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Gli autonomi Vol. XII

«Se non avessimo il Sud non avremmo preoccupazioni». Anche all’interno della classe operaia, negli anni Settanta, l’idea di un Mezzogiorno come «problema» era molto diffusa. La visione di un Sud «arretrato», in realtà, è sempre stata una mistificazione a uso e consumo delle classi dominanti contro la quale si è scagliata la rivolta delle soggettività autonome che si sono affacciate sul campo di battaglia della politica lungo tutto quel decennio. Le lotte sociali, fuori dalle grandi città, si sono sviluppate in quegli anni nei piccoli centri arroccati sull’Appennino, lungo le coste, nelle campagne teatro di scontri che prendevano il testimone da quei conflitti divampati in tutto il Meridione a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, attraverso i quali il proletariato meridionale aveva conosciuto idee e linguaggi della politica, insieme alla violenza dello Stato repubblicano. Questo volume chiude la trilogia dedicata alle esperienze di autonomia nel Meridione e lancia una sfida alla ricerca futura che a partire da queste testimonianze può provare ad approfondire temi e problemi di una stagione politica intensa, tutt’altro che un pallido riflesso di quanto accadeva nel Nord del Paese e che si è diffusa in maniera capillare nelle terre di Calabria, Puglia, Basilicata, in Sicilia. Esperienze, lotte e idee raccolte per la prima volta in un volume attraverso la pluralità delle voci dei protagonisti di quelle vicende.

Cento fuochi

la lot­ta arma­ta nel ’77

di Emi­lio Mentasti 

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Emi­lio Men­ta­sti ha pub­bli­ca­to: Ber­ga­mo 1967–1980. Lot­te, movi­men­ti, orga­niz­za­zio­ni (2003); La guar­dia ros­sa rac­con­ta. Sto­ria del Comi­ta­to ope­ra­io del­la Magne­ti Marel­li (2006); Sen­za tre­gua. Sto­ria dei Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io (1975–1976), Cen­to fuo­chi. La lot­ta arma­ta nel ’77 (Deri­veAp­pro­di, 2022).

LA LUNGA RABBIA

LA LUNGA RABBIA

Archi­vio del “lun­go ses­san­tot­to” ita­lia­no è un archi­vio pri­va­to che rac­co­glie in tut­ta Ita­lia, cata­lo­ga e custo­di­sce docu­men­ti ori­gi­na­li (car­ta­cei e non) del­la lun­ga sta­gio­ne di lot­te che, dal­l’i­ni­zio degli anni Ses­san­ta fino ai pri­mi anni ’80, ha carat­te­riz­za­to l’in­te­ra socie­tà e la sto­ria del nostro Paese.

L’archivio, gra­zie ad una fati­co­sa atti­vi­tà di ricer­ca e, soprat­tut­to, al con­tri­bu­to fon­da­men­ta­le di chi ha custo­di­to fino ad oggi testi­mo­nian­ze e docu­men­ti di que­gli anni, è in costan­te cre­sci­ta, attra­ver­so il recu­pe­ro di un patri­mo­nio tan­to vasto, quan­to  disper­so: e quan­to vie­ne sal­va­to da oblio, mace­ro, inu­ti­liz­zo e umi­di­tà, vie­ne uti­liz­za­to per ini­zia­ti­ve pri­va­te (aiu­to per tesi o per biblio­gra­fie e/​o stu­dio) e atti­vi­tà pub­bli­che (mostre o pub­bli­ca­zio­ni tematiche).

Dal 2018 è on-line la pagi­na pub­bli­ca su Face­book “LA LUNGA RABBIA – Archi­vio del lun­go Ses­san­tot­to ita­lia­no” (www.facebook.com/LungaRabbia.it) che, segui­ta oggi da più di 40.000 per­so­ne, ha ini­zia­to ad ospi­ta­re foto e descri­zio­ni del mate­ria­le dispo­ni­bi­le (oltre 15.000 docu­men­ti tra foto­gra­fie, volan­ti­ni, mani­fe­sti, vini­li, fogli, opu­sco­li, libri, rivi­ste, gior­na­li): tut­te testi­mo­nian­ze dai for­ma­ti e dai lin­guag­gi più diver­si, spac­ca­ti di vita e spe­ran­ze di un paio di gene­ra­zio­ni, sogni, voci e testi­mo­nian­ze di un Ita­lia che mol­ti non cono­sco­no, tan­ti han­no rimos­so e del­la qua­le spes­so si par­la poco e male.

Com’eri bella, classe operaia

di Romo­lo Gobbi

Scrit­to alla fine degli anni Ottan­ta, que­sto libro ha un indi­scus­so pro­ta­go­ni­sta: l’operaismo, gene­ri­ca­men­te inte­so come cen­tra­li­tà poli­ti­ca del pun­to di vista del­la clas­se ope­ra­ia e del­le sue lot­te. Talo­ra assun­to come linea stra­te­gi­ca, talal­tra con­dan­na­to come for­ma di estre­mi­smo, l’operaismo ha attra­ver­sa­to la sto­ria del movi­men­to ope­ra­io e comu­ni­sta lun­go tut­to il Nove­cen­to. Dai dibat­ti­ti segui­ti alla Rivo­lu­zio­ne bol­sce­vi­ca alle posi­zio­ni di Gram­sci, dal­la Resi­sten­za alle svol­te del Pci, dal movi­men­to stu­den­te­sco del ’68 al ’77, l’autore riper­cor­re e ana­liz­za la sto­ria, l’importanza e i limi­ti del­le diver­se ipo­te­si ope­rai­ste. Soprat­tut­to, si sof­fer­ma sull’operaismo ita­lia­no degli anni Ses­san­ta, sul­le sue pecu­lia­ri­tà e dif­fe­ren­ze. Qui il rac­con­to vie­ne fat­to in pri­ma per­so­na, per­ché Gob­bi è sta­to uno dei pro­ta­go­ni­sti dei «Qua­der­ni ros­si», di «Gat­to sel­vag­gio» e di «clas­se ope­ra­ia», mili­tan­te e orga­niz­za­to­re del­le inchie­ste e del­le lot­te ope­ra­ie e stu­den­te­sche nel­la cit­tà-fab­bri­ca per eccel­len­za, Tori­no.
Il carat­te­re auto­bio­gra­fi­co fa assu­me­re al testo un tono iro­ni­co e ric­co di gusto­si aned­do­ti, sen­za mai per­de­re il rigo­re dell’analisi sto­ri­ca. Leg­gen­do que­ste pagi­ne, tro­ve­re­te tut­to quel­lo che avre­ste volu­to sape­re sull’operaismo ma non ave­te mai osa­to chie­de­re.
La pre­sen­te edi­zio­ne è arric­chi­ta da una post­fa­zio­ne e da un’intervista all’autore sul suo per­cor­so teorico-politico.

Gli autonomi vol. XIII

Sen­za tre­gua. Sto­ria dei Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io (1975–1976)

di Emi­lio Mentasti

Que­sto libro, che arric­chi­sce la for­tu­na­ta «serie» de Gli auto­no­mi, trat­ta la sto­ria di una sua impor­tan­te com­po­nen­te: i Comi­ta­ti comu­ni­sti per il pote­re ope­ra­io, for­ma­zio­ne poli­ti­ca che ha ope­ra­to in Ita­lia tra il 1975 e il 1976. «Sen­za tre­gua» era la loro rivi­sta e il grup­po veni­va chia­ma­to con lo stes­so nome: la for­ma­zio­ne ha avu­to un ruo­lo di gran­de rilie­vo nel movi­men­to anta­go­ni­sta di que­gli anni con l’emergere impe­tuo­so dell’Autonomia ope­ra­ia e la cri­si dei grup­pi extra­par­la­men­ta­ri. Non è un caso che i Comi­ta­ti si for­ma­no da fuo­riu­sci­ti di Lot­ta con­ti­nua e Pote­re ope­ra­io, ripren­den­do­ne i temi prin­ci­pa­li: egua­li­ta­ri­smo, rifiu­to del­la dele­ga e del rifor­mi­smo, auto­no­mia e cen­tra­li­tà ope­ra­ia. Ma que­sta orga­niz­za­zio­ne è impor­tan­te anche per le scel­te che avreb­be­ro fat­to i suoi mili­tan­ti, i qua­li, dopo la sua implo­sio­ne, daran­no vita ad alcu­ne orga­niz­za­zio­ni arma­te. Il libro è una rico­stru­zio­ne sto­ri­ca di quel­le vicen­de a par­ti­re da fon­ti dell’epoca – docu­men­ti, rivi­ste, gior­na­li, volan­ti­ni, mani­fe­sti – i cui auto­ri furo­no gli stes­si pro­ta­go­ni­sti di quel­la ric­ca espe­rien­za ani­ma­ta da pro­get­ti e sen­ti­men­ti rivoluzionari.