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Radio Black Out – Intervista a Fausto Pagliano, l’artista pestato dai militanti del MLS

A due anni e mez­zo di distan­za dai fat­ti, Fau­sto Paglia­no, pit­to­re e sim­pa­tiz­zan­te di Lot­ta Con­ti­nua, rac­con­ta a Gian­car­lo D’Ad­da di quel­la not­te del feb­bra­io 1978, quan­do fu aggre­di­to da un grup­po di mili­tan­ti del Movi­men­to dei Lavo­ra­to­ri per il Socia­li­smo, men­tre insie­me ad alcu­ni com­pa­gni sta­va attac­can­do mani­fe­sti con­tro la pia­ga dell’eroina.

Qui due tra­smis­sio­ni di Cana­le 96 dove si par­la dell’accaduto:

https://youtu.be/-pZIEFIVNRM
https://youtu.be/zgjrpTZC6PA

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Radio Black Out e Radio Specchio Rosso – speciale Fiat

Que­sta cas­set­ta è sta­ta rea­liz­za­ta in col­la­bo­ra­zio­ne da Radio Spec­chio Ros­so (Leon­ca­val­lo) e Radio Black Out (Auto­no­mia Ope­ra­ia). E’ un dos­sier su un anno di lot­te in Fiat: dal­l’e­sta­te 1979 all’au­tun­no 1980. http://www.libreriaanomalia.org/fiat-cronaca-lotta/

18 set­tem­bre 1980. Cor­teo e inter­vi­ste davan­ti ai can­cel­li del­la Fiat Lin­got­to 0:00
Intro­du­zio­ne 4:23
Inter­vi­sta ai com­pa­gni del Col­let­ti­vo Ope­ra­io Fiat sul­le lot­te del­l’e­sta­te 1979 5:00
Otto­bre 1979: i 61 licen­zia­men­ti 39:31
Assem­blea in Fiat Rival­ta sui 61 licen­zia­men­ti 50:24
Inter­vi­ste davan­ti ai can­cel­li del­la Fiat Rival­ta 1:33:44
Set­tem­bre 1980. Cas­sa inte­gra­zio­ne per 23.000 lavo­ra­to­ri 2:01:03
Inter­vi­ste rac­col­te duran­te i 35 gior­ni di lot­ta in Fiat 2:04:46
Inter­vi­sta sul­la noci­vi­tà davan­ti ai can­cel­li del­la Fiat Avio 2:27:21
Giu­sep­pe Fabri­zio, ope­ra­io Sie­mens 2:40:00
Radio Onda Ros­sa in col­le­ga­men­to con Tori­no: L’ac­cor­do del 16 otto­bre 1980 2:55:31

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Radio Black Out – Spazzali su “memoriale Pancino” e altri aggiornamenti dal processo 7 Aprile

Tra­smis­sio­ne del 12 apri­le 1981 con Giu­lia­no Spaz­za­li. Con­du­ce Gian­car­lo D’Adda.

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Radio Black Out – Trasmissione sull’Alfa Romeo (prima parte)

Gior­na­te dram­ma­ti­che ad Are­se quel­le del mar­zo 1982. Il Con­si­glio di Fab­bri­ca discu­te e vota un accor­do che vuol dire cas­sa inte­gra­zio­ne per qua­si 6000 lavoratori.

“…intan­to Mas­sa­ce­si pro­po­ne­va che tra i 7.000 ope­rai e impie­ga­ti in Cas­sa Inte­gra­zio­ne per un anno ci fos­se­ro 2.000 ope­rai diret­ti (1.200 Alfa Sud e 800 Alfa­nord, que­sti ulti­mi poi sce­si a 370) scel­ti con que­sti cri­te­ri: a) tas­so di assen­tei­smo 15% (34 gior­ni in un anno), b) gra­do di gesti­bi­li­tà (mala­ti e han­di­cap­pa­ti, ma in real­tà ope­rai com­bat­ti­vi e com­pa­gni). Imme­dia­ta­men­te si è pro­cla­ma­to uno scio­pe­ro gene­ra­le con cor­tei e assem­blea gene­ra­le. Da quel momen­to la ten­sio­ne poli­ti­ca cre­sce­va: gli scio­pe­ri ripren­de­va­no, così come i capan­nel­li e le discus­sio­ni tra gli ope­rai e i volan­ti­ni ritor­na­va­no a cir­co­la­re. Si arri­va­va quin­di al ver­ba­le d’in­te­sa tra sin­da­ca­to e dire­zio­ne che pre­ve­de­va 5.895 cas­sin­te­gra­ti, tra i qua­li anche i 2.000 ope­rai diret­ti e per tut­ti que­sti: pre­pen­sio­na­men­to, part-time, adde­stra­men­to pro­fes­sio­na­le, rien­tro di lavo­ra­zio­ni, lavo­ra­zio­ne extra-ciclo lavo­ra­ti­vo, bloc­co dei tur­no­ver, rien­tro di lavo­ra­zio­ni per 2 tur­ni per 2 mesi cia­scu­no. Con que­sto ver­ba­le il CdF si spac­ca­va, una mozio­ne che richie­de­va la cas­sa inte­gra­zio­ne a rota­zio­ne rac­co­glie­va il favo­re di 44 dele­ga­ti su 400: il sin­da­ca­to si rifiu­ta­va di indi­re l’as­sem­blea gene­ra­le per sot­to­por­re il ver­ba­le al giu­di­zio degli ope­rai (la pau­ra del­l’as­sem­blea sul 16%?) e pre­fe­ri­va le assem­blee di linea. […] il 16 mar­zo sono sta­te indet­te le assem­blee gene­ra­li, che han­no visto la par­te­ci­pa­zio­ne di tut­ti gli ope­rai: 10.000 all’as­sem­blea del mat­ti­no, 6.000 all’as­sem­blea del pome­rig­gio. Sono sta­ti momen­ti deli­ca­ti e tesi. Dopo l’in­tro­du­zio­ne del sin­da­ca­li­sta di tur­no del­la FLM che illu­stra­va anco­ra una vol­ta, ini­zia­va­no gli inter­ven­ti, divi­si tra chi era favo­re­vo­le e chi era con­tra­rio. Gli inter­ven­ti a favo­re sot­to­li­nea­va­no la data cer­ta del rien­tro, i cor­si pro­fes­sio­na­li, le lavo­ra­zio­ni extra-ciclo che per­met­to­no il rien­tro per bre­vi perio­di, l’e­spul­sio­ne degli assen­tei­sti e non degli amma­la­ti veri. I con­tra­ri met­te­va­no in risal­to la non garan­zia del rien­tro, l’e­spul­sio­ne degli amma­la­ti, la divi­sio­ne tra ope­rai. Era­no d’ac­cor­do PCI, FIOM e PSI: con­tra­ri la sini­stra di fab­bri­ca con le sue orga­niz­za­zio­ni poli­ti­che e gli orga­ni­smi di base e la FIM. Al momen­to del­la vota­zio­ne una sel­va di mani si alza­va a favo­re del­l’ac­cor­do, ma una marea altret­tan­to vasta di mani si alza­va per vota­re con­tro. Sta­bi­li­re da che par­te era la mag­gio­ran­za era impos­si­bi­le, ma il pre­si­den­te del­l’as­sem­blea, dota­to di super­po­te­ri, anda­va oltre e dichia­ra­va che l’ac­cor­do era pas­sa­to a “stra­gran­de mag­gio­ran­za”; pro­vo­can­do l’in­caz­za­tu­ra imme­dia­ta e una con­te­sta­zio­ne che ave­va i suoi momen­ti cul­mi­nan­ti nel­la con­qui­sta del pal­co, nel ripren­de­re i mano il micro­fo­no, nel­l’or­ga­niz­za­re un cor­teo per anda­re al CdF, nel pro­ces­so poli­ti­co all’E­se­cu­ti­vo, nel richie­de­re una nuo­va vota­zio­ne. Anche chi era sta­to a favo­re ammet­te­va la caz­za­ta del pre­si­den­te. Comun­que il tut­to rien­tra­va quan­do arri­va­va la noti­zia che l’as­sem­blea del­l’Al­fa Sud non ave­va accet­ta­to l’ac­cor­do; per cui sem­bra­va ormai cer­to che l’ac­cor­do non fos­se pas­sa­to. Si anda­va quin­di all’as­sem­blea del II tur­no con un’a­ria più diste­sa, con toni più paca­ti, anche se sem­pre con un cli­ma di ten­sio­ne. Anco­ra una vol­ta al momen­to del­le vota­zio­ni il pre­si­den­te dichia­ra­va che l’ac­cor­do era pas­sa­to, sta­vol­ta con una “lie­ve mag­gio­ran­za”: anche lui un super­man […] le liste dei cas­sin­te­gra­ti era­no già pron­te e il gior­no dopo, mer­co­le­dì, sono sta­te affis­se. Tut­ta la sini­stra di fab­bri­ca, la sini­stra PCI, i dele­ga­ti di base (120), gli amma­la­ti e gli anzia­ni era­no den­tro le liste, cir­ca 5.700 ope­rai. Biso­gna tener pre­sen­te che in aggiun­ta ci sono i pre­pen­sio­na­men­ti, i licen­zia­men­ti incen­ti­va­ti, il part-time, il che por­ta a 7051 espul­sio­ni. Sco­per­to, trop­po tar­di, un altro inghip­po. Il nume­ro di quel­li che era­no rite­nu­ti esu­be­ran­ti all’Al­fa non è mai dimi­nui­to: Mas­sa­ce­si ha sem­pre chie­sto 7.051 espul­sio­ni e 7.051 ne ha otte­nu­te. Alla fac­cia del­le trat­ta­ti­ve! Anche per il sin­da­ca­to era trop­po e dichia­ra­va in sera­ta che l’ac­cor­do non era fir­ma­bi­le. Gio­ve­dì, sia­mo al 18 mar­zo, vi è sta­to il rien­tro di tut­ti i cas­sin­te­gra­ti e si pro­cla­ma­va­no due ore di scio­pe­ro degli ope­rai occu­pa­ti con assem­blea e cor­teo al Cen­tro dire­zio­na­le. Lo scio­pe­ro riu­sci­va in pie­no, il cor­teo era com­bat­ti­vo e dimo­stra­va la rab­bia ope­ra­ia e la volon­tà del rien­tro al posto di lavo­ro. La gior­na­ta si con­clu­de­va con un’as­sem­blea nel­la sala del CdF dei cassintegrati…”

(da Pri­mo Mag­gio n.17 – pri­ma­ve­ra 1982)

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Radio Black Out – Corrispondenza dall’Alfa Romeo: cassa integrazione per 6000 operai

17 mar­zo 1982, ore 15.44, il nor­ma­le palin­se­sto di Radio Black Out vie­ne inter­rot­to per­ché sono usci­te le liste dei cas­sin­te­gra­ti a zero ore. I lavo­ra­to­ri Alfa non ripren­do­no il lavo­ro e ini­zia­no a con­te­sta­re il sindacato.

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