L’autonomia operaia vicentina
presentazione del libro di Donato Tagliapietra
presentazione del libro di Donato Tagliapietra
Definizione:
Il termine “contropotere” è teorizzato come l’espressione diretta della capacità di trasformazione rivoluzionaria della classe operaia, che si manifesta nella composizione di classe una sorta di “indipendenza produttiva” già virtualmente posseduta, che si tratta solo di esplicitare “al presente” in termini di contropotere. https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/potere-operaio-per-il-comunismo/
Il contropotere è visto come il momento antagonista e di attacco nei confronti dello Stato, espresso nella pratica dell’illegalità di massa, dei bisogni proletari, del rifiuto del lavoro. (Fonte: 1]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/rosso-per-il-potere-operaio-n-32–2/ – 2]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/piazza-statuto-valle-giulia-corso-traiano-piazza-verdi/
Ambiti di applicazione:
Il contropotere si sviluppa in contesti storici e sociali concreti come la fabbrica, i quartieri, le scuole, dove si manifesta la composizione di classe e la pratica della riappropriazione. (Fonte: 3]https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/se-la-molotov-e-unarma-da-guerra-bisogna-usarla-come-unarma-da-guerra/ – 4]https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/manifesti/riprendiamo-liniziativa-dalla-fabbrica-al-territorio/ – 5]https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/stampa-di-regime/fabbriche-bloccate-e-case-occupate/
In particolare, il contropotere è espresso nella pratica dei Collettivi, che si sviluppano come forme di riorganizzazione del lavoro sociale e di abolizione della forma lavorativa dell’attività produttiva umana. (Fonte : https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/potere-operaio-per-il-comunismo/ pag.33
Obiettivi e Pratiche:
Le azioni o rivendicazioni descritte come espressione diretta di contropotere sono:
* Autoriduzioni e rifiuto della delega (Fonte: https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/documenti/creare-organizzare-contropotere‑3/
* Pratica dell’illegalità di massa, dei bisogni proletari, del rifiuto del lavoro (Fonte: https://archivioautonomia.it/autonomia-milanese/contropotere-n‑1/
* Esplicitazione della guerra civile, costituzione rivoluzionaria della classe (Fonte: https://archivioautonomia.it/autonomie-del-meridione/o‑terramoto-foglio-dei-comitati-senzatetto-e-occupanti-di-napoli/
Collegamenti e episodi:
Nel documento di Padova, si legge: “Noi medi godevamo di una socialità tutta nostra perché si usciva tutti da famiglie rigidamente strutturate per cui il tasso di insofferenza era quello, senza grandi differenze per maschi e femmine. Abbiamo avuto in odio i fascisti anche per il loro culto della tradizione e dei suoi valori; naturale che volessimo liberarcene.” https://archivioautonomia.it/collettivi-politici-veneti/documenti/frammenti-di-vita-di-un-comunista/
In questo contesto, il contropotere si manifesta come una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti.
Nella Cronologia di Bologna, si legge: “Il ’77 ha rappresentato per due generazioni il punto di incontro, vecchi militanti del ’68 e giovani del ’77 proprio attraverso l’ironia, i contrasti, le diversità, hanno acquisito una nuova visione collettiva ben difficilmente lacerabile nonostante i recentissimi eventi.” https://archivioautonomia.it/autonomia-bolognese/quei-tentinbriga-degli-autonomi-1969–1979-cronologia-di-dieci-anni-di-lotte-e-insubordinazione-nella-citta-vetrina/
In questo contesto, il contropotere si manifesta come una forma di rivoluzione culturale e politica.
Differenze e confronti:
Il concetto di contropotere è espresso in modo diverso nei diversi anni e aree geografiche presenti nei documenti.
Nel 1975, il contropotere è espresso come una forma di “indipendenza produttiva” già virtualmente posseduta, che si tratta solo di esplicitare “al presente” in termini di contropotere.
Nel 1978, il contropotere è espresso come una forma di “ribellione e rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti”.
Inoltre, il contropotere è espresso in modo diverso nelle diverse aree geografiche presenti nei documenti. Nel documento di Padova, il contropotere si manifesta come una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti, mentre nella Cronologia di Bologna, il contropotere si manifesta come una forma di rivoluzione culturale e politica.
In conclusione, il concetto di contropotere è espresso in modo diverso nei diversi anni e aree geografiche presenti nei documenti, ma in tutti i casi si tratta di una forma di ribellione e di rifiuto delle strutture sociali e politiche esistenti e legato a quello di autonomia.
https://archivioautonomia.it/autonomia-bolognese/contropotere/