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Radio Black Out – Lavoro nero. Sciopero e denunce dei lavoratori della cooperativa Faro

La coo­pe­ra­ti­va Faro ave­va in appal­to il con­fe­zio­na­men­to di pro­dot­ti dol­cia­ri per con­to del­la Sidalm (ex Uni­dal). I lavo­ra­to­ri a chia­ma­ta, sen­za con­trat­to, ave­va­no ini­zia­to una pro­te­sta. Alcu­ni di loro, lascia­ti a casa, denun­cia­no l’a­zien­da.
Inter­ven­go­no gli avvo­ca­ti Dino Leon e Gio­van­ni Giovannelli.

“La SIdalm orga­niz­za clan­de­sti­na­men­te il repar­to “con­fe­zio­ni spe­cia­li” e ricor­re al lavo­ro nero”

“Men­tre il padro­ne SIDALM dice di esse­re in cri­si e non tro­va posto a 800 ope­rai in Cas­sa lnte­gra­zio­ne, rico­strui­sce all’e­ster­no dei suoi sta­bi­li­men­ti il repar­to che pre­pa­ra­va tut­ti i pac­chi natalizi.Comanda alcu­ni suoi capi come Gari­mol­di e Fre­ni di diri­ge­re la lavo­ra­zio­ne del repar­to clan­de­sti­no appog­gian­do­si sul­la Coo­pe­ra­ti­va l’U­NI­TA­RIA (CGIL e PCI) che assu­me noi del­le Caro­va­ne a 25 mila lire al gior­no; sen­za libri e altro.
La SIDALM e il sin­da­ca­to tra­sgre­di­sco­no alla leg­ge spe­cia­le che obbli­ga a dover­si ser­vi­re per le sue lavo­ra­zio­ni solo degli ope­rai in Cas­sa lnte­gra­zio­ne. Si appal­ta­no il lavo­ro di un inte­ro repar­to. ne cura­no la gestio­ne, ricor­ro­no al lavo­ro nero dei disoc­cu­pa­ti che­deb­bo­no sot­to­sta­re alie Caro­va­ne mafio­se, e rie­sco­no a far lavo­ra­re 120 per­so­ne sen­za libri anzi­ché 350, aumen­tan­do pro­du­zio­ne e pro­fit­ti.
Que­sto è scan­da­lo­so!
Noi venia­mo tor­chia­ti, spre­mu­ti, sen­za alcu­na tute­la, trat­ta­ti come cani e poi licen­zia­ti alla pri­ma cri­si iste­ri­ca del Kapò Garl­mol­di. Lot­tia­mo per tar rien­tra­re tut­ti gli ope­rai fino­ra sbat­tu­ti via. Sap­pia­mo che lavo­ria­mo per la SIDALM, sia­mo coman­da­ti dai loro capi, da loro licen­zia­ti: allo­ra voglia­mo esse­re assun­ti dal­la SIDALM. e lot­te­re­mo per que­sto obiet­ti­vo.
Abbia­mo denun­cia­to la SlDALM. la Coo­pe­ra­ti­va l’U­NI­TA­RIA e la Caro­va­na rna­fio­sa. han­no vio­la­to la leg­ge spe­cia­le, ci fan­no lavo­ra­re in nero. se ne fre­ga­no del­la leg­ge sul­l’oc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le. ci retri­bui­sco­no con tarif­fe infe­rio­ri a quel­le pre­fet­ti­zie
Sap­pia­mo che il sin­da­ca­to ci è con­tro per­ché I UNITARIA è del suo giro: ma noi con­ti­nue­re­mo. Chia­mia­mo alla soli­da­rie­tà gli ope­rai e quel­li in Cas­sa lnte­gra­zio­ne che han­no vin­to la sen­ten­za: non e vero che il lavo­ro man­ca! ll padro­ne ci imbro­glia tut­ti!
BLOCCHIAMO IL REPARTO CLANDESTINO DI LAINATE, DI SETTIMO MILANESE E DI SESTO SAN GIOVANNI.

COMITATO LAVORATORI IN NERO SIDALM UNITARIA FARO DI LAINATE”

comu­ni­ca­to trat­to da Con­tro­ni­for­ma­zio­ne n° 18 del giu­gno 1980, pag 14 https://www.inventati.org/apm/archivio/320/2/CONT/ControINFORMAZIONE18Giugno1980_OTT.pdf

Ita­lian Tapes Archive

Radio Black Out- Reintegrati ex Unidal picchettano lo stabilimento Motta di viale Corsica

Par­la­no i com­pa­gni del Comi­ta­to di Lot­ta Mot­ta-Ale­ma­gna. For­ti di una sen­ten­za che li vede rein­te­gra­ti dal­la Sidalm (ex Uni­dal), 228 lavo­ra­to­ri del­lo sta­bi­li­men­to Mot­ta di via­le Cor­si­ca ten­ta­no di entra­re in azien­da, ma sono fer­ma­ti dal­la polizia.

“La sto­ria del­le fab­bri­che Mot­ta-Ale­ma­gna comin­cia da lon­ta­no, da quan­do nel 1975 il padro­na­to su 12.350 ope­ra­ie ed ope­rai ne dichia­rò esu­be­ran­ti oltre 8.500. Le lun­ghe trat­ta­ti­ve, i pas­sag­gi giu­ri­di­ci di pro­prie­tà che han­no fat­to del­la Mot­ta-Ale­ma­gna una pro­prie­tà di Sta­to, gli smem­bra­men­ti, non han­no muta­to di un cen­ti­me­tro il pro­get­to padro­na­le: padro­ni pri­va­ti e di Sta­to, Sin­da­ca­ti, sono riu­sci­ti a pol­ve­riz­za­re – alme­no sul­la car­ta – una sezio­ne ope­ra­ia che, sul­la base del­la vec­chia orga­niz­za­zio­ne pro­dut­ti­va, ave­va dato bat­ta­glie vin­cen­ti sul­l’o­ra­rio, con­tro lo straor­di­na­rio, sul­l’u­ni­tà con­tro il lavo­ro pre­ca­rio e la divi­sio­ne tra orga­ni­co fis­so e sta­gio­na­li, otte­nen­do – soprat­tut­to in via Cor­si­ca – l’as­sun­zio­ne dei gio­va­ni e del­le don­ne sta­gio­na­li, sul­le cate­go­rie per l’u­ni­tà con la for­za lavo­ro fem­mi­ni­le. Oggi i dipen­den­ti SIDALM (ex Mot­ta-Ale­ma­gna) sono, sul­la car­ta, 4.000 dopo l’ul­ti­me accor­do (Roma, 23 gen­na­io ’78), tran­ne 538 anda­ti all’I­tal­gel-Tana­ra (ma anche qui nuo­ve ristrut­tu­ra­zio­ni) e 1389 alla socie­tà Auto­gril (anche qui esu­be­ran­ze pros­si­me), gli altri sono sta­ti licen­zia­ti: 6.423! una vera eca­tom­be, un inte­ro pae­se, inte­ri quar­tie­ri pro­le­ta­ri mes­si nel pre­ca­ria­to e nel­la miseria.”

Bra­no trat­to da ‘Uni­dal: una pro­po­sta a tut­to il movi­men­to’, arti­co­lo a cura del Comi­ta­to di Lot­ta Mot­ta-Ale­ma­gna, su Anar­chi­smo n° 19 del gen­na­io-feb­bra­io 1978, pag 26
https://www.edizionianarchismo.net/uploads/anarchismo/anarchismo-n19.pdf

Ita­lian Tapes Archive

Radio Black Out – Corrispondenza dall’Alfa Romeo: cassa integrazione per 6000 operai

17 mar­zo 1982, ore 15.44, il nor­ma­le palin­se­sto di Radio Black Out vie­ne inter­rot­to per­ché sono usci­te le liste dei cas­sin­te­gra­ti a zero ore. I lavo­ra­to­ri Alfa non ripren­do­no il lavo­ro e ini­zia­no a con­te­sta­re il sindacato.

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Archivio La Lunga Rabbia – Milano