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Stato e sottosviluppo

Lucia­no Fer­ra­ri Bra­vo, Ales­san­dro Sera­fi­ni, Sta­to e sot­to­svi­lup­po, Fel­tri­nel­li, Mila­no 1972


«Il sot­to­svi­lup­po non è sol­tan­to il “non-anco­ra” svi­lup­po, cosi come vole­va già “l’ot­ti­mi­smo” dei clas­si­ci del­l’e­co­no­mia poli­ti­ca che si pro­lun­ga ben adden­tro ai nostri gior­ni; ma non è nep­pu­re solo il “pro­dot­to” del­lo svi­lup­po, secon­do un modo sta­ti­co, “strut­tu­ra­li­sta” di leg­ger­ne la fisio­no­mia, a tor­to rite­nu­to l’ul­ti­ma paro­la del mar­xi­smo teo­ri­co su que­sto tema. Esso è una fun­zio­ne del­lo svi­lup­po capi­ta­li­sti­co: una sua fun­zio­ne mate­ria­le e poli­ti­ca. Ciò che, deter­mi­nan­do­si, signi­fi­ca: fun­zio­ne del pro­ces­so di socia­liz­za­zio­ne capi­ta­li­sti­ca, del­la pro­gres­si­va costi­tu­zio­ne del “socia­li­smo” del capi­ta­le.
Svi­lup­po è infat­ti quel­lo del pote­re capi­ta­li­sti­co sul­la socie­tà nel suo insie­me, del suo “gover­no” del­la socie­tà – del suo sta­to».
Così, nel­l’in­tro­du­zio­ne, è fis­sa­to il pun­to di vista gene­ra­le a par­ti­re dal qua­le cia­scu­no dei due sag­gi qui pub­bli­ca­ti esa­mi­na aspet­ti deci­si­vi del­la vicen­da del­l’in­ter­ven­to sta­ta­le nel Mez­zo­gior­no in que­sto dopo­guer­ra. Sia l’a­na­li­si degli aspet­ti isti­tu­zio­na­li e del­la loro rile­van­za sul­la for­ma com­ples­si­va del­lo sta­to, che costi­tui­sce l’og­get­to del pri­mo sag­gio, sia l’e­sa­me del rap­por­to tra movi­men­ti del­la for­za-lavo­ro meri­dio­na­le e svi­lup­po ita­lia­no negli anni Cin­quan­ta, che è ogget­to del secon­do, deli­nea­no un approc­cio che rom­pe radi­cal­men­te, anche sul pia­no meto­do­lo­gi­co, con l’e­sau­sta tra­di­zio­ne del pen­sie­ro meridionalista.

La fabbrica della strategia

Anto­nio Negri, La fab­bri­ca del­la stra­te­gia: 33 lezio­ni su Lenin, Libri ros­si, Pado­va 1976

Ora:
Anto­nio Negri, Tren­ta­tre lezio­ni su Lenin, mani­fe­sto­li­bri, Roma 2004

Sono 33 lezio­ni tenu­te, nel 1972–1973, da un com­pa­gno ad altri com­pa­gni per ten­ta­re di capi­re se Lenin fos­se un «cane mor­to» – come gli ste­reo­ti­pi di movi­men­to pote­va­no indur­re a cre­de­re – o piut­to­sto non fos­se uomo vivo nel movi­men­to.
Ne vie­ne una para­dos­sa­le vicen­da: quel che si ripe­te di Lenin sem­bra, all’au­to­re, stan­tio e fra­di­cio di ambi­gui­tà e di oppor­tu­ni­smo; men­tre il meto­do teo­ri­co e pra­ti­co dì Lenin, eroe del mar­xi­smo orien­ta­le, pro­prio nei suoi aspet­ti più ope­rai, ele­men­ta­ri e vio­len­ti, sem­bra più vali­do e occi­den­ta­le che mai. L’a­na­li­si del­le clas­si e del­la ten­den­za del­la lot­ta di clas­se, la cen­tra­li­tà teo­ri­ca del­la pras­si sov­ver­si­va, la con­ce­zio­ne del par­ti­to come sog­get­to dia­let­ti­co dinan­zi al movi­men­to del­le mas­se, l’in­sur­re­zio­ne come arte, l’in­da­gi­ne sul­la leg­ge del valo­re nel­l’e­po­ca del­l’im­pe­ria­li­smo, la leg­ge di pia­no come rivo­lu­zio­ne per­ma­nen­te, il comu­ni­smo come laten­za per­ce­pi­bi­le e vici­na: que­sti ele­men­ti si orga­niz­za­no in manie­ra esem­pla­re nel­la leni­nia­na fab­bri­ca del­la stra­te­gia.
Qui Lenin non è solo: chi det­ta è la lot­ta di clas­se in Rus­sia, e la clas­se ope­ra­ia nel­la fat­ti­spe­cie l ‘Otto­bre che ha rivol­ta­to il mon­do è un col­po pre­pa­ra­to nel­la fab­bri­ca bol­sce­vi­ca del­la stra­te­gia, dal cumu­lar­si pra­ti­co di una ana­li­si di clas­se e dal­l’or­ga­niz­za­zio­ne teo­ri­ca di una sog­get­ti­vi­tà che non temo­no né la ten­den­zio­si­tà del pun­to di vista di clas­se né soprat­tut­to il pia­ce­re del­la lotta.

Ideologia , intellettuali, organizzazione

note sul ”neo­mar­xi­smo’’ degli anni Sessanta

Rober­ta Tomas­si­ni, Ide­lo­gia, intel­let­tua­li, orga­niz­za­zio­ne, note sul «neo­mar­xi­smo» degli anni Ses­san­ta, Deda­lo libri, Bari 1977



I sag­gi rac­col­ti in que­sto libro inter­ven­go­no su que­stio­ni noda­li del recen­te dibat­ti­to mar­xi­sta ita­lia­no, in par­ti­co­la­re sul­la que­stio­ne dell’eredità del mar­xi­smo mino­ri­ta­rio degli anni Ses­san­ta e dei modi con cui il mar­xi­smo uffi­cia­le ha inte­so inter­pre­tar­la e cur­var­la. L’autrice sot­to­li­nea l’originalità del­la svol­ta meto­do­lo­gi­ca del mar­xi­smo mino­ri­ta­rio degli anni Ses­san­ta per quel che riguar­da la cri­ti­ca dell’ideologia, la fun­zio­ne intel­let­tua­le e la fun­zio­ne di orga­niz­za­zio­ne: svol­ta che per­met­te di situa­re la ricer­ca teo­ri­ca all’interno dei pro­ces­si rea­li di com­po­si­zio­ne e ricom­po­si­zio­ne di clas­se. Spe­ci­fi­ca­men­te il libro pren­de cri­ti­ca­men­te in con­si­de­ra­zio­ne le ana­li­si pro­dot­te dal con­ve­gno Gram­sci del 1971 e soprat­tut­to quel­le di Bada­lo­ni sul­la tran­si­zio­ne e il comu­ni­smo; le posi­zio­ni espres­se in varie fasi da Asor Rosa a pro­po­si­to degli intel­let­tua­li; l’attualità teo­ri­ca del­le pro­po­ste di Pan­zie­ri e dei «Qua­der­ni ros­si». A par­ti­re da que­sti rife­ri­men­ti, cri­ti­ci e pro­po­si­ti­vi, il libro cer­ca inol­tre di appro­fon­di­re alcu­ne tema­ti­che di let­tu­ra di Marx: il pro­ble­ma del valo­re d’uso e quel­lo con­nes­so dei biso­gni, il pro­ble­ma di fon­do del rap­por­to tra eco­no­mia e poli­ti­ca fuo­ri dal trop­po rigi­do sche­ma strut­tu­ra-sovra­strut­tu­ra.

Rober­ta Tomas­si­ni è nata ad Asco­li Pice­no nel 1946. Ha stu­dia­to filo­so­fia a Mila­no lau­rean­do­si con Enzo Paci sul pen­sie­ro di Tran Due Thao. Ha pub­bli­ca­to pres­so Maz­zot­ta, in col­la­bo­ra­zio­ne con P.A. Rovat­ti e A. Vigo­rel­li il volu­me Biso­gni e teo­ria mar­xi­sta (1976). È tra i prin­ci­pa­li col­la­bo­ra­to­ri del­la rivi­sta «aut aut». Attual­men­te sta svol­gen­do una ricer­ca su stu­den­ti e com­po­si­zio­ne di classe.