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NO alla tregua

Rea­liz­za­to dal Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te mila­ne­se, 97’, 16mm, sono­ro, b/​n. Sto­ri­co docu­men­ta­rio che rac­con­ta le lot­te ope­ra­ie e stu­den­te­sche a Mila­no tra l’autunno cal­do del 1969, la stra­te­gia del­la ten­sio­ne, le mani­fe­sta­zio­ni e scon­tri di piaz­za, sino al dicem­bre 1972. Epi­so­di car­di­ne di quel perio­do: mani­fe­sta­zio­ni ope­ra­ie, l’uccisione dell’Agente Anna­rum­ma duran­te uno scio­pe­ro gene­ra­le per la casa nel novem­bre ’69, la bom­ba in piaz­za Fon­ta­na e la mor­te di Pinel­li, occu­pa­zio­ni di case, gli scon­tri nel­l’an­ni­ver­sa­rio del 12 dicem­bre nel ’70 (con la mor­te del­lo stu­den­te Sal­ta­rel­li) e quel­li dell’11 mar­zo e 16 giu­gno 1972; altri epi­so­di tra­gi­ci attra­ver­sa­no la nar­ra­zio­ne, come la mor­te e i fune­ra­li di Gian­gia­co­mo Fel­tri­nel­li, e il pro­ces­so Cala­bre­si, segui­to dal suo omi­ci­dio. Il film è par­te del Fon­do fil­mi­co di Ranuc­cio Sodi, che ne ha cura­to il recu­pe­ro e le ricerche.

Lotte per la casa – Milano – 1972

Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te Milanese

Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Imprese

Rea­liz­za­to dal Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te Mila­ne­se, 34’ 40”, 16mm, sono­ro, b/​n, 1972. Tra i temi socia­li ita­lia­ni irri­sol­ti, quel­lo del­la casa è sem­pre sta­to al cen­tro degli inte­res­si col­let­ti­vi: in par­ti­co­la­re, in una Mila­no anco­ra alle pre­se con for­ti flus­si di immi­gra­zio­ne inter­na ed una urba­niz­za­zio­ne sel­vag­gia che non lascia spa­zio a faci­li solu­zio­ni abi­ta­ti­ve per i nuo­vi arri­va­ti. Que­sta tema­ti­ca è affron­ta­ta dai movi­men­ti extra par­la­men­ta­ri con l’organizzazione poli­ti­ca di col­let­ti­vi di sen­za casa e cicli di occu­pa­zio­ni di com­ples­si edi­li­zi appe­na ulti­ma­ti. Il film rac­con­ta le degra­da­te con­di­zio­ni abi­ta­ti­ve di mol­ti immi­gra­ti meri­dio­na­li, le occu­pa­zio­ni abu­si­ve e le for­me di orga­niz­za­zio­ne comu­ni­ta­ria; e poi gli sgom­be­ri effet­tua­ti dal­la For­ze dell’Ordine, arre­sti col­let­ti­vi e nuo­ve occu­pa­zio­ni. Il film è par­te del Fon­do fil­mi­co di Ranuc­cio Sodi, che ne ha cura­to il recu­pe­ro e le ricer­che. Con­ser­va­to e digi­ta­liz­za­to da Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Impresa

Città del capitale (1971–1976)

Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te Milanese

Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Imprese

Rea­liz­za­to dal Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te mila­ne­se, 96′, 16mm, sono­ro, b/​n Il film riper­cor­re l’intero ciclo di lot­te socia­li e poli­ti­che lega­te al tema del­le case negli anni ‘70: in una Mila­no che assi­ste anco­ra a gran­di feno­me­ni di immi­gra­zio­ne inter­na (il film ini­zia con ripre­se alla Sta­zio­ne Cen­tra­le di arri­vi dal meri­dio­ne), fina­liz­za­ta al fab­bi­so­gno di mano d’opera neces­sa­ria a soste­ne­re il boom eco­no­mi­co, la dispo­ni­bi­li­tà di allog­gi è cro­ni­ca­men­te defi­ci­ta­ria. Inter­vi­ste ai pri­mi occu­pan­ti, docu­men­ta­zio­ne del­le for­me di con­di­vi­sio­ne comu­ni­ta­ria degli immo­bi­li (men­se, asi­lo), descri­zio­ni del­le con­di­zio­ni di vita nel­le peri­fe­rie: ne esce un qua­dro socio­lo­gi­co lon­ta­no anni luce rispet­to alla Mila­no del­la con­tem­po­ra­nei­tà. Ven­go­no segui­te le occu­pa­zio­ni di via Mac Mahon (1971), poi la più famo­sa, nel­lo stes­so anno in via Tibal­di, in cui, dopo lo sgom­be­ro da par­te del­le For­ze dell’Ordine, gli occu­pan­ti si tra­sfe­ri­sco­no alla Facol­tà di Archi­tet­tu­ra, da cui ver­ran­no nuo­va­men­te cac­cia­ti dopo mobi­li­ta­zio­ni cit­ta­di­ne e scon­tri mili­ta­ri; si pas­sa poi alle lot­te nel­le case dise­gna­te da Aldo Ros­si in via Marx, quel­le in via Fama­go­sta, Ful­vio Testi, San­ta Mar­ta. Nel docu­men­ta­rio tro­va spa­zio anche la cla­mo­ro­sa ini­zia­ti­va del gen­na­io 1976 di un grup­po di fem­mi­ni­ste che inter­rom­po­no una fun­zio­ne reli­gio­sa nel Duo­mo, in pole­mi­ca con la posi­zio­ne del­la Chie­sa sull’aborto. Il film è par­te del Fon­do fil­mi­co di Ranuc­cio Sodi, che ne ha cura­to il recu­pe­ro e le ricer­che. “Con­si­de­ra­zio­ne neces­sa­ria: tut­to il mate­ria­le del Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te mila­ne­se (CCM) e di altre fon­ti, come vari film-maker (tra cui me mede­si­mo), è sta­to reso dispo­ni­bi­le alla frui­zio­ne pub­bli­ca come docu­men­to indi­spen­sa­bi­le per la com­pren­sio­ne di un perio­do dif­fi­ci­le e con­tra­sta­to del nostro Pae­se, carat­te­riz­za­to da una fero­ce con­trap­po­si­zio­ne poli­ti­ca: da con­te­stua­liz­za­re nel lun­go dopo­guer­ra ita­lia­no, in un mon­do divi­so in due bloc­chi est-ove­st, in un pae­se dila­nia­to dal­la san­gui­no­sa stra­te­gia del­la ten­sio­ne, feno­me­no­lo­gie stret­ta­men­te con­nes­se tra loro. I docu­men­ta­ri o le sequen­ze pre­sen­ta­te, frut­to di un lun­go lavo­ro di recu­pe­ro e restau­ro, offro­no tut­ti un’ottica “extra­par­la­men­ta­re di sini­stra”; ho a lun­go ma infrut­tuo­sa­men­te ricer­ca­to ana­lo­ghi mate­ria­li audio­vi­si­vi dell’opposto fron­te poli­ti­co, nel fal­li­to ten­ta­ti­vo di con­sen­ti­re una qual­che visio­ne plu­ra­li­sta di que­gli avve­ni­men­ti. Trat­tan­do­si di docu­men­ti, è impen­sa­bi­le alte­ra­re la nar­ra­zio­ne che que­sti mate­ria­li audio­vi­si­vi offro­no di que­gli anni e di quel­le lot­te, modi­fi­can­do­li, rimon­tan­do­li o cen­su­ran­do­li: sono testi­mo­nian­za in pre­sa diret­ta di quel­la con­trap­po­si­zio­ne fron­ta­le, in cui gli avver­sa­ri poli­ti­ci, i rap­pre­sen­tan­ti del­le for­ze dell’ordine e i neo­fa­sci­sti in par­ti­co­la­re, ven­go­no per­ce­pi­ti o pre­sen­ta­ti come nemi­ci asso­lu­ti. Di con­se­guen­za, non è mia inten­zio­ne, nel pre­sen­ta­re que­sti mate­ria­li, offen­de­re chi in quel perio­do ha subi­to vio­len­ze o lut­ti, atten­ta­ti, ingiu­sti­zie o pre­va­ri­ca­zio­ni, che han­no comun­que col­pi­to in manie­ra fra­sta­glia­ta tut­ti gli schie­ra­men­ti poli­ti­ci. Al con­tra­rio, la mia spe­ran­za è che que­sti fil­ma­ti e loro cru­dez­za, oltre a far cono­sce­re da vici­no anni che defi­ni­re “di piom­bo” mi sem­bra estre­ma­men­te ridut­ti­vo (for­nen­do l’impressione che la vio­len­za ne sia sta­to l’aspetto pre­do­mi­nan­te), allon­ta­ni­no inve­ce lo spet­tro di qua­lun­que ritor­no all’utilizzo bru­ta­le del­la for­za come stru­men­to di con­fron­to poli­ti­co.” Con­ser­va­to e digi­ta­liz­za­to da Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Impresa