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Le ballate della signorina Richmond

Nan­ni Bale­stri­ni, Le bal­la­te del­la signo­ri­na Rich­mond, Coo­pe­ra­ti­va scrit­to­ri, Roma 1977

Ora in:
Nan­ni Bale­stri­ni, Le avven­tu­re com­ple­te del­la signo­ri­na Rich­mond, Testo&Immagine, Tori­no 1999

La musa di Bale­stri­ni è iro­ni­ca e cri­ti­ca, sia pure in favo­re del­l’u­to­pia rivo­lu­zio­na­ria.
La sua leg­ge­rez­za dida­sca­li­ca e la capa­ci­tà di stra­nia­men­to rie­sco­no a costrui­re un deli­zio­so e fero­ce poe­met­to alle­go­ri­co met­ten­do in quar­ti­ne ele­men­ti trat­ti da manua­li di orni­to­lo­gìa e gastro­no­mia, da un sag­gio di Propp sul fol­clo­re fia­be­sco e da altre fon­ti. Il tut­to in ono­re di una bel­la e cru­de­le «signo­ri­na Rich­mond» che il let­to­re è invi­ta­to a spia­re, cuci­na­re, far ride­re e accom­pa­gna­re a spas­so per la natu­ra, ossia attra­ver­so un pae­sag­gio con buchi, un po’ rea­le e un po’ dipin­to. Ed è inu­ti­le doman­dar­si se la signo­ri­na Rich­mond è una don­na o la socie­tà capi­ta­li­sti­ca, o la poe­sia in per­so­na?
(Alfre­do Giu­lia­ni)

Nan­ni Bale­stri­ni
Le sue poe­sie sono rac­col­te in Poe­sie pra­ti­che (Einau­di 1976). Ha pub­bli­ca­to tre roman­zi: Tri­sta­no (Fel­tri­nel­li 1966), Voglia­mo tut­to (Fel­tri­nel­li 1971) e La vio­len­za illu­stra­ta (Einau­di 1976)

Blackout

Nan­ni Bale­stri­ni, Blac­kout, Fel­tri­nel­li, Mila­no 1980

Ora in:
Nan­ni Bale­stri­ni, La vio­len­za illu­stra­ta segui­ta da Blac­kout, Deri­veAp­pro­di, Roma 2001

Alle ori­gi­ni di que­sto poe­met­to è il pro­get­to di una «azio­ne per voce» che avreb­be dovu­to esse­re ese­gui­ta da Deme­trio Stra­tos alla Roton­da del­la Besa­na di Mila­no nel mag­gio 1979. L’im­prov­vi­sa malat­tia e la mor­te di Stra­tos, avve­nu­ta il 14 mag­gio al Memo­rial Hospi­tal di New York, e l’in­cri­mi­na­zio­ne di Bale­stri­ni nel qua­dro del­l’in­chie­sta del 7 apri­le ne han­no impe­di­ta la rea­liz­za­zio­ne. Que­sti avve­ni­men­ti diven­go­no i prin­ci­pa­li moti­vi di ispi­ra­zio­ne del testo, al qua­le Bale­stri­ni ha lavo­ra­to duran­te la sua lati­tan­za, tut­to­ra in cor­so. Al cen­tro del­l’o­pe­ra si col­lo­ca­no il mito e la real­tà del ’68, del­l’in­do­ma­bi­le pro­ces­so di tra­sfor­ma­zio­ne dei rap­por­ti poli­ti­ci, socia­li e per­so­na­li di que­sti die­ci e più anni. Stret­ta tra la mor­sa di un ter­ro­ri­smo, che le è sto­ri­ca­men­te e cul­tu­ral­men­te estra­neo, e la repres­sio­ne del­lo sta­to e dei mass-media che cri­mi­na­liz­za il suo rifiu­to, la sua oppo­si­zio­ne, i suoi desi­de­ri e i suoi biso­gni, «la par­te miglio­re di una gene­ra­zio­ne» è qui rap­pre­sen­ta­ta in un atro­ce fase d’im­po­ten­za, di smar­ri­men­to, di oscu­ri­tà del­la coscien­za e del­l’a­zio­ne, in atte­sa di ritro­va­re in se stes­sa la for­za di con­ti­nua­re a vive­re e a spe­ra­re. Rita­glian­do bloc­chi di imma­gi­ni-lin­guag­gio con la tec­ni­ca del pat­ch­work, Bale­stri­ni fon­de le sue pre­ce­den­ti espe­rien­ze del ver­so e del­la pro­sa in un lin­guag­gio arti­co­la­to, luci­do e appas­sio­na­to, che ricon­qui­sta alla poe­sia ita­lia­na un «tono alto» da tem­po assente.

La violenza illustrata

Nan­ni Bale­stri­ni, La vio­len­za illu­stra­ta, Einau­di, Tori­no 1976

Ora in:
Nan­ni Bale­stri­ni, La vio­len­za illu­stra­ta segui­ta da Blac­kout, Deri­veAp­pro­di, Roma 2001

I capi­to­li del nuo­vo roman­zo di Nan­ni Bale­stri­ni illu­stra­no ognu­no un epi­so­dio di quel­la vio­len­za che da anni svol­ge la spi­ra­le del­la sua « logi­ca» inter­na sul­le sce­ne più diver­se: fab­bri­che e piaz­ze, uffi­ci e cam­pa­gne.
Il mate­ria­le di par­ten­za che si offre a Bale­stri­ni è il lin­guag­gio gior­na­li­sti­co con cui que­sta vio­len­za vie­ne ogni gior­no rap­pre­sen­ta­ta: un lin­guag­gio mimi­co e a suo modo manie­ri­sti­co quan­do trat­ta, giu­sti­fi­can­do­li, i pro­ta­go­ni­sti del pote­re (dal tenen­te Cal­ley ad Onas­sis); o che si rifu­gia nel­la fal­sa impar­zia­li­tà del­la cro­na­ca quan­do vuo­le occul­ta­re i moven­ti del­l’ag­gres­sio­ne anti­pro­le­ta­ria e di cer­te rispo­ste di segno oppo­sto (la guer­ri­glia urba­na, la con­di­zio­ne in fab­bri­ca, la cri­mi­na­li­tà, l’oc­cu­pa­zio­ne del­le case).
Le tec­ni­che di scom­po­si­zio­ne e di ripe­ti­zio­ne usa­te sul lin­guag­gio del­l’in­for­ma­zio­ne sono ana­lo­ghe a tec­ni­che pit­to­ri­che come quel­le di Andy Wah­rol. Ma, nel ser­vir­si del «col­la­ge», Bale­stri­ni dà pro­va di una sor­pren­den­te varie­tà e ric­chez­za di solu­zio­ni: non solo nel­lo sce­glie­re il mate­ria­le pre­e­si­sten­te (la depo­si­zio­ne ad un pro­ces­so, squar­ci di stam­pa fem­mi­ni­le, i ver­ba­li di un inter­ro­ga­to­rio), ma anche nel «trat­tar­lo», traen­do­ne effet­ti dispa­ra­ti, e spes­so giun­gen­do a ribal­ta­re il signi­fi­ca­to ori­gi­na­rio di que­sto o quel­l’in­ser­to.

Nan­ni Bale­stri­ni, nato a Mila­no nel 1935, vive a Roma. Ha pub­bli­ca­to due rac­col­te di poe­sie: Come si agi­sce (Fel­tri­nel­li, 1963), Ma noi fac­cia­mo­ne un’al­tra (Fel­tri­nel­li, 1968); e due roman­zi: Tri­sta­no (Fel­tri­nel­li 1966) e Voglia­mo tut­to (Fel­tri­nel­li 1971).

L’orda d’oro

Nan­ni Bale­stri­ni, Pri­mo Moro­ni, L’or­da d’o­ro 1968–1977. La gran­de onda­ta rivo­lu­zio­na­ria e crea­ti­va, poli­ti­ca ed esi­sten­zia­le, Fel­tri­nel­li, II edi­zio­ne, Mila­no 2003


L’or­da d’o­ro, pub­bli­ca­to per la pri­ma vol­ta nel 1988, qui amplia­to e aggior­na­to, è un for­mi­da­bi­le «stru­men­to del­la memo­ria». Bale­stri­ni e Moro­ni mon­ta­no il mate­ria­le accu­mu­la­to dal­la «gran­de onda­ta rivo­lu­zio­na­ria» con sere­ni­tà e rigo­re, apren­do fra la mole dei fram­men­ti, dei docu­men­ti e degli inter­ven­ti stra­de e per­cor­si acces­si­bi­li a tut­ti i let­to­ri, gio­va­ni e meno gio­va­ni. Sono die­ci anni di sto­ria ita­lia­na, un’e­mo­zio­nan­te rica­pi­to­la­zio­ne di idee, gesti, ten­sio­ni, una lun­ghis­si­ma «pri­ma­ve­ra di intel­li­gen­ze».

Nan­ni Bale­stri­ni, nato a Mila­no nel 1935, vive tra Roma e Pari­gi. Auto­re di poe­sie e roman­zi, ha ade­ri­to negli anni Ses­san­ta al grup­po di neoa­van­guar­dia dei poe­ti “novis­si­mi” e al grup­po 63. Tra le sue ope­re: Voglia­mo tut­to (Fel­tri­nel­li 1971), Le bal­la­te del­la signo­ri­na Rich­mond (Coo­pe­ra­ti­va Scrit­to­ri 1977), Blac­kout (Fel­tri­nel­li 1980), I furio­si (Bom­pia­ni 1994), L’e­di­to­re (Bom­pia­ni 1989), Gli invi­si­bi­li (Bom­pia­ni 1990), Il pub­bli­co del labi­rin­to (Schei­wil­ler 1992), Una mat­ti­na ci siam sve­glia­ti (Bal­di­ni & Castol­di 1995), Estre­mi rime­di (Man­ni 1995), La gran­de rivol­ta (Bom­pia­ni 1999), Par­ma 1922 (Deri­veAp­pro­di 2002).
Pri­mo Moro­ni, nato in val di Nie­vo­le, in Tosca­na, nel 1936, si è tra­sfe­ri­to a Mila­no negli anni Cin­quan­ta. Ha fat­to un po’ di tut­to pri­ma di fon­da­re la libre­ria Calu­sca che, in Por­ta Tici­ne­se, poi in piaz­za San­t’Eu­stor­gio e infi­ne in via Con­chet­ta col nome City Lights, diven­ta rapi­da­men­te pun­to di rife­ri­men­to per la nuo­va sini­stra. È mor­to a Mila­no nel 1998.

Revo­lu­tion de Mai, Nan­ni Balestrini
Sì alla vio­len­za ope­ra­ia, Nan­ni Balestrini