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Centro di documentazione dei Movimenti “F.Lorusso‑C.Giuliani”

Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne dei Movi­men­ti “F.Lorusso‑C.Giuliani”, via Pao­lo Fab­bri 110, 40138 Bologna

collettivo@centrodoc-vag61.info

https://www.centrodoc-vag61.info/

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LA LUNGA RABBIA

LA LUNGA RABBIA

Archi­vio del “lun­go ses­san­tot­to” ita­lia­no è un archi­vio pri­va­to che rac­co­glie in tut­ta Ita­lia, cata­lo­ga e custo­di­sce docu­men­ti ori­gi­na­li (car­ta­cei e non) del­la lun­ga sta­gio­ne di lot­te che, dal­l’i­ni­zio degli anni Ses­san­ta fino ai pri­mi anni ’80, ha carat­te­riz­za­to l’in­te­ra socie­tà e la sto­ria del nostro Paese.

L’archivio, gra­zie ad una fati­co­sa atti­vi­tà di ricer­ca e, soprat­tut­to, al con­tri­bu­to fon­da­men­ta­le di chi ha custo­di­to fino ad oggi testi­mo­nian­ze e docu­men­ti di que­gli anni, è in costan­te cre­sci­ta, attra­ver­so il recu­pe­ro di un patri­mo­nio tan­to vasto, quan­to  disper­so: e quan­to vie­ne sal­va­to da oblio, mace­ro, inu­ti­liz­zo e umi­di­tà, vie­ne uti­liz­za­to per ini­zia­ti­ve pri­va­te (aiu­to per tesi o per biblio­gra­fie e/​o stu­dio) e atti­vi­tà pub­bli­che (mostre o pub­bli­ca­zio­ni tematiche).

Dal 2018 è on-line la pagi­na pub­bli­ca su Face­book “LA LUNGA RABBIA – Archi­vio del lun­go Ses­san­tot­to ita­lia­no” (www.facebook.com/LungaRabbia.it) che, segui­ta oggi da più di 40.000 per­so­ne, ha ini­zia­to ad ospi­ta­re foto e descri­zio­ni del mate­ria­le dispo­ni­bi­le (oltre 15.000 docu­men­ti tra foto­gra­fie, volan­ti­ni, mani­fe­sti, vini­li, fogli, opu­sco­li, libri, rivi­ste, gior­na­li): tut­te testi­mo­nian­ze dai for­ma­ti e dai lin­guag­gi più diver­si, spac­ca­ti di vita e spe­ran­ze di un paio di gene­ra­zio­ni, sogni, voci e testi­mo­nian­ze di un Ita­lia che mol­ti non cono­sco­no, tan­ti han­no rimos­so e del­la qua­le spes­so si par­la poco e male.

Centro di studi politici e sociali e Archivio storico Il Sessantotto

Centro di studi politici e sociali e Archivio storico Il Sessantotto

Sede e contatti : 

Via G. Orsi­ni 44 , 50126 Firenze

Tel. 3333392724

Sito : https://www.archivio68.it

BLOG : http://archivioilsessantotto.blogspot.com/

SIUSA: http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=cons&Chiave=14653

Face­book: https://www.facebook.com/ilsessantotto/

E‑mail: archivio68.firenze@gmail.com

Con gran­de pia­ce­re ed in que­sta data sim­bo­li­ca 1° mag­gio 2023 l’Ar­chi­vio 68 apre il sito. 

Apria­mo una vetri­na di tut­to ciò che l’Ar­chi­vio con­ser­va tra mate­ria­le Gri­gio, Fon­di, Eme­ro­te­ca, Biblio­te­ca, e mate­ria­le Foto­gra­fi­co, Mani­fe­sti, Volan­ti­ni e altro.

Sto­ria dell’Archivio Il Ses­san­tot­to, scrit­ta da Mau­ri­zio Lam­pron­ti, apri­le 2023…

L’Archivio Ses­san­tot­to nasce nel 1983, ma l’idea è pre­ce­den­te e vie­ne da un grup­po di com­pa­gni che ave­va­no sem­pre avu­to riguar­do per i mate­ria­li pro­dot­ti dai grup­pi dell’allora sini­stra rivo­lu­zio­na­ria. Non mol­ti l’avevano con­ser­va­to, solo alcu­ni, e altri l’avevano distrut­to quan­do nel 78/​79 la repres­sio­ne col­pi­va con impu­ta­zio­ni gra­vis­si­me anche il sem­pli­ce pos­ses­so di gior­na­li e docu­men­ti di un cer­to tipo.

Il pro­get­to decol­la nel disin­te­res­se gene­ra­le del­la cit­tà, il nucleo dei fon­da­to­ri è com­po­sta da una deci­na di per­so­ne che discu­to­no sul­la rea­liz­za­zio­ne del pro­get­to: ognu­no di loro por­ta die­ci nomi di per­so­ne che si pen­sa pos­sa­no ave­re mate­ria­li; ven­go­no spe­di­te cen­to­cin­quan­ta let­te­re a com­pa­gni che si sup­po­ne­va­no inte­res­sa­ti: rispon­de una (1) per­so­na. Il cli­ma era comun­que pesan­te, tra gli ulti­mi ane­li­ti del­le B.R. e la sco­per­ta del­la log­gia P2.

I com­pa­gni che ave­va­no avu­to l’idea dell’Archivio era­no sta­ti i pri­mi che ave­va­no con­fe­ri­to mate­ria­li. Gli altri con­tat­ta­ti furo­no scel­ti in base alle varie aree poli­ti­che anti­i­sti­tu­zio­na­li: anar­chi­ci, trotz­ki­sti, mar­xi­sti leni­ni­sti, un paio di per­so­ne che pro­ve­ni­va­no dal Mani­fe­sto, altri da Lot­ta Con­ti­nua. La discus­sio­ne riu­nì cir­ca tren­ta­cin­que com­pa­gni, una doz­zi­na inte­res­sa­ti al pro­get­to, alcu­ni poi si disper­se­ro dopo la fon­da­zio­ne dell’Archivio, qual­cu­no si è aggiunto.

Si comin­ciò a lavo­ra­re in quat­tro o cin­que per­so­ne; l’archivio vol­le esse­re fin dall’inizio sle­ga­to da grup­pi poli­ti­ci o par­ti­ti­ci; qual­cu­no l’aveva scam­bia­to per una sede poli­ti­ca, si rese­ro con­to dell’errore e se ne anda­ro­no ver­so altri lidi. L’Archivio non ha lega­mi poli­ti­ci, non ade­ri­sce a ini­zia­ti­ve, ma lo fan­no (lo con­ti­nua­no a fare) i com­pa­gni sin­go­lar­men­te. Mau­ri­zio Lam­pron­ti è nei Cobas del­la scuo­la, anche Mar­cel­lo Giap­pi­chel­li; Ful­vio D’Eri nei comi­ta­ti di base del­le Fer­ro­vie, Vin­cen­zo Simo­ni nell’Unione Inqui­li­ni; fan­no ciò che ave­va­no sem­pre fatto.

Via de’ pepi, la pri­ma sede…

La pri­ma sede è sta­ta in via dei Pepi, in S. Cro­ce. Avreb­be dovu­to esse­re in via di Mez­zo che ha ospi­ta­to fin dal 1982 l’organizzazione Lot­ta Con­ti­nua per il comu­ni­smo. Nel­la cri­si di que­sto grup­po diven­ne luo­go di incon­tro di com­pa­gni che face­va­no rife­ri­men­to alle miglio­ri espres­sio­ni dell’Autonomia; c’era un sot­ter­ra­neo, una can­ti­na, che si era pen­sa­to fos­se adat­to per l’Archivio, ma diven­ne poi una spe­cie di bar not­tur­no che si chia­ma­va Pan­te­ra Rosa, che fu otti­mo posto di ritro­vo e  luo­go di ini­zia­ti­ve con­tro lo spac­cio (nel quar­tie­re l’eroina galop­pa­va furiosa).

Quin­di, via dei Pepi: dal 1970 era una sede poli­ti­ca, dopo le ele­zio­ni del 1970 uscì dal PSIUP qua­si tut­ta la Fede­ra­zio­ne Gio­va­ni­le, qual­cu­no entrò in Lot­ta Con­ti­nua, altri orga­niz­za­ro­no il Cen­tro di Docu­men­ta­zio­ne (che ave­va un cor­ri­spet­ti­vo a Tori­no, con cui era­no in con­tat­to). Alla fine degli anni ‘70 rima­se come sede di alcu­ni col­let­ti­vi, sei per­so­ne con­ti­nua­va­no a paga­re l’affitto, non ne pote­va­no più (die­ci anni dopo) e lascia­ro­no volen­tie­ri il posto all’Archivio. Era un vec­chio fon­do (come quel­lo di via di Mez­zo) allu­vio­na­to (cin­que metri d’acqua) puz­zo­len­te: ci sia­mo sta­ti set­te anni. Nel 1989, improv­vi­sa­men­te, la pro­prie­tà che non se ne era mai cura­ta rivol­le il fon­do. La pro­prie­ta­ria era figlia di un pit­to­re di inse­gne che ave­va fat­to buo­na par­te del­le vec­chie inse­gne di Firenze.

Da via Gia­no del­la Bella…

L’Archivio ini­ziò a cer­ca­re un’altra sede al momen­to del­lo sfrat­to, qual­che set­ti­ma­na di pic­chet­ti e pres­sio­ni nei con­fron­ti del Comu­ne; si andò a occu­pa­re l’Assessorato alla cul­tu­ra e dopo un gior­no e mez­zo ven­ne fuo­ri il posto in via Gia­no del­la Bel­la. Era un orri­bi­le edi­fi­cio moder­no, nato per ospi­ta­re gli arti­gia­ni che ven­ne­ro tra­sfe­ri­ti lì dal vec­chio Con­ven­ti­no che era sta­to anche rete di rap­por­ti socia­li nel dopo­guer­ra. Alcu­ni pre­fe­ri­ro­no resta­re nel vec­chio edi­fi­cio caden­te, altri si tra­sfe­ri­ro­no nel nuo­vo Con­ven­ti­no. Oltre all’Archivio, c’era Fuo­ri Bina­rio ed una isti­tu­zio­ne per il recu­pe­ro tos­si­ci. I rap­por­ti con gli arti­gia­ni non era­no tra i miglio­ri, non capi­va­no cosa face­va­mo e per­ché lo face­va­mo gra­tis. Loro gua­da­gna­va­no dal­la loro atti­vi­tà e paga­va­no affit­to e con­do­mi­nio, noi paga­va­mo e non gua­da­gna­va­mo; era dif­fi­ci­le la con­vi­ven­za, quan­do noi arri­va­va­mo nel pome­rig­gio loro se ne anda­va­no e si rima­ne­va soli nel­lo spet­tra­le edi­fi­cio. L’Archivio si era auto­ri­dot­to il cano­ne di affit­to al 20% come pre­vi­sto dal Comu­ne stes­so per le asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li con sco­pi socia­li e si accu­mu­lò un bel debi­to, poi annul­la­to dopo una serie di incon­tri con i fun­zio­na­ri comunali.

… a via Gian­pao­lo Orsini!

Dopo set­te anni al Comu­ne ven­ne in men­te che lì non pote­va­mo sta­re per­ché l’edificio ave­va un’altra desti­na­zio­ne. Arri­va­no i vigi­li alla fine di un luglio cal­dis­si­mo per lo sgom­be­ro fis­sa­to la set­ti­ma­na seguen­te, sen­za che noi fos­si­mo sta­ti avvi­sa­ti. Si va all’Assessorato e si occu­pa: ci vol­le mol­to tem­po per far capi­re che la disdet­ta non era mai arri­va­ta. Il Comu­ne ave­va in idea di dare una sede a varie asso­cia­zio­ni cul­tu­ra­li. C’era il Par­ter­re in piaz­za del­la Liber­tà, dei cubi ove l’Istituto Gram­sci ave­va tenu­to per un po’ il suo mate­ria­le; poi ven­ne fuo­ri la vec­chia scuo­la di via Orsi­ni. Qui dove­va­no esser­ci, oltre all’Archivio, l’Istituto Gram­sci, il Tura­ti (PSI). Ci sareb­be­ro sta­te le tre ani­me del­la sini­stra. Si infi­la la Lega ambien­te e vie­ne fuo­ri il Forum per la pace e la guer­ra che orga­niz­za costo­si con­ve­gni a cui pre­sen­zia­no pochis­si­me per­so­ne: dopo un po’ spa­ri­sce e anche il Tura­ti tro­va di meglio; poi arri­va anche Ita­lia Nostra e final­men­te ci tro­via­mo con altri che fan­no cul­tu­ra e han­no ora­ri com­pa­ti­bi­li con i nostri

Mau­ri­zio Lam­pron­ti, 1° mag­gio 2023

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Ma chi ha detto che non c’è…

Dopo diver­si anni spe­si nell’attività di rior­di­no e cura dei mate­ria­li lascia­ti­ci da Pri­mo e nel­la len­ta, pro­gres­si­va, mes­sa a dispo­si­zio­ne del cata­lo­go del­la biblio­te­ca (libri, opu­sco­li e perio­di­ci), ci sia­mo deci­si ad affron­ta­re il nucleo pro­pria­men­te docu­men­ta­rio dell’Archivio Pri­mo Moro­ni. Si trat­ta di una ingen­te quan­ti­tà di sca­to­le di varie dimen­sio­ni con­te­nen­ti docu­men­ti di altret­tan­to varia natu­ra (let­te­re, appun­ti, boz­ze edi­to­ria­li, mate­ria­li “inter­ni”), cioè quan­to è tec­ni­ca­men­te defi­ni­to “mate­ria­le gri­gio”, a indi­car­ne giu­stap­pun­to l’eterogeneità, o “mate­ria­le d’archivio”.

Non a caso non ave­va­mo, fino­ra, osa­to affron­ta­re que­sto mate­ria­le se non attra­ver­so una descri­zio­ne mol­to som­ma­ria: ci man­ca­va­no le com­pe­ten­ze e gli stru­men­ti essen­zia­li per intra­pren­de­re una simi­le atti­vi­tà. Per­ciò abbia­mo deci­so di rivol­ger­ci a un grup­po di ami­ci com­pe­ten­ti, che già ci ave­va­no aiu­ta­to in pre­ce­den­za nel­la sche­da­tu­ra biblio­gra­fi­ca e nell’uso dei rela­ti­vi soft­ware; più pre­ci­sa­men­te si trat­ta degli archi­vi­sti atti­vi nel­la CAeB (Coo­pe­ra­ti­va Archi­vi­sti­ca e Biblio­te­ca­ria). Costo­ro, con­te­stual­men­te, ci han­no pro­po­sto anche di con­cor­re­re a un ban­do mini­ste­ria­le aven­te a ogget­to la lavo­ra­zio­ne di que­sto tipo di materiali.

Ecco­ci quin­di a pre­sen­ta­re una nuo­va e per noi mol­to impor­tan­te ini­zia­ti­va: il pro­get­to di rior­di­no e inven­ta­ria­zio­ne dell’Archivio Pri­mo Moro­ni inti­to­la­to “Ma chi ha det­to che non c’è… Uto­pia, under­ground e movi­men­ti nel­le car­te di Pri­mo Moro­ni”. Tale pro­get­to, scrit­to insie­me con gli archi­vi­sti del­la CAeB, è risul­ta­to esse­re quel­lo più finan­zia­to in Lom­bar­dia (Mini­ste­ro del­la cul­tu­ra, decre­to diret­to­ria­le rep. n. 709, 8 giu­gno 2023, che dispo­ne la con­ces­sio­ne di con­tri­bu­ti per la rea­liz­za­zio­ne di pro­get­ti riguar­dan­ti inter­ven­ti da effet­tuar­si su archi­vi dei movi­men­ti poli­ti­ci e degli orga­ni­smi di rap­pre­sen­tan­za dei lavo­ra­to­ri o di loro esponenti).

Nel mese di giu­gno la CAeB ha ini­zia­to i lavo­ri neces­sa­ri a met­te­re in sicu­rez­za i mate­ria­li d’archivio, rac­co­glien­do i docu­men­ti entro sup­por­ti car­ta­cei “non aci­di” adat­ti alla loro con­ser­va­zio­ne a lun­go ter­mi­ne, rior­di­nan­do e inven­ta­rian­do tut­te le “car­te” rac­col­te da Pri­mo e da chi ha ani­ma­to nel cor­so degli anni la Calu­sca. Per par­te nostra stia­mo for­nen­do le infor­ma­zio­ni di “con­te­sto” neces­sa­rie agli archi­vi­sti, nel men­tre cer­chia­mo di fare teso­ro del­le loro capa­ci­tà e com­pe­ten­ze per amplia­re le nostre.

Con ciò la pre­sen­za di Pri­mo alla sto­ria, attra­ver­so l’incredibile, ine­sti­ma­bi­le e fra­gi­lis­si­mo patri­mo­nio col­let­ti­vo da lui rac­col­to e con­ser­va­to, sarà a dispo­si­zio­ne di tut­ti, insie­me alla ric­ca biblio­te­ca il cui cata­lo­go (ancor­ché incom­ple­to) è già con­sul­ta­bi­le online.

All’interno dell’Archivio sono pre­sen­ti alcu­ni pic­co­li fon­di per­so­na­li, come quel­li di Wal­ter Peruz­zi e Car­lo Cuo­mo, anch’essi ogget­to di que­sto inter­ven­to gra­zie al qua­le sarà pre­sto a dispo­si­zio­ne di tut­ti una fon­te straor­di­na­ria di docu­men­ta­zio­ne sul­le lot­te socia­li, i movi­men­ti poli­ti­ci gio­va­ni­li e le tra­sfor­ma­zio­ni cul­tu­ra­li, sui feno­me­ni di auto­ge­stio­ne e di aggre­ga­zio­ne poli­ti­co-cul­tu­ra­le del­la real­tà metro­po­li­ta­na mila­ne­se (e non solo).

Per la pri­ma tran­che, la fine dei lavo­ri è pre­vi­sta all’inizio di novem­bre 2023, men­tre nel mar­zo 2024 avver­rà la con­se­gna defi­ni­ti­va. Paral­le­la­men­te si svol­ge­ran­no pre­sen­ta­zio­ni e momen­ti di con­di­vi­sio­ne del lavo­ro effettuato.

Chiu­dia­mo con un’altra infor­ma­zio­ne impor­tan­te: la Soprin­ten­den­za archi­vi­sti­ca e biblio­gra­fi­ca del­la Lom­bar­dia in data odier­na, 24 luglio 2023, ha ulti­ma­to le pra­ti­che attra­ver­so cui l’«Archivio e biblio­te­ca “Archi­vio Pri­mo Moro­ni”» è rico­no­sciu­to “di inte­res­se sto­ri­co par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te” e per­ciò tute­la­to dal­la nor­ma­ti­va in mate­ria (decre­to 13 del 24/​7/​2023). «Gli archi­vi e la biblio­te­ca dell’Associazione», si leg­ge nel­la “Noti­fi­ca” che accom­pa­gna la “Dichia­ra­zio­ne di inte­res­se” del­la Soprin­ten­den­za, «costi­tui­sco­no, per­tan­to, un patri­mo­nio di ecce­zio­na­le inte­res­se sto­ri­co, rap­pre­sen­tan­do una fon­te impre­scin­di­bi­le per com­pren­de­re e stu­dia­re l’esperienza poli­ti­ca e intel­let­tua­le di Pri­mo Moro­ni, non­ché per appro­fon­di­re la cono­scen­za del­la pro­du­zio­ne arti­sti­ca, poli­ti­ca e cul­tu­ra­le dei movi­men­ti del­la con­tro­cul­tu­ra ope­ran­ti a Mila­no e in Italia».

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