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Cento fuochi

la lot­ta arma­ta nel ’77

di Emi­lio Mentasti 

* * *

Emi­lio Men­ta­sti ha pub­bli­ca­to: Ber­ga­mo 1967–1980. Lot­te, movi­men­ti, orga­niz­za­zio­ni (2003); La guar­dia ros­sa rac­con­ta. Sto­ria del Comi­ta­to ope­ra­io del­la Magne­ti Marel­li (2006); Sen­za tre­gua. Sto­ria dei Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io (1975–1976), Cen­to fuo­chi. La lot­ta arma­ta nel ’77 (Deri­veAp­pro­di, 2022).

Com’eri bella, classe operaia

di Romo­lo Gobbi

Scrit­to alla fine degli anni Ottan­ta, que­sto libro ha un indi­scus­so pro­ta­go­ni­sta: l’operaismo, gene­ri­ca­men­te inte­so come cen­tra­li­tà poli­ti­ca del pun­to di vista del­la clas­se ope­ra­ia e del­le sue lot­te. Talo­ra assun­to come linea stra­te­gi­ca, talal­tra con­dan­na­to come for­ma di estre­mi­smo, l’operaismo ha attra­ver­sa­to la sto­ria del movi­men­to ope­ra­io e comu­ni­sta lun­go tut­to il Nove­cen­to. Dai dibat­ti­ti segui­ti alla Rivo­lu­zio­ne bol­sce­vi­ca alle posi­zio­ni di Gram­sci, dal­la Resi­sten­za alle svol­te del Pci, dal movi­men­to stu­den­te­sco del ’68 al ’77, l’autore riper­cor­re e ana­liz­za la sto­ria, l’importanza e i limi­ti del­le diver­se ipo­te­si ope­rai­ste. Soprat­tut­to, si sof­fer­ma sull’operaismo ita­lia­no degli anni Ses­san­ta, sul­le sue pecu­lia­ri­tà e dif­fe­ren­ze. Qui il rac­con­to vie­ne fat­to in pri­ma per­so­na, per­ché Gob­bi è sta­to uno dei pro­ta­go­ni­sti dei «Qua­der­ni ros­si», di «Gat­to sel­vag­gio» e di «clas­se ope­ra­ia», mili­tan­te e orga­niz­za­to­re del­le inchie­ste e del­le lot­te ope­ra­ie e stu­den­te­sche nel­la cit­tà-fab­bri­ca per eccel­len­za, Tori­no.
Il carat­te­re auto­bio­gra­fi­co fa assu­me­re al testo un tono iro­ni­co e ric­co di gusto­si aned­do­ti, sen­za mai per­de­re il rigo­re dell’analisi sto­ri­ca. Leg­gen­do que­ste pagi­ne, tro­ve­re­te tut­to quel­lo che avre­ste volu­to sape­re sull’operaismo ma non ave­te mai osa­to chie­de­re.
La pre­sen­te edi­zio­ne è arric­chi­ta da una post­fa­zio­ne e da un’intervista all’autore sul suo per­cor­so teorico-politico.

Gli autonomi vol. XIII

Sen­za tre­gua. Sto­ria dei Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io (1975–1976)

di Emi­lio Mentasti

Que­sto libro, che arric­chi­sce la for­tu­na­ta «serie» de Gli auto­no­mi, trat­ta la sto­ria di una sua impor­tan­te com­po­nen­te: i Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io, for­ma­zio­ne poli­ti­ca che ha ope­ra­to in Ita­lia tra il 1975 e il 1976. «Sen­za tre­gua» era la loro rivi­sta e il grup­po veni­va chia­ma­to con lo stes­so nome: la for­ma­zio­ne ha avu­to un ruo­lo di gran­de rilie­vo nel movi­men­to anta­go­ni­sta di que­gli anni con l’emergere impe­tuo­so dell’Autonomia ope­ra­ia e la cri­si dei grup­pi extra­par­la­men­ta­ri. Non è un caso che i Comi­ta­ti si for­ma­no da fuo­riu­sci­ti di Lot­ta con­ti­nua e Pote­re ope­ra­io, ripren­den­do­ne i temi prin­ci­pa­li: egua­li­ta­ri­smo, rifiu­to del­la dele­ga e del rifor­mi­smo, auto­no­mia e cen­tra­li­tà ope­ra­ia. Ma que­sta orga­niz­za­zio­ne è impor­tan­te anche per le scel­te che avreb­be­ro fat­to i suoi mili­tan­ti, i qua­li, dopo la sua implo­sio­ne, daran­no vita ad alcu­ne orga­niz­za­zio­ni arma­te. Il libro è una rico­stru­zio­ne sto­ri­ca di quel­le vicen­de a par­ti­re da fon­ti dell’epoca – docu­men­ti, rivi­ste, gior­na­li, volan­ti­ni, mani­fe­sti – i cui auto­ri furo­no gli stes­si pro­ta­go­ni­sti di quel­la ric­ca espe­rien­za ani­ma­ta da pro­get­ti e sen­ti­men­ti rivoluzionari.

Marzo 1973 Bandiere rosse a Mirafiori

di Chic­co Galmozzi

L’occupazione del­lo sta­bi­li­men­to Fiat di Mira­fio­ri del mar­zo 1973 rap­pre­sen­ta il pun­to più alto di un ciclo di lot­te ope­ra­ie che ha ini­zio nel­la secon­da metà degli anni Ses­san­ta. Sog­get­to pro­ta­go­ni­sta di quel ciclo di lot­te è l’«operaio mas­sa», cioè l’operaio dequa­li­fi­ca­to, emi­gra­to dal­le cam­pa­gne del Sud e obbli­ga­to al mas­sa­cran­te lavo­ro del­la cate­na di mon­tag­gio del­le gran­di fab­bri­che. Que­sto sog­get­to, pri­vo di qual­sia­si talen­to di «mestie­re», all’interno di quel­le fab­bri­che e soprat­tut­to alla Fiat, rie­sce a con­tro­ver­ti­re la dram­ma­ti­ca scon­fit­ta ope­ra­ia subi­ta nel cor­so degli anni Cin­quan­ta. Il sus­se­guir­si inin­ter­rot­to del­le sue pra­ti­che di lot­ta cul­mi­na nell’occupazione degli sta­bi­li­men­ti di Mira­fio­ri nel mar­zo 1973, assu­men­do carat­te­ri «mili­ta­ri» a ope­ra di cen­ti­na­ia di avan­guar­die, i cosid­det­ti «faz­zo­let­ti ros­si», che demo­li­sco­no in poche set­ti­ma­ne quel che era sta­to per due decen­ni un dispo­ti­smo azien­da­le asso­lu­to. Il libro pro­po­ne una rico­stru­zio­ne sto­ri­ca di quel­le vicen­de e di quan­to sareb­be acca­du­to negli anni suc­ces­si­vi, quan­do le orga­niz­za­zio­ni rivo­lu­zio­na­rie del­la sini­stra radi­ca­le riten­ne­ro auto­ma­ti­co pas­sa­re all’attacco del «cuo­re del­lo Sta­to». Il testo, che esce in occa­sio­ne del cin­quan­te­na­rio degli even­ti, si avva­le di una pre­zio­sa appen­di­ce: il dia­rio quo­ti­dia­no dell’occupazione sti­la­ta dai pro­ta­go­ni­sti di quel­lo straor­di­na­rio evento.

Autonomia Operaia

L’e­spe­rien­za fio­ren­ti­na (1973–1977)

di Lau­ro Rosso

La sto­ria del­l’Au­to­no­mia nel nostro Pae­se è costi­tui­ta da un arco di espe­rien­ze poli­ti­che arti­co­la­te e dif­for­mi che si sno­da­no per tut­to l’ar­co degli anni ’70 e la cui iden­ti­tà ruo­ta attor­no all’i­dea-for­za del «rifiu­to del lavoro».

L’Au­to­no­mia ope­ra­ia non rap­pre­sen­tò mai un’or­ga­niz­za­zio­ne a dif­fu­sio­ne nazio­na­le ma fu piut­to­sto una varie­ga­ta area poli­ti­ca accu­mu­na­ta da com­por­ta­men­ti e pras­si poli­ti­che par­ti­co­la­ri. Il suo loca­li­smo e le sue dif­fe­ren­ze, sia teo­ri­che che pra­ti­che, ne rap­pre­sen­ta­no un carat­te­re defi­ni­to­rio. Non è pos­si­bi­le scri­ve­re una sto­ria del­l’Au­to­no­mia nazio­na­le. Esi­ste inve­ce una sto­ria del­l’Au­to­no­mia per ogni regio­ne, per ogni cit­tà e qua­si per ogni quartiere.

Sco­po di que­sto libro è l’in­da­gi­ne su come l’Au­to­no­mia si decli­nò nel­lo spe­ci­fi­co nel­la cit­tà di Firenze.

Uti­liz­zan­do una ric­ca e mol­te­pli­ce docu­men­ta­zio­ne sto­ri­ca ine­di­ta l’au­to­re ne rico­strui­sce infat­ti la gene­si, lo svi­lup­po e il tra­mon­to, i suoi rap­por­ti con la clas­se ope­ra­ia, gli stu­den­ti medi e uni­ver­si­ta­ri, gli extra­le­ga­li, con la sini­stra isti­tu­zio­na­le, extra­par­la­men­ta­re e con la for­ma­zio­ne arma­ta Pri­ma linea.