Sergio Segio, Miccia corta. Una storia di Prima linea, DeriveApprodi, Roma 2005 Sergio Segio, il «comandante Sirio», è stato tra i fondatori di Prima linea, l’organizzazione armata che ha contato mille militanti e migliaia di simpatizzanti. In questo libro descrive una delle azioni più clamorose e audaci della lotta armata in Italia: l’assalto al carcere di Rovigo con cui liberò la sua compagna e altre tre detenute politiche. Il racconto si snoda in una sola giornata, il 3 gennaio 1982, con un ritmo incalzante tipico delle migliori sceneggiature di film d’azione. Sullo sfondo si intersecano alcuni fotogrammi delle lotte e dei movimenti degli anni Settanta.
«Ricordo la strage di piazza Fontana del 1969 che ha radicato in molti indignazione e ribellione, l’idea che bisognasse reagire alla repressione della polizia, alle bombe fasciste, ai tentativi golpisti. Ma anche allo sfruttamento capitalistico. Ricordo i compagni uccisi in piazza, gli scontri con la celere, i pestaggi degli arrestati. E poi l’organizzazione dei servizi d’ordine, l’antifascismo militante, la controinformazione, le sedi incendiate, le macchine bruciate. Infine, il passaggio alla lotta armata. Ci siamo allora induriti, senza riuscire a mantenere la capacità di tenerezza. In un’anestesia morale progressiva, che ha avuto ragione delle nostre ragioni. La logica delle armi ci ha preso non solo la mano ma anche il cuore e la testa. In quella manciata di anni i movimenti sono stati brutalmente schiacciati. Hanno deragliato stretti tra il partito armato, la repressione, l’eroina dilagante e il privato risorgente. Decine di migliaia di compagni hanno organizzato lotte autonome e scioperi spontanei, manifestazioni di massa e azioni d’avanguardia. Si sono armati, hanno combattuto. Ora migliaia sono in carcere, decine sono morti. Per questo siamo qui a oliare e caricare le armi che dovremo usare tra poco. Oggi apriremo almeno una breccia nel vicolo cieco in cui ci stiamo dibattendo. La sconfitta politica è ormai certa, il sogno si è sgretolato, impastato nel sangue nostro e in quello delle nostre vittime, nella ferocia delle prigioni di Stato e nell’orrore di quelle del popolo. Ma assaltando questo carcere, cominciamo a riprenderci la libertà delle nostre compagne».
Sergio Segio è impegnato da molti anni nel volontariato, particolarmente sui problemi del carcere, l’esclusione e le tossicodipendenze. Lavora con il Gruppo Abele. Dal 1997 al 2001 ha curato le edizioni dell’Annuario Sociale. È ideatore del Rapporto sui diritti globali che cura per Cgil, Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, Arci, Legambiente e Antigone. Nel 2003 gli è stato conferito il Premio internazionale all’impegno sociale «Rosario Livatino». Ha promosso e diretto le riviste «Narcomafie» e «Fuoriluogo». Collabora con varie testate, tra cui il settimanale «Vita» e il quotidiano «la Repubblica». Con Rizzoli ha pubblicato nel 2006 La mia vita in Prima linea. |