Potere Operaio n°40–41
Potere Operaio n°44
ROSSO anno 2 n. 8
giornale dentro il movimento
- FIATALFA due vertenze esemplari
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- La politica a scuola
- Crisi e Petrolio bomba molotov del padrone
- Università–Per un programma di lotta
ROSSO n°2 ‑nuova serie-
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Murales
Bologna — marzo 1977 — pag.1
Sarà un risotto che vi seppellirà.
Materiali di lotta dei circoli proletari giovanili di Milano

| AA.VV., Sarà un risotto che vi seppellirà. Materiali di lotta dei circoli proletari giovanili di Milano, Squilibri edizioni, Milano 1977 Questo che vi accingete a leggere non è un libro, ma una raccolta documentaria di materiale. È uno strumento da usare, da «saper leggere» e non da subire passivamente. È una raccolta di materiale di un anno di esperienze di circoli proletari che ci auguriamo serva ai giovani di tutta Italia per organizzarsi. * Dalle panchine ai centri sociali * I circoli si coordinano ma non si quadrano * Festa… Angoscia… Festa e la Madonnina piange di primavera * Crescono le occupazioni * Lotta all’eroina * Le elezioni * Parco Lambro * Caccia al tesoro * Bisogno di un Q. G. – via Ciovassino * Autoriduzione dei cinema * Happening nazionale * Uno stipendio per una poltrona: la Scala * Centro di lotta all’eroina * Storia dei circoli e contributi teorici: mah! * Disgreg/azione è bello |
Ma non è una malattia

Area, Finardi, Gianco, Lolli, Manfredi, Sannucci, Stormy Six, Ma non è una malattia, Savelli editore, Roma 1978
Cantano gli Area: «Il mio mitra è il contrabbasso».
Naturalmente no, non è un mitra quel contrabbasso imbracciato dagli Area, ma si capisce bene cosa quel verso voglia dire e che cosa comunque significhi per chi lo ascolti sulle bande delle prime radio libere, ai concerti di Re Nudo e ai mille altri organizzati tra il 1970 e il 1975, nelle scuole occupate, nelle piazze, nei quartieri. Perché di questo si parla nel presente libro: si parla di cantanti e gruppi musicali che hanno accompagnato l’aggregarsi dei giovani in mille rivoli, in molti luoghi, in tante forme diverse; e di questo aggregarsi – della cultura e dei sentimenti che esprimeva – Finardi e Manfredi e gli altri sono stati una delle manifestazioni: certo tra le più sincere e aderenti alle emergenze e alle contraddizioni di un percorso che è stato ed è quello di decine di migliaia di giovani non garantiti e non rassegnati. Da Alpe di Viceré a Parco Lambro a Licola; da Gioia e rivoluzione ai circoli giovanili, alla crisi della militanza, a Zombie di tutto il mondo unitevi.
È una storia pasticciona ed entusiasta, che sgrana le sue vicende con toni sempre dolcemente enfatici, nella tristezza come nell’allegria. È una storia che oggi riflette su se stessa e che – anche attraverso le canzoni dei cantanti e dei gruppi qui antologizzati – fa i conti col proprio futuro perché non ci siano più dei «tranquilli festival pop di paura».
7 autobiografie; 105 testi di canzoni; molte armonizzazioni.
In appendice. I motivi di una polemica per nulla interessante: un diverbio con Bruno Lauzi




















