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ROSSO n°2 ‑nuova serie-

gior­na­le den­tro il movimento

Tortura

Dal pun­to di vista del­la sto­ria con­tem­po­ra­nea e del­la docu­men­ta­zio­ne giu­di­zia­ria, gli anni ’70 e ’80 rap­pre­sen­ta­no effet­ti­va­men­te il momen­to in cui la tor­tu­ra è sta­ta uti­liz­za­ta in modo siste­ma­ti­co e strut­tu­ra­to da appa­ra­ti del­lo Sta­to con­tro cit­ta­di­ni in pre­sun­zio­ne di rea­to .Per mol­ti anni, lo Sta­to ita­lia­no ha nega­to uffi­cial­men­te l’u­so del­la tor­tu­ra duran­te il con­tra­sto al ter­ro­ri­smo, liqui­dan­do le accu­se dei mili­tan­ti arre­sta­ti come “pro­pa­gan­da del­le Bri­ga­te Ros­se”. Le inchie­ste gior­na­li­sti­che e le suc­ces­si­ve sen­ten­ze giu­di­zia­rie (arri­va­te a decen­ni di distan­za) han­no inve­ce dimo­stra­to il contrario.

I “Ragazzi dell’Ave Maria” e le tecniche utilizzate

All’in­ter­no del­la Poli­zia di Sta­to nac­que una squa­dra spe­cia­le gui­da­ta dal fun­zio­na­rio Sal­va­to­re Geno­va e lega­ta all’al­lo­ra capo del­l’An­ti­ter­ro­ri­smo Gaspa­re De Fran­ci­sci. Que­sto grup­po di poli­ziot­ti, sopran­no­mi­na­to iro­ni­ca­men­te “I ragaz­zi del­l’A­ve Maria”, uti­liz­za­va meto­di duris­si­mi per estor­ce­re con­fes­sio­ni e loca­liz­za­re i covi. Nel grup­po c’e­ra anche Nico­la Cio­cia, un alto fun­zio­na­rio di poli­zia dell’ UCIGOS sopran­no­mi­na­to dot­tor De Tor­men­tis, pare, dal suo supe­rio­re e pros­si­mo que­sto­re di Mila­no Umber­to Impro­ta. Le tec­ni­che prin­ci­pa­li includevano:

Water­boar­ding (l’i­dra­ta­zio­ne for­za­ta): Lega­re il dete­nu­to a un tavo­lo, coprir­gli il vol­to e ver­sa­re gran­di quan­ti­tà di acqua e sale per pro­vo­ca­re il soffocamento.

Sevi­zie psi­co­lo­gi­che e fisi­che: Pestag­gi vio­len­ti, pri­va­zio­ne del son­no, minac­ce di mor­te tra­mi­te fin­te ese­cu­zio­ni, umi­lia­zio­ni e vio­len­ze ses­sua­li (come nel caso del­le mili­tan­ti bri­ga­ti­ste Sara Fra­scel­la e Libe­ra Maiani)

I due casi simbolo

Enri­co Tria­ca (1978): Tipo­gra­fo del­le BR, fu arre­sta­to subi­to dopo l’o­mi­ci­dio di Aldo Moro. Denun­ciò imme­dia­ta­men­te di esse­re sta­to tor­tu­ra­to con acqua e sale. Non solo non fu cre­du­to, ma ven­ne con­dan­na­to per calun­nia. Solo nel 2013, la Cor­te d’Ap­pel­lo di Peru­gia ha ribal­ta­to quel­la sen­ten­za in un pro­ces­so di revi­sio­ne, rico­no­scen­do che Tria­ca era sta­to effet­ti­va­men­te torturato.

Il seque­stro Dozier (1982): La svol­ta e il pic­co del­l’u­so di que­ste pra­ti­che avven­ne­ro dopo il rapi­men­to del gene­ra­le ame­ri­ca­no del­la NATO James Lee Dozier da par­te del­le BR. La pres­sio­ne inter­na­zio­na­le sul gover­no ita­lia­no era altis­si­ma. Per tro­va­re il gene­ra­le, i meto­di del­la squa­dra spe­cia­le ven­ne­ro appli­ca­ti inten­sa­men­te su diver­si arre­sta­ti (tra cui Cesa­re Di Lenar­do). Fu pro­prio l’ar­re­sto e il pro­ces­so a cin­que poli­ziot­ti nel 1983 (tra cui Sal­va­to­re Geno­va, che poi con­fes­sò pub­bli­ca­men­te i fat­ti anni dopo) a far emer­ge­re le pri­me pro­ve incon­fu­ta­bi­li del­le torture.

https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/i‑nostri-giornali/autonomia-n-27/

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https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/i‑nostri-giornali/dossier-tortura-supplemento-ad-autonomia-numero-29/

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https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/documenti/comitato-internazionale-di-difesa-dei-detenuti-politici-in-europa