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Quando ci si ammala da lavoro

L’I­nail orga­niz­za a Pado­va un con­ve­gno sul­le con­di­zio­ni di lavo­ro dopo la bar­ba­rie del­la mor­te di 13 ope­rai a Raven­na. Ai com­pa­gni che vi si era­no reca­ti per denun­cia­re l’af­fos­sa­men­to del­l’in­chie­sta riguar­dan­te la mor­te di Mau­ri­zio Gia­ron vie­ne impe­di­to l’in­gres­so alla sala con­ve­gni da Digos e Cara­bi­nie­ri; due com­pa­gni ven­go­no seque­stra­ti in que­stu­ra per qual­che ora e denun­cia­ti per stam­pa clan­de­sti­na. Del­la mor­te di Mau­ri­zio Gia­ron e dei suoi diret­ti respon­sa­bi­li non biso­gna parlare. 

Per risolvere i problemi alla Remie non servono le provocazioni degli autonomi

Dopo mesi e mesi di ini­zia­ti­ve di lot­ta che denun­cia­no sia la respon­sa­bi­li­tà del­la pro­prie­tà nel­la mor­te di Mau­ri­zio Gia­ron sia le con­di­zio­ni di lavo­ro in fab­bri­ca arri­va la tri­pli­ce sin­da­ca­le a met­te­re a posto la situa­zio­ne. Non una paro­la sul­la mor­te di Mau­ri­zio Gia­ron e sul­le respon­sa­bi­li­tà dei Gaspa­rot­to, l’u­ni­co inte­res­se del sin­da­ca­to è quel­lo di cri­mi­na­liz­za­re la lot­ta auto­no­ma. Una ver­go­gna asso­lu­ta, que­sto è il ruo­lo dei sin­da­ca­ti ver­so il con­flit­to sociale.

Archi­vio Dona­to Tagliapietra

Chiudiamo i covi della produzione bellica

Archi­vio Dona­to Tagliapietra

150 com­pa­gni fan­no pro­pria l’indicazione dell’Assemblea di lot­ta pre­sen­tan­do­si sin dal pri­mo mat­ti­no davan­ti ai can­cel­li del­la Remie per costrui­re un pri­mo momen­to di discus­sio­ne rea­le con gli ope­rai occu­pa­ti. L’iniziativa non incon­tra l’adesione degli ope­rai nono­stan­te i vari incon­tri fat­ti pre­ce­den­te­men­te. Deter­mi­nan­te risul­ta esse­re il com­por­ta­men­to sin­da­ca­le che attac­ca l’iniziativa di lot­ta attra­ver­so un deli­ran­te quan­to pro­vo­ca­to­rio volan­ti­no dan­do agli ope­rai la con­se­gna “mili­ta­re” di entra­re sen­za discu­te­re con i com­pa­gni pre­sen­ti. Per esse­re sicu­ri di otte­ne­re que­sto risul­ta­to più di un cen­ti­na­io di cara­bi­nie­ri mili­ta­riz­za l’intera zona e pre­si­dia l’ingresso del­la fab­bri­ca. Nono­stan­te que­sto la volon­tà di lot­ta non si pie­ga: un cor­teo non auto­riz­za­to attra­ver­sa pri­ma il cen­tro di Ros­sa­no Ven. per poi tra­sfe­rir­si a Bas­sa­no dove, dopo esser­si ricom­po­sto davan­ti all’abitazione dei Gaspa­rot­to si met­te in moto per poi con­clu­der­si davan­ti alla sede del­la CGIL, dove veni­va­no denun­cia­te le respon­sa­bi­li­tà del sin­da­ca­to per la pro­vo­ca­zio­ne del volan­ti­no distri­bui­to al mat­ti­no e per non esse­re in alcun modo inter­ve­nu­ti in occa­sio­ne del­la mor­te sul lavo­ro di Mau­ri­zio Giaron.