Blocchiamo la morte!
Archivio Donato Tagliapietra
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Dopo mesi e mesi di iniziative di lotta che denunciano sia la responsabilità della proprietà nella morte di Maurizio Giaron sia le condizioni di lavoro in fabbrica arriva la triplice sindacale a mettere a posto la situazione. Non una parola sulla morte di Maurizio Giaron e sulle responsabilità dei Gasparotto, l’unico interesse del sindacato è quello di criminalizzare la lotta autonoma. Una vergogna assoluta, questo è il ruolo dei sindacati verso il conflitto sociale.
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150 compagni fanno propria l’indicazione dell’Assemblea di lotta presentandosi sin dal primo mattino davanti ai cancelli della Remie per costruire un primo momento di discussione reale con gli operai occupati. L’iniziativa non incontra l’adesione degli operai nonostante i vari incontri fatti precedentemente. Determinante risulta essere il comportamento sindacale che attacca l’iniziativa di lotta attraverso un delirante quanto provocatorio volantino dando agli operai la consegna “militare” di entrare senza discutere con i compagni presenti. Per essere sicuri di ottenere questo risultato più di un centinaio di carabinieri militarizza l’intera zona e presidia l’ingresso della fabbrica. Nonostante questo la volontà di lotta non si piega: un corteo non autorizzato attraversa prima il centro di Rossano Ven. per poi trasferirsi a Bassano dove, dopo essersi ricomposto davanti all’abitazione dei Gasparotto si mette in moto per poi concludersi davanti alla sede della CGIL, dove venivano denunciate le responsabilità del sindacato per la provocazione del volantino distribuito al mattino e per non essere in alcun modo intervenuti in occasione della morte sul lavoro di Maurizio Giaron.
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