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Potere Operaio veneto-emiliano n.12

gior­na­le poli­ti­co degli ope­rai emiliani

Potere operaio – Compagni da due anni a questa parte padroni e Stato

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti F. Lorusso‑C. Giu­lia­ni – Rac­col­ta mani­fe­sti Fran­co Gelati

Quella notte davanti alla bussola

Quel­la not­te davan­ti alla Bus­so­la
nel fred­do di San Sil­ve­stro
quel­la not­te di Capo­dan­no
non la scor­de­re­mo mai.

Arri­va­ro­no i Signo­ri
sul­le mac­chi­ne lucen­ti
e guar­da­va­no con disprez­zo
gli ope­rai e gli studenti.

Le Signo­re con l’abito lun­go
con le spal­le impel­lic­cia­te
i Poten­ti col fioc­chi­no
con le fac­ce inamidate.

Eran gli stes­si Signo­ri
che ci sfrut­ta­no tut­to l’anno
quel­li che ci fan­no cre­pa­re
nel­le fab­bri­che qui attorno.

Son venu­ti per brin­da­re
dopo un anno di sfrut­ta­men­to,
a brin­da­re per l’anno nuo­vo
che gli vada anco­ra meglio.

Non resi­sto­no quei com­pa­gni
che li han rico­no­sciu­ti
ed arri­va­no i pomo­do­ri
ed arri­va­no gli sputi.

Per difen­de­re gli sfrut­ta­to­ri
una trom­ba ha squil­la­to
quan­do già i cara­bi­nie­ri
han­no cor­so ed han picchiato.

Come son bel­li i cara­bi­nie­ri
quan­do pic­chia­no con le manet­te
i com­pa­gni stu­den­ti medi
dai quat­tor­di­ci ai diciassette.

Non la smet­to­no di pic­chia­re
se il colon­nel­lo non alza un dito
sono l’immagine più fede­le
del nostro ordi­ne costituito

Già vedia­mo i cara­bi­nie­ri
che si stan­no orga­niz­zan­do
per ini­zia­re la cac­cia all’uomo
con pan­te­re ed autoblindo.

Non pos­sia­mo anda­re via
né lascia­re i disper­si
sia­mo ormai taglia­ti fuo­ri
per rag­giun­ger gli automezzi

Deci­dia­mo di resi­ste­re
e si fan le bar­ri­ca­te
sono per meglio difen­der­ci
dal­le suc­ces­si­ve ondate.

Dal­la pri­ma bar­ri­ca­ta
alla zona dei cara­bi­nie­ri
sono cir­ca 40 metri
tut­ti sgom­bri e tut­ti neri.

Quan­do comin­cia­no ad avan­za­re
uno di loro spa­ra in aria
i com­pa­gni tira­no sas­si
per cer­ca­re di fermarli.

Loro si fer­ma­no un momen­to
poi con­ti­nua­no ad avan­za­re
non è più uno sol­tan­to
sono in mol­ti ora a sparare.

Dal­la pri­ma bar­ri­ca­ta
vedia­mo bene le pisto­le
ma dal­la secon­da i com­pa­gni pen­sa­no
che sia­no col­pi di castagnole.

Ci riu­nia­mo tut­ti insie­me
alla secon­da bar­ri­ca­ta
e gli sbir­ri tor­na­no indie­tro
vista la brut­ta parata.

Anco­ra un’ora di avan­ti indie­tro
noi con i sas­si loro spa­ran­do
e tut­ti cre­dia­mo che spa­ra­no a sal­ve
anche da den­tro un autoblindo.

Ma ad un trat­to vedo cade­re
un com­pa­gno alla mia destra
in ginoc­chio con un buco
ed il san­gue sui calzoni

Mi vol­to e gri­do “Spa­ran dav­ve­ro!“
e cor­ro indie­tro di qual­che pas­so
due com­pa­gni por­ta­no a spal­le
il feri­to nel­la gamba.

Cor­ren­do for­te sul­la stra­da
con alle spal­le i cara­bi­nie­ri
vedo Cec­can­ti col­pi­to a mor­te
tra­spor­ta­to sul marciapiede.

Mal­gra­do gli sfor­zi per aiu­tar­lo
è dif­fi­ci­le tro­var soc­cor­so
men­tre gli sbir­ri ti cor­ro­no die­tro
e non ti dan­no un po’ di riposo.

Tro­va­ta un’auto uti­li­ta­ria
e por­ta­to via Cec­can­ti
non ci resta altro da fare
che scap­pa­re tut­ti quanti.

For­se alla Bus­so­la Per que­sta not­te
i padro­ni si sono offe­si
loro che ci offen­do­no e che ci ucci­do­no
per tut­ti gli altri dodi­ci mesi.

Sareb­be meglio offen­der­li spes­so
e non dare mai loro respi­ro
tut­te le vol­te che lor Signo­ri
capi­ta­no sot­to il nostro tiro

E a que­sto pun­to mi sem­bra oppor­tu­no
fare qual­che con­si­de­ra­zio­ne
sul­le diver­se brut­te fac­ce
che ci mostra oggi il Padrone.

Lui ha i sol­di per com­prar­ci
il lavo­ro per sfrut­ta­re
i suoi arma­ti per ucci­der­ci
la Tv per imbrogliare.

A noi non resta che ribel­lar­ci
e non accet­ta­re il gio­co
di que­sta loro liber­tà
che per noi vale ben poco.

A noi non resta che ribel­lar­ci
e non accet­ta­re il gio­co
di que­sta loro liber­tà
che per noi vale ben poco.