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ROSSO per il potere operaio n. 25 – 26

PER IL POTERE OPERAIO

Miccia corta. Una storia di Prima linea

Ser­gio Segio, Mic­cia cor­ta. Una sto­ria di Pri­ma linea, Deri­veAp­pro­di, Roma 2005
Ser­gio Segio, il «coman­dan­te Sirio», è sta­to tra i fon­da­to­ri di Pri­ma linea, l’or­ga­niz­za­zio­ne arma­ta che ha con­ta­to mil­le mili­tan­ti e miglia­ia di sim­pa­tiz­zan­ti. In que­sto libro descri­ve una del­le azio­ni più cla­mo­ro­se e auda­ci del­la lot­ta arma­ta in Ita­lia: l’as­sal­to al car­ce­re di Rovi­go con cui libe­rò la sua com­pa­gna e altre tre dete­nu­te poli­ti­che. Il rac­con­to si sno­da in una sola gior­na­ta, il 3 gen­na­io 1982, con un rit­mo incal­zan­te tipi­co del­le miglio­ri sce­neg­gia­tu­re di film d’a­zio­ne. Sul­lo sfon­do si inter­se­ca­no alcu­ni foto­gram­mi del­le lot­te e dei movi­men­ti degli anni Set­tan­ta.

«Ricor­do la stra­ge di piaz­za Fon­ta­na del 1969 che ha radi­ca­to in mol­ti indi­gna­zio­ne e ribel­lio­ne, l’i­dea che biso­gnas­se rea­gi­re alla repres­sio­ne del­la poli­zia, alle bom­be fasci­ste, ai ten­ta­ti­vi gol­pi­sti. Ma anche allo sfrut­ta­men­to capi­ta­li­sti­co. Ricor­do i com­pa­gni ucci­si in piaz­za, gli scon­tri con la cele­re, i pestag­gi degli arre­sta­ti. E poi l’or­ga­niz­za­zio­ne dei ser­vi­zi d’or­di­ne, l’an­ti­fa­sci­smo mili­tan­te, la con­tro­in­for­ma­zio­ne, le sedi incen­dia­te, le mac­chi­ne bru­cia­te. Infi­ne, il pas­sag­gio alla lot­ta arma­ta.
Ci sia­mo allo­ra indu­ri­ti, sen­za riu­sci­re a man­te­ne­re la capa­ci­tà di tene­rez­za. In un’a­ne­ste­sia mora­le pro­gres­si­va, che ha avu­to ragio­ne del­le nostre ragio­ni. La logi­ca del­le armi ci ha pre­so non solo la mano ma anche il cuo­re e la testa.
In quel­la man­cia­ta di anni i movi­men­ti sono sta­ti bru­tal­men­te schiac­cia­ti. Han­no dera­glia­to stret­ti tra il par­ti­to arma­to, la repres­sio­ne, l’e­roi­na dila­gan­te e il pri­va­to risor­gen­te. Deci­ne di miglia­ia di com­pa­gni han­no orga­niz­za­to lot­te auto­no­me e scio­pe­ri spon­ta­nei, mani­fe­sta­zio­ni di mas­sa e azio­ni d’a­van­guar­dia. Si sono arma­ti, han­no com­bat­tu­to.
Ora miglia­ia sono in car­ce­re, deci­ne sono mor­ti. Per que­sto sia­mo qui a olia­re e cari­ca­re le armi che dovre­mo usa­re tra poco. Oggi apri­re­mo alme­no una brec­cia nel vico­lo cie­co in cui ci stia­mo dibat­ten­do. La scon­fit­ta poli­ti­ca è ormai cer­ta, il sogno si è sgre­to­la­to, impa­sta­to nel san­gue nostro e in quel­lo del­le nostre vit­ti­me, nel­la fero­cia del­le pri­gio­ni di Sta­to e nel­l’or­ro­re di quel­le del popo­lo. Ma assal­tan­do que­sto car­ce­re, comin­cia­mo a ripren­der­ci la liber­tà del­le nostre com­pa­gne».

Ser­gio Segio è impe­gna­to da mol­ti anni nel volon­ta­ria­to, par­ti­co­lar­men­te sui pro­ble­mi del car­ce­re, l’e­sclu­sio­ne e le tos­si­co­di­pen­den­ze. Lavo­ra con il Grup­po Abe­le. Dal 1997 al 2001 ha cura­to le edi­zio­ni del­l’An­nua­rio Socia­le. È idea­to­re del Rap­por­to sui dirit­ti glo­ba­li che cura per Cgil, Coor­di­na­men­to nazio­na­le del­le comu­ni­tà di acco­glien­za, Arci, Legam­bien­te e Anti­go­ne. Nel 2003 gli è sta­to con­fe­ri­to il Pre­mio inter­na­zio­na­le all’im­pe­gno socia­le «Rosa­rio Liva­ti­no». Ha pro­mos­so e diret­to le rivi­ste «Nar­co­ma­fie» e «Fuo­ri­luo­go». Col­la­bo­ra con varie testa­te, tra cui il set­ti­ma­na­le «Vita» e il quo­ti­dia­no «la Repub­bli­ca». Con Riz­zo­li ha pub­bli­ca­to nel 2006 La mia vita in Pri­ma linea.