Filtra per Categoria
Autonomia Bolognese
Autonomie del Meridione
Fondo DeriveApprodi
Collettivi Politici Veneti
Autonomia Toscana
Blog
Autonomia Romana
Autonomia Milanese

Centro sociale Leoncavallo – 1989

Comunicazione Antagonista Anno 1 Numero 6

Comunicazione Antagonista Anno 1 Numero 7

Comunicazione Antagonista nuova serie Numero 21

Storming Heaven

Ste­ve Wright, Stor­ming Hea­ven. Class com­po­si­tion and strug­gle in ita­lian auto­no­mi­st mar­xi­sm, Plu­to Press, Lon­don 2002


Stor­ming hea­ven è il pri­mo stu­dio com­ple­to in lin­gua ingle­se sul­le teo­rie mar­xi­ste che han­no carat­te­riz­za­to l’a­rea del­l’Au­to­no­mia ope­ra­ia ita­lia­na: dal­le sue ori­gi­ni all’in­ter­no del­la sini­stra ope­rai­sta e anti­sta­li­ni­sta degli anni Cin­quan­ta fino al suo api­ce ven­ti anni più tar­di.
Il mar­xi­smo del­l’Au­to­no­mia ope­ra­ia come ten­den­za poli­ti­ca pos­sie­de dei temi pri­vi­le­gia­ti – auto-orga­niz­za­zio­ne, costru­zio­ne del­l’i­den­ti­tà dei sog­get­ti in lot­ta – che per vari moti­vi pos­so­no esse­re inter­pre­ta­ti come pre­cur­so­ri degli attua­li dibat­ti­ti sul­le pro­te­ste e sul­l’a­zio­ne diret­ta che ha inve­sti­to i nuo­vi movi­men­ti socia­li da Seat­tle a Genova.

Comunicazione Antagonista nuova serie Numero 22

PRIMO MAGGIO n° speciale

  • 3 Omag­gio a Pri­mo Moro­ni di Cesa­re Ber­ma­ni, Ser­gio Bolo­gna, Bru­no Cartosio
  • 4 Gli infor­ma­ti­ci ita­lia­ni: tra libe­ra pro­fes­sio­ne e capo­ra­la­to di Miche­le Pacifico
  • 8 I segre­ti del Bit­coin di Chri­stian Marazzi
  • 12 A casa di Pound di Bene­det­ta Tobagi
  • 14 Luci e ombre del­l’ac­cor­do IG Metall di Nele Ditt­mar, Klaus Neundlinger
  • 18 La Cina nel­la glo­ba­liz­za­zio­ne di Romeo Orlandi
  • 25 “Donald Trump è fasci­sta?” di Bru­no Cartosio
  • 30 La logi­sti­ca è la logi­ca del capi­ta­le di Anna Cur­cio e Gigi Roggero
  • 39 I por­ti, dan­na­zio­ne del­la mer­ce di Andrea Bottalico
  • 44 I por­tua­li di Geno­va. 40 anni dopo di Ric­car­do Degl’Innocenti
  • 54 Stu­dio 2. La sto­ria del lavo­ro e la musi­ca dei Bea­tles di Fer­di­nan­do Fasce
  • 58 Indu­stria a lavo­ro al museo (MusIL) di Bre­scia di Pier Pao­lo Poggio
  • 62 Il mestie­re di Duc­cio di Ser­gio Bologna
  • 70 Auto­no­mia e sog­get­ti­vi­tà: l’in­chie­sta ieri e oggi di Davi­de Gal­lo Las­se­re e Frè­dè­ric Monferrand
  • 79 Ope­rai­sti in Euro­pa anni ’70 di Karl Heinz Roth
  • 83 L’ot­to­bre rus­so in Sena­to di Mario Tronti
  • 85 Leg­ge­re l’am­bien­te da sto­ri­ci di Adol­fo Mignemi
  • 89 Da “Don Lisan­der” alla “Calu­sca”. Auto­bio­gra­fia di Pri­mo Moroni
  • 103 Il cock­tail “Len­ta Gine­stra” di Pao­lo Rabissi
  • 107 In ricor­do di Lapo Ber­ti di Clau­dio Grep­pi, Andrea Pez­zo­li, Ser­gio Bolo­gna e Ric­car­do Bellofiore
  • 112 Gli appro­di man­ca­ti del­l’I­ta­lia indu­stria­le di Gra­zia­no Merot­to e Gior­gio Bigatti 

Nulla da perdere.

Argo­men­ti: 2022, Geno­va

Gior­na­le comu­ni­sta per l’au­to­no­mia ope­ra­ia in Liguria

da La bre­ve esta­te dell’autonomia, inter­vi­sta fat­ta da Rober­to Demon­tis a Gior­gio Moro­ni ad aper­tu­ra de Gli auto­no­mi vol. VII. L’autonomia ope­ra­ia a Geno­va e in Ligu­ria Pri­ma par­te (1973–1980), cura­ta da entram­bi. Nell’intervista vie­ne rac­con­ta­ta la nasci­ta di «Nul­la da per­de­re. Gior­na­le comu­ni­sta per l’autonomia ope­ra­ia in Liguria».

Nel dicem­bre 1977 esce «Nul­la da per­de­re. Gior­na­le comu­ni­sta per l’autonomia ope­ra­ia in Ligu­ria». Il nome vie­ne da una for­ma­zio­ne di Ardi­ti del popo­lo, anar­chi­ci e sin­da­ca­li­sti rivo­lu­zio­na­ri che ope­rò a Sestri ponen­te tra il 1920 e il 1921. Cer­ca­va­mo per il gior­na­le un nome con signi­fi­ca­to uni­ver­sa­le ma anche con una qual­che radi­ce loca­le. Il gior­na­le era in quel momen­to rap­pre­sen­ta­ti­vo del­le atti­vi­tà e del­le posi­zio­ni di tut­ti i comi­ta­ti, e non solo di quel­li geno­ve­si, ma anche di quel­li impe­rie­si e spez­zi­ni; non era una cosa sem­pli­ce, già alla fine del 1977, dopo il sostan­zia­le fal­li­men­to del con­ve­gno di Bolo­gna. Il lun­go edi­to­ria­le di aper­tu­ra, e in par­ti­co­la­re gli ulti­mi quat­tro capo­ver­si, ven­ne­ro lun­ga­men­te discus­si; ricor­do bene quel «l’Autonomia ope­ra­ia non è la “riser­va” del­le for­ma­zio­ni comu­ni­ste uni­ca­men­te com­bat­ten­ti, né noi pos­sia­mo con­si­de­ra­re que­ste orga­niz­za­zio­ni come la com­po­nen­te di attac­co di un movi­men­to inter­pre­ta­to come uni­ta­rio. Sia­mo in pre­sen­za di ipo­te­si diver­se e di pro­gram­mi non coin­ci­den­ti». E anco­ra, poco più indie­tro, que­sto enun­cia­to mol­to negria­no: «Oggi pro­gram­ma rivo­lu­zio­na­rio è ricom­por­re tut­to il sog­get­to che lot­ta in for­me ope­ra­ia con­tro il capi­ta­le, e orga­niz­zar­ne la vio­len­za con­tro il suo sta­to». Il gior­na­le era ric­co di repor­ta­ge sul­le situa­zio­ni di inter­ven­to mili­tan­te nel­le qua­li era­va­mo impe­gna­ti, a par­ti­re da quel­lo sul­le pic­co­le fab­bri­che del­la Val­pol­ce­ve­ra fino all’ufficio di col­lo­ca­men­to, dall’occupazione di case in via del­le Tofa­ne sul­le altu­re di Teglia alle nostre atti­vi­tà nel­le scuo­le medie supe­rio­ri e all’Università. Una pagi­na era dedi­ca­ta alla vicen­da impe­rie­se del­la fab­bri­ca Ami­ci del­la sto­ria (ribat­tez­za­ta nel tito­lo: «Nemi­ci degli ope­rai»), occu­pa­ta dagli ope­rai con la lea­der­ship degli auto­no­mi. Un’altra pre­sen­ta­va l’inchiesta sull’industria bel­li­ca, fab­bri­ca socia­le del­la mor­te, a La Spe­zia. Altro spa­zio del gior­na­le era dedi­ca­to agli inter­ven­ti extra-moe­nia dell’Autonomia ope­ra­ia ligu­re: la par­te­ci­pa­zio­ne pri­ma alla mani­fe­sta­zio­ne inter­na­zio­na­le con­tro la costru­zio­ne di un reat­to­re nuclea­re a Mal­vil­le, in Fran­cia, e suc­ces­si­va­men­te alla mobi­li­ta­zio­ne con­tro la cen­tra­le nuclea­re Enel di Mon­tal­to di Castro. Spic­ca­va­no le pagi­ne cen­tra­li inti­to­la­te «Eppur si muo­ve», cro­ni­sto­ria di fat­ti rile­van­ti di lot­ta e con­tro­po­te­re nell’arco di poco più di un anno a Geno­va e in Ligu­ria, dove accan­to a epi­so­di di lot­ta, scio­pe­ri e mani­fe­sta­zio­ni com­pa­ri­va­no atten­ta­ti riven­di­ca­ti dal­le ron­de auto­no­me e anche le azio­ni del­le Br; e la pub­bli­ca­zio­ne dell’inchiesta sul­le socie­tà immo­bi­lia­ri con cui i Grup­pi arma­ti radi­ca­li ave­va­no riven­di­ca­to un atten­ta­to dimo­stra­ti­vo alla Socie­tà costru­zio­ni immo­bi­lia­ri. Con la pub­bli­ca­zio­ne di un docu­men­to del­la Lega ita­lia­na dei dirit­ti dell’uomo sui fat­ti di Stam­m­heim e Moga­di­scio met­te­va­mo in mostra la nostra vel­lei­ta­ria inten­zio­ne di gover­na­re il rap­por­to con quel­lo che era di fat­to un «orga­ni­smo di mas­sa» del­le Bri­ga­te ros­se. Al neo-lati­tan­te Gian­fran­co Fai­na dedi­ca­va­mo un comu­ni­ca­to di soli­da­rie­tà fir­ma­to assie­me al PCML, con il qua­le ave­va­mo ormai un rap­por­to orga­ni­co, e alla IV Internazionale.

Dopo che il fasci­co­lo ormai com­ple­to del secon­do nume­ro ven­ne seque­stra­to nel­l’a­pri­le del 1978 nel­la mia abi­ta­zio­ne nel cor­so di una per­qui­si­zio­ne (per non esse­re più resti­tui­to), nel cor­so di quel­lo stes­so apri­le uscì ugual­men­te il secon­do nume­ro di «Nul­la da per­de­re», con edi­to­ria­le e arti­co­li diver­si e con la pri­ma pagi­na dedi­ca­ta a recla­ma­re la mia libe­ra­zio­ne. Ci fu in quel momen­to una rab­bio­sa ed effi­ca­ce rea­zio­ne all’azione repres­si­va: il gior­na­le, rea­liz­za­to in pochis­si­mi gior­ni, in tem­po per pro­muo­ve­re la mani­fe­sta­zio­ne con­vo­ca­ta in Piaz­za Cari­ca­men­to per il 16 apri­le, esce come sup­ple­men­to di «Ros­so» ed è stam­pa­to a Mila­no. Non ci sono arti­co­li spe­ci­fi­ci sul­le atti­vi­tà in cor­so, ma inter­ven­ti di linea (Le rive sono stret­te, ma con­tro la rami­fi­ca­zio­ne del coman­do dif­fon­dia­mo il con­tro­po­te­re, Con­ti­nuia­mo a vole­re tut­to) e inter­ven­ti sul­lo sta­to del­la repres­sio­ne (La rivo­lu­zio­ne non si può met­te­re fuo­ri leg­ge, Anti­ci­pa­zio­ni repres­si­ve a Geno­va). Men­tre nei secon­di ven­go­no descrit­ti i pas­sag­gi pro­gres­si­vi del pia­no repres­si­vo a Geno­va con­tro l’Autonomia, nei pri­mi i temi di fon­do sono la per­di­ta del­la cen­tra­li­tà di fab­bri­ca con una diver­sa arti­co­la­zio­ne del pro­ces­so pro­dut­ti­vo, cui cor­ri­spon­de una ana­lo­ga rami­fi­ca­zio­ne dei dispo­si­ti­vi di con­trol­lo e coman­do capi­ta­li­sti­co; con­se­guen­te­men­te la pro­po­sta dell’Autonomia deve por­si l’obiettivo del­la ricom­po­si­zio­ne del sog­get­to rivo­lu­zio­na­rio. Nei decen­ni suc­ces­si­vi varie vol­te «Nul­la da Per­de­re» ven­ne ripre­so come tito­lo del gior­na­le rap­pre­sen­ta­ti­vo di nuo­ve ini­zia­ti­ve anta­go­ni­ste genovesi.

Una impor­tan­te pub­bli­ca­zio­ne di area è il nume­ro uni­co di «7 Apri­le», che ven­ne pub­bli­ca­to dal Comi­ta­to 7 apri­le di Geno­va un anno dopo, nel mag­gio 1979. L’idea del nume­ro spe­cia­le, cui era pre­vi­sto ne doves­se­ro segui­re altri, emer­se in varie riu­nio­ni pres­so il Cen­tro di docu­men­ta­zio­ne di por­ta Sopra­na subi­to dopo il 7 apri­le 1979 e gli arre­sti dell’inchiesta calo­ge­ria­na. Il gior­na­le non era sta­to anco­ra ter­mi­na­to che, qua­ran­ta gior­ni dopo il 7 apri­le, il 17 mag­gio 1979, scat­tò l’operazione geno­ve­se, quel­la del gene­ra­le Car­lo Alber­to Dal­la Chie­sa: così, a con­tri­bui­re alla ste­su­ra e rac­col­ta dei testi che ven­ne­ro pub­bli­ca­ti nel nume­ro uni­co, si aggiun­se il comi­ta­to di dife­sa degli arre­sta­ti del 17 maggio.