Dichiarazione degli studenti esteri sulle lotte studentesche universitarie
Fondo Pino Giampietro
Fondo Pino Giampietro

Foto di Massimo Agus

Foto di Massimo Agus

Foto di Massimo Agus
Il centrosinistra è un grande governo,
sorretto da Nenni e dal Padreterno;
e il Padreterno, il fatto è palese,
parla una lingua vicina all’inglese.
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
Russel e Sartre, coi loro lamenti,
non fanno cessare i bombardamenti
e il Tribunale, con la sua accusa,
non ferma un tubo la guerra degli USA.
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
«Facciamo l’amore, non fate la guerra»,
così i pacifisti dall’Inghilterra;
scritto sui muri, stampato in cartelli,
lo trovi ai negozi di Feltrinelli;
col conto in banca è facile amare
per chi coi padroni non ha da lottare.
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
Re Costantino, lupo di mare,
vede il suo trono veloce affondare,
corre in suo aiuto – non è cosa strana -
la sesta flotta americana.
La Grecia è a posto, si va in Israele
a dar una mano al servo fedele.
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
Con le fiaccolate, le marce e le veglie,
non rechi disturbo a chi per te sceglie:
la via italiana al socialismo
passa, compagni, per il riformismo.
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
Non basta dire: «No all’atlantismo,
yankee go home, abbasso il fascismo!».
Per essere liberi, guerra totale,
guerra ai padroni ed al capitale!
E noi diciamo: «A morte il padrone,
bandiera rossa, rivoluzione!».
Povero Mario, l’hanno licenziato
Era il più bravo di tutto il capannone
Ma il tempo è tempo, e trenta pezzi all’ora
Per quel merda del controllo non sono tanti
Trenta è la regola, e un pò di più non guasta
L’ha detto Piaggio all’ultima riunione
Chi fa di meno si cambia emi dispiace
Ma la catena non si ferma, non c’è ragione
Povero Mario, s’era fatto male
Quando allo sciopero di due giorni prima
Quel celerino con la ghigna cane
Gli calò la mazzata sulla spalla
Andava piano, con la spalla gonzia
Ammonta i pezzi dietro alla catena
E il caporale, ruffiano del padrone
Con l“orologio in mano stava a ride’
Ma un giorno Mario, vedrai quella catena
Si fermerò perchè nelle turbine
Ci si butta padrone e caporale
Che stanno bene insieme, insieme morti
LINEA DI MASSA si propone come strumento di elaborazione e di intervento politico nell’attuale fase delle lotte operaie e studentesche. Secondo le esigenze
del lavoro politico, raccoglie e diffonde i temi più significativi della lotta e della sua organizzazione, sia in Italia che a livello internazionale. I materiali comprendono la documentazione diretta, i testi della lotta e la sintesi politica dei movimenti complessivi. La struttura di LINEA DI MASSA è strettamente legata
al livello di autonomia e di unificazione politica raggiunto dai recenti cicli di lotta. La sua iniziativa politica si colloca all’interno della fase in cui, con la circolazione e la massificazione dello scontro a tutti i livelli della forza lavoro sociale, si pone la necessità di nuove forme di organizzazione di massa della lotta. Proprio per questo LINEA DI MASSA non porta avanti il punto di vista esclusivo di
una minoranza, ma raccoglie l’esigenza generale di dare uno sbocco politico alla tensione sociale che sconvolge l’attuale equilibrio capitalistico.
organo degli operai e degli studenti di Padova
responsabile: Emilio Vesce
Fondo Marzio Sturaro
Fondo Cesco Chinello
IVESER – Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea