Filtra per Categoria
Autonomia Bolognese
Autonomie del Meridione
Fondo DeriveApprodi
Collettivi Politici Veneti
Autonomia Toscana
Blog

ROSSO n. 12 [11]

gior­na­le den­tro il movimento

  • Edi­to­ria­le – Qua­le scin­til­la può incen­dia­re la prateria?
  • Roma – La casa è nostra , guai a chi ce la tocca!
  • Situa­zio­ne lot­te – Scher­zi di stagione
  • Fiat – Gaspa­raz­zo tor­na a casa?
  • Ristrut­tu­ra­zio­ne e com­po­si­zio­ne di classe
  • Rho – C’è chi la chia­ma disob­be­dien­za civile
  • Alfa Romeo – Mobi­li­tà o mobilitazione?
  • Ter­ri­to­rio: nuo­va dimen­sio­ne dell’autonomia
  • Face Stan­dard – Un accor­do «sto­ri­ca­men­te compromesso»
  • ” Ha col­pi­to il padro­ne: allo­ra è fascista! ”
  • Frank Zap­pa. Non si vive di solo pane
  • Dove pas­sa la repressione
  • Decre­ti dele­ga­ti a chi ?
  • Vene­zia – Decre­ti dele­ga­ti e ristrut­tu­ra­zio­ne del­la scuola
  • Il nostro dele­ga­to è meglio , delegatelo
  • Mila­no – E’ set­tem­bre . Ma che sia l’ultimo !
  • Don­ne . Da gran­de farai la domestica
  • Don­ne – Un nuo­vo modo di fare lo sciopero
  • Lot­te ope­ra­ie ’72 – ’73
  • Cri­si : cosa pre­pa­ra il cer­vel­lo capitalista
  • Dal­la cri­si per il movi­men­to al movi­men­to per la crisi

Città del capitale (1971–1976)

Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te Milanese

Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Imprese

Rea­liz­za­to dal Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te mila­ne­se, 96′, 16mm, sono­ro, b/​n Il film riper­cor­re l’intero ciclo di lot­te socia­li e poli­ti­che lega­te al tema del­le case negli anni ‘70: in una Mila­no che assi­ste anco­ra a gran­di feno­me­ni di immi­gra­zio­ne inter­na (il film ini­zia con ripre­se alla Sta­zio­ne Cen­tra­le di arri­vi dal meri­dio­ne), fina­liz­za­ta al fab­bi­so­gno di mano d’opera neces­sa­ria a soste­ne­re il boom eco­no­mi­co, la dispo­ni­bi­li­tà di allog­gi è cro­ni­ca­men­te defi­ci­ta­ria. Inter­vi­ste ai pri­mi occu­pan­ti, docu­men­ta­zio­ne del­le for­me di con­di­vi­sio­ne comu­ni­ta­ria degli immo­bi­li (men­se, asi­lo), descri­zio­ni del­le con­di­zio­ni di vita nel­le peri­fe­rie: ne esce un qua­dro socio­lo­gi­co lon­ta­no anni luce rispet­to alla Mila­no del­la con­tem­po­ra­nei­tà. Ven­go­no segui­te le occu­pa­zio­ni di via Mac Mahon (1971), poi la più famo­sa, nel­lo stes­so anno in via Tibal­di, in cui, dopo lo sgom­be­ro da par­te del­le For­ze dell’Ordine, gli occu­pan­ti si tra­sfe­ri­sco­no alla Facol­tà di Archi­tet­tu­ra, da cui ver­ran­no nuo­va­men­te cac­cia­ti dopo mobi­li­ta­zio­ni cit­ta­di­ne e scon­tri mili­ta­ri; si pas­sa poi alle lot­te nel­le case dise­gna­te da Aldo Ros­si in via Marx, quel­le in via Fama­go­sta, Ful­vio Testi, San­ta Mar­ta. Nel docu­men­ta­rio tro­va spa­zio anche la cla­mo­ro­sa ini­zia­ti­va del gen­na­io 1976 di un grup­po di fem­mi­ni­ste che inter­rom­po­no una fun­zio­ne reli­gio­sa nel Duo­mo, in pole­mi­ca con la posi­zio­ne del­la Chie­sa sull’aborto. Il film è par­te del Fon­do fil­mi­co di Ranuc­cio Sodi, che ne ha cura­to il recu­pe­ro e le ricer­che. “Con­si­de­ra­zio­ne neces­sa­ria: tut­to il mate­ria­le del Col­let­ti­vo Cine­ma Mili­tan­te mila­ne­se (CCM) e di altre fon­ti, come vari film-maker (tra cui me mede­si­mo), è sta­to reso dispo­ni­bi­le alla frui­zio­ne pub­bli­ca come docu­men­to indi­spen­sa­bi­le per la com­pren­sio­ne di un perio­do dif­fi­ci­le e con­tra­sta­to del nostro Pae­se, carat­te­riz­za­to da una fero­ce con­trap­po­si­zio­ne poli­ti­ca: da con­te­stua­liz­za­re nel lun­go dopo­guer­ra ita­lia­no, in un mon­do divi­so in due bloc­chi est-ove­st, in un pae­se dila­nia­to dal­la san­gui­no­sa stra­te­gia del­la ten­sio­ne, feno­me­no­lo­gie stret­ta­men­te con­nes­se tra loro. I docu­men­ta­ri o le sequen­ze pre­sen­ta­te, frut­to di un lun­go lavo­ro di recu­pe­ro e restau­ro, offro­no tut­ti un’ottica “extra­par­la­men­ta­re di sini­stra”; ho a lun­go ma infrut­tuo­sa­men­te ricer­ca­to ana­lo­ghi mate­ria­li audio­vi­si­vi dell’opposto fron­te poli­ti­co, nel fal­li­to ten­ta­ti­vo di con­sen­ti­re una qual­che visio­ne plu­ra­li­sta di que­gli avve­ni­men­ti. Trat­tan­do­si di docu­men­ti, è impen­sa­bi­le alte­ra­re la nar­ra­zio­ne che que­sti mate­ria­li audio­vi­si­vi offro­no di que­gli anni e di quel­le lot­te, modi­fi­can­do­li, rimon­tan­do­li o cen­su­ran­do­li: sono testi­mo­nian­za in pre­sa diret­ta di quel­la con­trap­po­si­zio­ne fron­ta­le, in cui gli avver­sa­ri poli­ti­ci, i rap­pre­sen­tan­ti del­le for­ze dell’ordine e i neo­fa­sci­sti in par­ti­co­la­re, ven­go­no per­ce­pi­ti o pre­sen­ta­ti come nemi­ci asso­lu­ti. Di con­se­guen­za, non è mia inten­zio­ne, nel pre­sen­ta­re que­sti mate­ria­li, offen­de­re chi in quel perio­do ha subi­to vio­len­ze o lut­ti, atten­ta­ti, ingiu­sti­zie o pre­va­ri­ca­zio­ni, che han­no comun­que col­pi­to in manie­ra fra­sta­glia­ta tut­ti gli schie­ra­men­ti poli­ti­ci. Al con­tra­rio, la mia spe­ran­za è che que­sti fil­ma­ti e loro cru­dez­za, oltre a far cono­sce­re da vici­no anni che defi­ni­re “di piom­bo” mi sem­bra estre­ma­men­te ridut­ti­vo (for­nen­do l’impressione che la vio­len­za ne sia sta­to l’aspetto pre­do­mi­nan­te), allon­ta­ni­no inve­ce lo spet­tro di qua­lun­que ritor­no all’utilizzo bru­ta­le del­la for­za come stru­men­to di con­fron­to poli­ti­co.” Con­ser­va­to e digi­ta­liz­za­to da Archi­vio Nazio­na­le Cine­ma Impresa