1 Feb, 1980 | Autonomia Bolognese, I nostri giornali
Argomenti:
1980,
7 aprile 1979,
autonomia operaia (aut.bo),
Bologna,
contropotere (aut.bo),
lotta di classe (aut.bo),
occupazioni delle case (aut.bo),
piano del capitale (aut.bo),
politica abitativa (aut.bo),
politica urbanistica (aut.bo),
Quaderni di contropotere (aut.bo)periodico comunista
bologna – febbraio ’80
Tutti coloro che non potranno dimostrare la propria innocenza verranno ritenuti colpevoli
Tutti coloro che si opporranno allo stato democratico saranno ritenuti in libertà provvisoria
Tutti coloro che non fiancheggeranno lo stato saranno ritenuti fiancheggiatori del terrorismo
- Situazione politica: riflessione dalla redazione
- Dal 7 aprile…
- Clamorosa retata di capi autonomi
- Napalm sul pavimento
- La trasformazione istituzionale
- Gli arresti di Negri, Scalzone e Compagni, ben lontano dal modificare i rapporti di classe, sono il segno dello affermarsi di una tendenza in atto da tempo
- La politica statale del terrore: fare un deserto e chiamarlo pace
- Londra: la polizia non è al di sopra di ogni sospetto
- Tutti comprano armi e l’industria tira
- Gli aspetti del dibattito, le linee di tendenza, le prospettive di sviluppo dell’area rivoluzionaria
- La casa a Bologna «il giorno in cui tutti avranno una casa»
- La politica urbanistica a Bologna: casa, città, pace sociale
- BOLOGNA COME MODELLO? Smitizziamo il libro dei sogni
- Alcuni esempi s/qualificanti del “libro dei sogni”
- Via Begatto: una casa con l’equo carcere
- Un altro «talon» in privincia?
- Casalecchio: morto un talon se ne fa un altro
- L’interporto: razionalizzazione del capitale e nuovo modo di governare degli enti locali
- Cos’è la trilaterale
- Valitutti for president (cronaca di un incontro)
- Enti locali: la regressione economica orizzontale
- Riceviamo e pubblichiamo da Milano, Firenze e Padova
- Morti, banchieri, ex ministri
- Lettera aperta all’unità di Paolo Brunetti
- New York, New York
Fondo Mauro Gamberinix – Centro di documentazione dei Movimenti F. Lorusso‑C. Giuliani – Raccolta periodici (s.n. – febbraio 1980)
15 Apr, 1981 | Autonomia Bolognese, I nostri giornali
bologna – aprile ’81
- Lettera del partigiano Torquato Bignami (Guido) – Dal carcere di S. Giovanni in Monte
- Dalle autoriduzioni a…Del coordinamento proletari università
- Andreatta: da Beniamino di Moro a Beniamino di Reagan
- Andreattilt
- Inflazione/Deflazione
- Quando il dollaro va su, l’oro va giù
- Lettera di Nicoletta Mazzetti – Dal carcere di Modena
- La resistenza è finita
- Lettera di Paolo Azzaroni, nostro direttore – Dal carcere di Ravenna
- Quaggiù qualcuno si arma, lassù più d’uno si allarma
- la violenza non è dunque un problema che si pone in contrasto al sistema
- Eroina: dove sta la discriminante?
- Lettera di Valerio Guizzardi – Dal carcere di S. Giovanni in Monte
- Da S. Giovanni in Monte: scrivono i proletari prigionieri
- Lettera di Gabriella Dalla Ca’ – Dal carcere di Ferrara
- Dei pentiti e delle pene
- Radio Carolina: alcune note sulla comunicazione antagonista
- Roberto Roversi
- L’istruttoria bolognese su prima linea si scioglie come neve al sole
Fonte acquisita dai Collettivi politici veneti – Centro di documentazione dei Movimenti F. Lorusso‑C. Giuliani (aprile 1981 – n. 6)
26 Lug, 2026 | Blog
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contropotere operaio e proletario,
contropotere organizzato,
scheda tematicaDefinizione:
Il termine “contropotere” è teorizzato come l’espressione diretta della capacità di trasformazione rivoluzionaria della classe operaia, che si manifesta nella composizione di classe una sorta di “indipendenza produttiva” già virtualmente posseduta, che si tratta solo di esplicitare “al presente” in termini di contropotere. https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/potere-operaio-per-il-comunismo/
Il contropotere è visto come il momento antagonista e di attacco nei confronti dello Stato, espresso nella pratica dell’illegalità di massa, dei bisogni proletari, del rifiuto del lavoro. (Fonte: 1]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/rosso-per-il-potere-operaio-n-32–2/ – 2]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/piazza-statuto-valle-giulia-corso-traiano-piazza-verdi/
Ambiti di applicazione:
Il contropotere si sviluppa in contesti storici e sociali concreti come la fabbrica, i quartieri, le scuole, dove si manifesta la composizione di classe e la pratica della riappropriazione. (Fonte: 3]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/se-la-molotov-e-unarma-da-guerra-bisogna-usarla-come-unarma-da-guerra/ – 4]https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/manifesti/riprendiamo-liniziativa-dalla-fabbrica-al-territorio/ – 5]https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/stampa-di-regime/fabbriche-bloccate-e-case-occupate/
In particolare, il contropotere è espresso nella pratica dei Collettivi, che si sviluppano come forme di riorganizzazione del lavoro sociale e di abolizione della forma lavorativa dell’attività produttiva umana. (Fonte : https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/potere-operaio-per-il-comunismo/ pag.33
Obiettivi e Pratiche:
Le azioni o rivendicazioni descritte come espressione diretta di contropotere sono:
* Autoriduzioni e rifiuto della delega (Fonte: https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/documenti/creare-organizzare-contropotere‑3/
* Pratica dell’illegalità di massa, dei bisogni proletari, del rifiuto del lavoro (Fonte: https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/contropotere-n‑1/
* Esplicitazione della guerra civile, costituzione rivoluzionaria della classe (Fonte: https://archivioautonomia.it/autonomie-del-meridione/o‑terramoto-foglio-dei-comitati-senzatetto-e-occupanti-di-napoli/
Collegamenti e episodi:
Nel documento di Padova, si legge: “Noi medi godevamo di una socialità tutta nostra perché si usciva tutti da famiglie rigidamente strutturate per cui il tasso di insofferenza era quello, senza grandi differenze per maschi e femmine. Abbiamo avuto in odio i fascisti anche per il loro culto della tradizione e dei suoi valori; naturale che volessimo liberarcene.” https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/documenti/frammenti-di-vita-di-un-comunista/
In questo contesto, il contropotere si manifesta come una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti.
Nella Cronologia di Bologna, si legge: “Il ’77 ha rappresentato per due generazioni il punto di incontro, vecchi militanti del ’68 e giovani del ’77 proprio attraverso l’ironia, i contrasti, le diversità, hanno acquisito una nuova visione collettiva ben difficilmente lacerabile nonostante i recentissimi eventi.” https://archivioautonomia.it/autonomia-bolognese/quei-tentinbriga-degli-autonomi-1969–1979-cronologia-di-dieci-anni-di-lotte-e-insubordinazione-nella-citta-vetrina/
In questo contesto, il contropotere si manifesta come una forma di rivoluzione culturale e politica.
Differenze e confronti:
Il concetto di contropotere è espresso in modo diverso nei diversi anni e aree geografiche presenti nei documenti.
Nel 1975, il contropotere è espresso come una forma di “indipendenza produttiva” già virtualmente posseduta, che si tratta solo di esplicitare “al presente” in termini di contropotere.
Nel 1978, il contropotere è espresso come una forma di “ribellione e rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti”.
Inoltre, il contropotere è espresso in modo diverso nelle diverse aree geografiche presenti nei documenti. Nel documento di Padova, il contropotere si manifesta come una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti, mentre nella Cronologia di Bologna, il contropotere si manifesta come una forma di rivoluzione culturale e politica.
In conclusione, il concetto di contropotere è espresso in modo diverso nei diversi anni e aree geografiche presenti nei documenti, ma in tutti i casi si tratta di una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti e legato a quello di autonomia.
https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/i‑nostri-giornali/organizzare-creare-contropotere/
https://archivioautonomia.it/autonomia-bolognese/contropotere/