunce dei lavoratori della cooperativa Faro

La coo­pe­ra­ti­va Faro ave­va in appal­to il con­fe­zio­na­men­to di pro­dot­ti dol­cia­ri per con­to del­la Sidalm (ex Uni­dal). I lavo­ra­to­ri a chia­ma­ta, sen­za con­trat­to, ave­va­no ini­zia­to una pro­te­sta. Alcu­ni di loro, lascia­ti a casa, denun­cia­no l’a­zien­da.
Inter­ven­go­no gli avvo­ca­ti Dino Leon e Gio­van­ni Giovannelli.

“La SIdalm orga­niz­za clan­de­sti­na­men­te il repar­to “con­fe­zio­ni spe­cia­li” e ricor­re al lavo­ro nero”

“Men­tre il padro­ne SIDALM dice di esse­re in cri­si e non tro­va posto a 800 ope­rai in Cas­sa lnte­gra­zio­ne, rico­strui­sce all’e­ster­no dei suoi sta­bi­li­men­ti il repar­to che pre­pa­ra­va tut­ti i pac­chi natalizi.Comanda alcu­ni suoi capi come Gari­mol­di e Fre­ni di diri­ge­re la lavo­ra­zio­ne del repar­to clan­de­sti­no appog­gian­do­si sul­la Coo­pe­ra­ti­va l’U­NI­TA­RIA (CGIL e PCI) che assu­me noi del­le Caro­va­ne a 25 mila lire al gior­no; sen­za libri e altro.
La SIDALM e il sin­da­ca­to tra­sgre­di­sco­no alla leg­ge spe­cia­le che obbli­ga a dover­si ser­vi­re per le sue lavo­ra­zio­ni solo degli ope­rai in Cas­sa lnte­gra­zio­ne. Si appal­ta­no il lavo­ro di un inte­ro repar­to. ne cura­no la gestio­ne, ricor­ro­no al lavo­ro nero dei disoc­cu­pa­ti che­deb­bo­no sot­to­sta­re alie Caro­va­ne mafio­se, e rie­sco­no a far lavo­ra­re 120 per­so­ne sen­za libri anzi­ché 350, aumen­tan­do pro­du­zio­ne e pro­fit­ti.
Que­sto è scan­da­lo­so!
Noi venia­mo tor­chia­ti, spre­mu­ti, sen­za alcu­na tute­la, trat­ta­ti come cani e poi licen­zia­ti alla pri­ma cri­si iste­ri­ca del Kapò Garl­mol­di. Lot­tia­mo per tar rien­tra­re tut­ti gli ope­rai fino­ra sbat­tu­ti via. Sap­pia­mo che lavo­ria­mo per la SIDALM, sia­mo coman­da­ti dai loro capi, da loro licen­zia­ti: allo­ra voglia­mo esse­re assun­ti dal­la SIDALM. e lot­te­re­mo per que­sto obiet­ti­vo.
Abbia­mo denun­cia­to la SlDALM. la Coo­pe­ra­ti­va l’U­NI­TA­RIA e la Caro­va­na rna­fio­sa. han­no vio­la­to la leg­ge spe­cia­le, ci fan­no lavo­ra­re in nero. se ne fre­ga­no del­la leg­ge sul­l’oc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le. ci retri­bui­sco­no con tarif­fe infe­rio­ri a quel­le pre­fet­ti­zie
Sap­pia­mo che il sin­da­ca­to ci è con­tro per­ché I UNITARIA è del suo giro: ma noi con­ti­nue­re­mo. Chia­mia­mo alla soli­da­rie­tà gli ope­rai e quel­li in Cas­sa lnte­gra­zio­ne che han­no vin­to la sen­ten­za: non e vero che il lavo­ro man­ca! ll padro­ne ci imbro­glia tut­ti!
BLOCCHIAMO IL REPARTO CLANDESTINO DI LAINATE, DI SETTIMO MILANESE E DI SESTO SAN GIOVANNI.

COMITATO LAVORATORI IN NERO SIDALM UNITARIA FARO DI LAINATE”

comu­ni­ca­to trat­to da Con­tro­ni­for­ma­zio­ne n° 18 del giu­gno 1980, pag 14 https://www.inventati.org/apm/archivio/320/2/CONT/ControINFORMAZIONE18Giugno1980_OTT.pdf

Ita­lian Tapes Archive

Radio Black Out- Reintegrati ex Unidal picchettano lo stabilimento Motta di viale Corsica

Par­la­no i com­pa­gni del Comi­ta­to di Lot­ta Mot­ta-Ale­ma­gna. For­ti di una sen­ten­za che li vede rein­te­gra­ti dal­la Sidalm (ex Uni­dal), 228 lavo­ra­to­ri del­lo sta­bi­li­men­to Mot­ta di via­le Cor­si­ca ten­ta­no di entra­re in azien­da, ma sono fer­ma­ti dal­la polizia.

“La sto­ria del­le fab­bri­che Mot­ta-Ale­ma­gna comin­cia da lon­ta­no, da quan­do nel 1975 il padro­na­to su 12.350 ope­ra­ie ed ope­rai ne dichia­rò esu­be­ran­ti oltre 8.500. Le lun­ghe trat­ta­ti­ve, i pas­sag­gi giu­ri­di­ci di pro­prie­tà che han­no fat­to del­la Mot­ta-Ale­ma­gna una pro­prie­tà di Sta­to, gli smem­bra­men­ti, non han­no muta­to di un cen­ti­me­tro il pro­get­to padro­na­le: padro­ni pri­va­ti e di Sta­to, Sin­da­ca­ti, sono riu­sci­ti a pol­ve­riz­za­re – alme­no sul­la car­ta – una sezio­ne ope­ra­ia che, sul­la base del­la vec­chia orga­niz­za­zio­ne pro­dut­ti­va, ave­va dato bat­ta­glie vin­cen­ti sul­l’o­ra­rio, con­tro lo straor­di­na­rio, sul­l’u­ni­tà con­tro il lavo­ro pre­ca­rio e la divi­sio­ne tra orga­ni­co fis­so e sta­gio­na­li, otte­nen­do – soprat­tut­to in via Cor­si­ca – l’as­sun­zio­ne dei gio­va­ni e del­le don­ne sta­gio­na­li, sul­le cate­go­rie per l’u­ni­tà con la for­za lavo­ro fem­mi­ni­le. Oggi i dipen­den­ti SIDALM (ex Mot­ta-Ale­ma­gna) sono, sul­la car­ta, 4.000 dopo l’ul­ti­me accor­do (Roma, 23 gen­na­io ’78), tran­ne 538 anda­ti all’I­tal­gel-Tana­ra (ma anche qui nuo­ve ristrut­tu­ra­zio­ni) e 1389 alla socie­tà Auto­gril (anche qui esu­be­ran­ze pros­si­me), gli altri sono sta­ti licen­zia­ti: 6.423! una vera eca­tom­be, un inte­ro pae­se, inte­ri quar­tie­ri pro­le­ta­ri mes­si nel pre­ca­ria­to e nel­la miseria.”

Bra­no trat­to da ‘Uni­dal: una pro­po­sta a tut­to il movi­men­to’, arti­co­lo a cura del Comi­ta­to di Lot­ta Mot­ta-Ale­ma­gna, su Anar­chi­smo n° 19 del gen­na­io-feb­bra­io 1978, pag 26
https://www.edizionianarchismo.net/uploads/anarchismo/anarchismo-n19.pdf

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Radio Black Out – i radicali Melega e Tessari su fuga di Donat Cattin e referendum

I radi­ca­li Gian­lui­gi Mele­ga e Ales­san­dro Tes­sa­ri par­la­no ai micro­fo­ni di Radio Black Out.

Con­du­ce Gian­car­lo D’Adda.

Si par­te dal­la cro­na­ca recen­te, ossia lo scan­da­lo che a mag­gio ha coin­vol­to la Demo­cra­zia Cri­stia­na: a segui­to del­le con­fes­sio­ni del pen­ti­to San­da­lo, il figlio del vice­se­gre­ta­rio Donat Cat­tin vie­ne indi­vi­dua­to come uno dei diri­gen­ti di Pri­ma Linea.
Il discor­so pre­sto sfo­cia su temi come l’a­sten­sio­ni­smo e l’u­so vio­len­za poli­ti­ca, che più in gene­ra­le divi­de­va­no mar­ca­ta­men­te le posi­zio­ni di radi­ca­li e autonomi.

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Radio Black Out – Onda Rossa sulla “diserzione dal terrorismo”

“Il ter­ro­ri­smo ha spin­to nel tun­nel la lot­ta di clas­se, ben ven­ga­no tut­te le ini­zia­ti­ve che pos­sa­no far usci­re da que­sto tun­nel.“
A par­ti­re da que­sta affer­ma­zio­ne appar­sa sul­l’E­spres­so si svi­lup­pa la linea poli­ti­ca dei com­pa­gni di Radio Onda Ros­sa, che ade­ri­sco­no alla pro­po­sta di socia­li­sti e sini­stra indi­pen­den­te di depe­na­liz­za­re i rea­ti asso­cia­ti­vi per colo­ro che aves­se­ro deci­so di abban­do­na­re spon­ta­nea­men­te la lot­ta arma­ta. Era una perio­do par­ti­co­lar­men­te deli­ca­to per i com­pa­gni di Radio Onda Ros­sa, per­ché nel gen­na­io del 1980 la radio era sta­ta chiu­sa dal­la magi­stra­tu­ra, le attrez­za­tu­re seque­stra­te e i suoi diri­gen­ti arrestati.

Qui l’ar­ti­co­lo del­l’E­spres­so del 15 giu­gno 1980 al qua­le si fa rife­ri­men­to nel nastro:
https://archive.org/details/espresso-15-giugno-1980-diserzione

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Radio Black Out – Intervista a due operai dell’Alfa coinvolti nel processo “7 Aprile”

Inter­vi­ste a Giu­sep­pe Man­za e Catal­do ‘Aldo’ Quin­to, due ope­rai del Col­let­ti­vo Auto­no­mo del­l’Al­fa Romeo, arre­sta­ti il 24 gen­na­io 1980 nel­l’am­bi­to del­l’in­chie­sta ‘7 apri­le’ e rila­scia­ti per decor­ren­za dei ter­mi­ni. La regi­stra­zio­ne risa­le all’au­tun­no 1980.

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Radio Black Out – Intervista a Primo Moroni: 10 anni di lotte autonome a Milano

Con l’ar­re­sto di Mar­co Bar­bo­ne (2579/​1980) per l’o­mi­ci­dio di Wal­ter Toba­gi si con­clu­de un decen­nio dal qua­le la sini­stra extra­par­la­men­ta­re mila­ne­se esce scon­fit­ta e criminalizzata.

Pri­mo Moro­ni qui ripren­de e sin­te­tiz­za una pre­ce­den­te inter­vi­sta con­ces­sa a Radio Popo­la­re, in cui esor­di­va trac­cian­do il ruo­lo avu­to da rivi­ste come Ros­so e Sen­za Tre­gua nel­lo scon­tro di clas­se a Mila­no, per poi fare un bilan­cio del decen­nio che si era da poco concluso.

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