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Dell’innocenza, Interpretazione del ’77

Fran­co Berar­di, Del­l’in­no­cen­za, Inter­pre­ta­zio­ne del ’77, Aga­lev edi­zio­ni, Bolo­gna 1977

Ora:
Fran­co Berar­di (Bifo), Del­l’in­no­cen­za: 1977 l’an­no del­la pre­mo­ni­zio­ne, Ombre Cor­te, Vero­na 1997

Il Set­tan­ta­set­te può esse­re con­si­de­ra­to per mol­ti aspet­ti l’an­no di tran­si­zio­ne all’e­po­ca del disin­can­to. Le gran­di ideo­lo­gie che han­no ani­ma­to il ven­te­si­mo seco­lo cono­sco­no in quel­l’an­no il loro pun­to di mas­si­ma com­bu­stio­ne, e anche l’i­ni­zio del loro dis­sol­vi­men­to.
Pen­sie­ro debo­le, post­mo­der­ni­tà, teo­ria del­l’im­plo­sio­ne: que­sti con­cet­ti filo­so­fi­ci emer­go­no e fan­no la loro pro­va in quel perio­do inquie­to, nel qua­le, per la pri­ma vol­ta, la socie­tà ha spe­ri­men­ta­to la for­za del­la rivol­ta e, per la pri­ma vol­ta, ne ha visto l’im­po­ten­za, l’i­nef­fi­ca­cia. Que­sto libro è una rivi­si­ta­zio­ne del­le pro­ble­ma­ti­che del movi­men­to del Set­tan­ta­set­te, in una pro­spet­ti­va al tem­po stes­so dispe­ra­ta e feli­ce.
L’in­no­cen­za – come la sag­gez­za di cui par­la Wil­liam Bla­ke – «ha visto tut­to e nul­la dimen­ti­ca­to, eppu­re sa vede­re ogni cosa come se fos­se per la pri­ma vol­ta». Que­sto libro uscì la pri­ma vol­ta nel decen­na­le del movi­men­to insur­re­zio­na­le, auto­no­mo e crea­ti­vo.
Oggi lo ripub­bli­chia­mo con l’ag­giun­ta di una lun­ga pre­fa­zio­ne che pro­po­ne di con­si­de­ra­re quel­l’an­no come la pre­mo­ni­zio­ne di un pro­ces­so che, lun­gi dal­l’es­se­re esau­ri­to, con­ti­nua a svol­ger­si sot­to i nostri occhi.

Comunicazione Antagonista nuova serie Numero 0

Comunicazione Antagonista nuova serie Numero 1

Parole ribelli: i fogli del movimento del ’77

Pablo Echaur­ren, Paro­le ribel­li: i fogli del movi­men­to del 77, Stam­pa alter­na­ti­va, Roma 1997
Feb­bra­io 1977. Le Giac­che Blu con­trol­la­va­no da anni che gli india­ni non si allon­ta­nas­se­ro dal­le riser­ve, ma un bel gior­no tut­te le tri­bù deci­se­ro di abban­do­na­re gli accam­pa­men­ti.
Cala­ro­no nel­le cit­tà, inva­den­do coi loro visi colo­ra­ti le stra­de intri­sti­te dal­lo smog. Per comu­ni­ca­re usa­va­no una lin­gua nuo­va, poe­ti­ca, extra­va­gan­te, desi­de­ran­te, che si tra­du­ce­va in una scrit­tu­ra disor­di­na­ta, ribel­le, iro­ni­ca, incom­pren­si­bi­le alle Lin­gue Bifor­cu­te.

Che cen­to fio­ri sboc­ci­no,
che cen­to radio tra­smet­ta­no,
che cen­to fogli pre­pa­ri­no,
un altro ’68 con altre armi.

Le armi del gio­co, del­l’u­mo­ri­smo, del para­dos­so del­lo sber­lef­fo, e del­la crea­ti­vi­tà pro­dus­se­ro nel 1977 una pic­co­la galas­sia di car­ta stam­pa­ta, in cui si riflet­te­va­no per l’ul­ti­ma vol­ta i lam­pi di quel­le avan­guar­die (futu­ri­smo, dadai­smo, sur­rea­li­smo) che, rin­no­van­do l’ar­te, vole­va­no rin­no­va­re la vita.

Comunicazione Antagonista nuova serie Numero 2