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Sull’operaismo

AA.VV., Sul­l’o­pe­rai­smo, edi­zio­ni pra­xis, Paler­mo-Roma 1973
La matri­ce ope­rai­sta del «Qua­der­ni ros­si» ha pro­fon­da­men­te influen­za­to il movi­men­to ope­ra­io degli anni Ses­san­ta e la stes­sa sini­stra di clas­se. Anche se oggi sem­bra entra­to in cri­si, l’o­pe­rai­smo e anco­ra pre­sen­te in lar­ghi stra­ti del­l’a­van­guar­dia usci­ta dal­le lot­te del ’68 e del ’69. La ten­den­za, o piut­to­sto la devia­zio­ne, ope­rai­sta rap­pre­sen­ta uno degli osta­co­li prin­ci­pa­li sul­la via che con­du­ce alla costru­zio­ne di una rea­le alter­na­ti­va rivo­lu­zio­na­ria, in Ita­lia e for­se non sol­tan­to in Ita­lia. Sono que­sti i temi fon­da­men­ta­li di un dibat­ti­to svol­to­si all’in­ter­no del Cen­tro del Mani­fe­sto di Paler­mo, e che que­sto opu­sco­lo pro­po­ne ad una più ampia ed appro­fon­di­ta discussione.

Dellavolpismo e nuova sinistra

Mario Alca­ro, Del­la­vol­pi­smo e nuo­va sini­stra, Deda­lo libri, Bari 1977


Lo stu­dio di Mario Alca­ro segue uno dei trac­cia­ti teo­ri­co-poli­ti­ci che han­no espres­so i pri­mi «grup­pi» degli anni Ses­san­ta e poi le posi­zio­ni attua­li del­la nostra sini­stra.
Pun­to di par­ten­za l’e­la­bo­ra­zio­ne di G. Del­la Vol­pe in cui Alca­ro leg­ge sin­cro­ni­smi con la togliat­tia­na «via ita­lia­na al socia­li­smo», ma anche diva­ri­ca­zio­ni rispet­to a que­sta e alla pra­ti­ca teo­ri­ca uffi­cia­le del movi­men­to ope­ra­io.
Del del­la­vol­pi­smo è mes­sa in luce la cari­ca di rot­tu­ra rispet­to agli orien­ta­men­ti del mar­xi­smo sto­ri­ci­sta e del «mate­ria­li­smo dia­let­ti­co» e la sua lot­ta per ricon­ver­ti­re il mar­xi­smo da ideo­lo­gia in stru­men­to di ana­li­si scien­ti­fi­ca del­la real­tà socia­le.
«Trac­ce» di del­la­vol­pi­smo sono così sco­per­te da Alca­ro sia nel grup­po di intel­let­tua­li (Col­let­ti ecc.) che nel 1956 rup­pe­ro con il Pci, come pure nel­la rilet­tu­ra di «tut­to Marx» che con i «Qua­der­ni ros­si» e con «clas­se ope­ra­ia» die­de­ro Pan­zie­ri e Tron­ti.
Alca­ro met­te però in luce la diver­sa fina­liz­za­zio­ne poli­ti­ca cui appro­da in Pan­zie­ri e Tron­ti lo stu­dio cri­ti­co del Capi­ta­le, che nel secon­do sboc­ca nel­la subal­ter­ni­tà rispet­to al par­ti­to rifor­mi­sta.
Il volu­me chiu­de sul dibat­ti­to «con­tro Togliat­ti o oltre Togliat­ti» che si è aper­to nel­la nuo­va sini­stra a caval­lo del­le ele­zio­ni del giu­gno 1976.

Mario Alca­ro è bor­si­sta all’U­ni­ver­si­tà di Cala­bria dove si è lau­rea­to. Ha pub­bli­ca­to assie­me ad A. Papa­raz­zo Lot­te con­ta­di­ne in Cala­bria (Leri­ci 1976). Col­la­bo­ra a «Clas­se».

Ideologia , intellettuali, organizzazione

note sul ”neo­mar­xi­smo’’ degli anni Sessanta

Rober­ta Tomas­si­ni, Ide­lo­gia, intel­let­tua­li, orga­niz­za­zio­ne, note sul «neo­mar­xi­smo» degli anni Ses­san­ta, Deda­lo libri, Bari 1977



I sag­gi rac­col­ti in que­sto libro inter­ven­go­no su que­stio­ni noda­li del recen­te dibat­ti­to mar­xi­sta ita­lia­no, in par­ti­co­la­re sul­la que­stio­ne dell’eredità del mar­xi­smo mino­ri­ta­rio degli anni Ses­san­ta e dei modi con cui il mar­xi­smo uffi­cia­le ha inte­so inter­pre­tar­la e cur­var­la. L’autrice sot­to­li­nea l’originalità del­la svol­ta meto­do­lo­gi­ca del mar­xi­smo mino­ri­ta­rio degli anni Ses­san­ta per quel che riguar­da la cri­ti­ca dell’ideologia, la fun­zio­ne intel­let­tua­le e la fun­zio­ne di orga­niz­za­zio­ne: svol­ta che per­met­te di situa­re la ricer­ca teo­ri­ca all’interno dei pro­ces­si rea­li di com­po­si­zio­ne e ricom­po­si­zio­ne di clas­se. Spe­ci­fi­ca­men­te il libro pren­de cri­ti­ca­men­te in con­si­de­ra­zio­ne le ana­li­si pro­dot­te dal con­ve­gno Gram­sci del 1971 e soprat­tut­to quel­le di Bada­lo­ni sul­la tran­si­zio­ne e il comu­ni­smo; le posi­zio­ni espres­se in varie fasi da Asor Rosa a pro­po­si­to degli intel­let­tua­li; l’attualità teo­ri­ca del­le pro­po­ste di Pan­zie­ri e dei «Qua­der­ni ros­si». A par­ti­re da que­sti rife­ri­men­ti, cri­ti­ci e pro­po­si­ti­vi, il libro cer­ca inol­tre di appro­fon­di­re alcu­ne tema­ti­che di let­tu­ra di Marx: il pro­ble­ma del valo­re d’uso e quel­lo con­nes­so dei biso­gni, il pro­ble­ma di fon­do del rap­por­to tra eco­no­mia e poli­ti­ca fuo­ri dal trop­po rigi­do sche­ma strut­tu­ra-sovra­strut­tu­ra.

Rober­ta Tomas­si­ni è nata ad Asco­li Pice­no nel 1946. Ha stu­dia­to filo­so­fia a Mila­no lau­rean­do­si con Enzo Paci sul pen­sie­ro di Tran Due Thao. Ha pub­bli­ca­to pres­so Maz­zot­ta, in col­la­bo­ra­zio­ne con P.A. Rovat­ti e A. Vigo­rel­li il volu­me Biso­gni e teo­ria mar­xi­sta (1976). È tra i prin­ci­pa­li col­la­bo­ra­to­ri del­la rivi­sta «aut aut». Attual­men­te sta svol­gen­do una ricer­ca su stu­den­ti e com­po­si­zio­ne di classe.

La tribù delle talpe

Ser­gio Bolo­gna (a cura di), La tri­bù del­le tal­pe, Fel­tri­nel­li, Mila­no 1978


Un dibat­ti­to sul «movi­men­to del ’77», la sua natu­ra socia­le, le sue ideo­lo­gie. I par­te­ci­pan­ti sono per­lo­più redat­to­ri del­la rivi­sta «Pri­mo Mag­gio» e appar­ten­go­no a diver­se gene­ra­zio­ni di un mede­si­mo filo­ne del­la sini­stra rivo­lu­zio­na­ria ita­lia­na. Quel­lo che da «Qua­der­ni ros­si» e «clas­se ope­ra­ia» fini­sce poi nel­le orga­niz­za­zio­ni Pote­re ope­ra­io e Lot­ta con­ti­nua.
Cri­si di un’i­deo­lo­gia, cri­si di una pra­ti­ca poli­ti­ca, affio­ra­re del­l’au­to­no­mia.
Que­sto dibat­ti­to dà un’im­ma­gi­ne assai diver­sa degli schie­ra­men­ti e del­le posi­zio­ni, così come appa­io­no spes­so nel­le «map­pe del­l’ul­tra­si­ni­stra» che la gran­de stam­pa, per ricor­da­re anni­ver­sa­ri o per cele­bra­re fune­ra­li, si diver­te a dise­gna­re. Un dibat­ti­to che inve­ste non solo il movi­men­to del­la «nuo­va sini­stra» ma che toc­ca anche fra­zio­ni impor­tan­ti del movi­men­to ope­ra­io e sindacale.

Gli anni affollati

Argo­men­ti: 1964, 1967, 1968, 1970, 1971, 1972, 1975, 1977, 1978, A rivi­sta anar­chi­ca (der.app), A/​traverso (der.app), AAM (der.app), abor­to (der.app), Aldo Moro, Alfa Romeo (der.app), anar­chi­smo (der.app), AUTAUT (der.app), Auto­no­mia (der.app), auto­no­mia ope­ra­ia (der.app), Avan­guar­dia Ope­ra­ia (der.app), bcd (der.app), Bolo­gna, car­ce­re (der.app), CGIL (der.app), clas­se ope­ra­ia (der.app), COLLEGAMENTI (der.app), COM-nuo­vi tem­pi (der.app), con­tro­in­for­ma­zio­ne (der.app), con­trol­lo socia­le (der.app), CONTROPIANO(der.app), Cri­ti­ca del Dirit­to (der.app), CUB (der.app), dro­ga (der.app), EFFE (der.app), fab­bri­ca dif­fu­sa (der.app), fem­mi­ni­smo (der.app), Firen­ze, FRIGIDAIRE (der.app), FUORI ! (der.app), Geno­va, Gori­zia, i con­si­gli (der.app), i Vol­sci (der.app), il Mani­fe­sto (der.app), Il Pro­gram­ma comu­ni­sta (der.app), la nuo­va ECOLOGIA (der.app), libre­ria Calu­sca (der.app), lot­ta anti­mi­li­ta­ri­sta (der.app), Lot­ta Con­ti­nua (der.app), mar­xi­sta-leni­ni­sta (der.app), Medi­ci­na Demo­cra­ti­ca (der.app), Metro­po­li (der.app), Mila­no, Napo­li, NOTIZIARIO (der.app), obiet­to­ri di coscien­za (der.app), Ombre Ros­se (der.app), omo­ses­sua­li­tà (der.app), ope­ra­io mas­sa (der.app), Pado­va, Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no (der.app), Pie­tro Calo­ge­ro, Por­to Mar­ghe­ra, Pote­re Ope­ra­io (der.app), Pri­mo Mag­gio (der.app), pro­le­ta­ria­to gio­va­ni­le (der.app), PSI (der.app), Psi­chia­tria (der.app), Pun­ti Ros­si (der.app), Qua­der­ni del Ter­ri­to­rio (der.app), Qua­der­ni di con­tro­in­for­ma­zio­ne ali­men­ta­re (der.app), Qua­der­ni Pia­cen­ti­ni (der.app), Qua­der­ni ras­se­gna sin­da­ca­le (der.app), Qua­der­ni Ros­si (der.app), QUINDICI (der.app), quo­ti­dia­no dei lavo­ra­to­ri (der.app), quo­ti­dia­no­DON­NA (der.app), Radio Ali­ce (der.app), RE NUDO (der.app), Reg­gio Emi­lia, repres­sio­ne (der.app), Roma, ROSSO (der.app), SAPERE (der.app), sen­za gale­re (der.app), Stam­paAl­ter­na­ti­va (der.app), Tori­no, Vare­se, Zanus­si (der.app)

La rivi­sta poli­ti­ca anta­go­ni­sta negli anni ’70

a cura del cen­tro gio­va­ni­le tra­da­te­se e del cen­tro di docu­men­ta­zio­ne di Varese

Gli operaisti

Gui­do Borio, Fran­ce­sca Poz­zi, Gigi Rog­ge­ro (a cura di), Gli ope­rai­sti, Deri­veAp­pro­di, Roma 2005

Par­lan­do di ope­rai­smo non si fa rife­ri­men­to a un cor­pus dot­tri­na­rio omo­ge­neo né a un uni­ta­rio sog­get­to poli­ti­co, ma a mol­te­pli­ci sen­tie­ri che han­no la pro­pria radi­ce in una comu­ne matri­ce teo­ri­ca, in un pecu­lia­re imprin­ting for­ma­ti­vo, in un approc­cio incar­di­na­to sul­l’am­bi­va­len­za dei pro­ces­si, in cul­tu­re del con­flit­to e del­la tra­sfor­ma­zio­ne che – rileg­gen­do il miglior Marx – sono estra­nee alla tra­di­zio­ne mar­xi­sta, in filo­ni di ricer­ca peri­co­lo­sa­men­te sul­la fron­tie­ra, in uno sguar­do di par­te sul mon­do. Gli ope­rai ces­sa­va­no di esse­re un monu­men­to da sacri­fi­ca­re al pro­gres­so uma­no e al futu­ro socia­li­sta, vit­ti­me pre­de­sti­na­te e atto­ri debo­li da difen­de­re, e dive­ni­va­no poten­za di par­te che espri­me­va rifiu­to e libe­ra­zio­ne. Lot­ta­va­no per estin­gue­re, e non per esten­de­re, il pro­prio esse­re pro­le­ta­ri, in quan­to con­di­zio­ne di sfrut­ta­men­to. L’e­ti­ca del lavo­ro era fini­ta.
La gene­ra­zio­ne che qui pren­de paro­la non è né inge­nua né inno­cen­te, ana­liz­za ric­chez­ze e limi­ti dei pro­pri per­cor­si, non è né apo­lo­ge­ti­ca né pen­ti­ta. Nel­l’ar­ci­pe­la­go di per­cor­si che han­no pun­teg­gia­to i movi­men­ti degli anni Ses­san­ta e Set­tan­ta, den­tro la for­za con­flit­tua­le e coo­pe­ra­ti­va che ha deter­mi­na­to una tra­sfor­ma­zio­ne pro­fon­da dei para­dig­mi pro­dut­ti­vi e socia­li, gli ope­rai­sti han­no così radi­cal­men­te mes­so a cri­ti­ca la cul­tu­ra poli­ti­ca del­la sini­stra. Per­ciò oggi, al di fuo­ri di mito­lo­gie iden­ti­ta­rie e impos­si­bi­li con­ti­nui­tà, rileg­ge­re quel­le espe­rien­ze può non esse­re un sem­pli­ce eser­ci­zio sto­rio­gra­fi­co.

Il movi­men­to glo­ba­le e i con­flit­ti del lavo­ro pre­ca­rio comin­cia­no a par­lar­ci del­la libe­ra­zio­ne dagli anni Set­tan­ta: sen­za nostal­gia per la con­di­zio­ne ope­ra­ia e le garan­zie del «for­di­smo», e al con­tem­po avver­si a ogni com­pro­mis­so­ria apo­lo­gia del­l’e­si­sten­te; sen­za più l’e­si­gen­za di guar­dar­si alle spal­le per tro­var­vi le ragio­ni del­la pro­pria iden­ti­tà, e però pron­ti a uti­liz­za­re ciò che è anco­ra vivo. Per costrui­re un pen­sie­ro cri­ti­co radi­ca­le all’al­tez­za dei tem­pi.

In Ita­lia, alla fine degli anni Cin­quan­ta, un ristret­to grup­po di intel­let­tua­li e mili­tan­ti poli­ti­ci di base inau­gu­ra, con la rivi­sta «Qua­der­ni ros­si», un per­cor­so di pen­sie­ro cri­ti­co nei con­fron­ti del­l’or­to­dos­sia mar­xi­sta che segne­rà in modo inde­le­bi­le i desti­ni dei movi­men­ti socia­li dei decen­ni suc­ces­si­vi. Gli ope­rai­sti sono pas­sa­ti alla sto­ria come gli auten­ti­ci inno­va­to­ri del­la poli­ti­ca come azio­ne rivo­lu­zio­na­ria. I loro detrat­to­ri li han­no inve­ce bol­la­ti come i «cat­ti­vi mae­stri», ispi­ra­to­ri di teo­rie e pra­ti­che estre­mi­sti­che, par­ti del­le qua­li sareb­be­ro sfo­cia­te nel ter­ro­ri­smo di fine anni Set­tan­ta. Del­le tesi ope­rai­ste si sono ciba­te le lot­te stu­den­te­sche del ’68 e quel­le ope­ra­ie del­l’Au­tun­no cal­do del ’69. Da esse han­no avu­to ori­gi­ne i grup­pi extra­par­la­men­ta­ri più signi­fi­ca­ti­vi come Pote­re ope­ra­io e Lot­ta con­ti­nua, nuo­ve for­me di orga­niz­za­zio­ne sin­da­ca­le, l’e­spe­rien­za del­l’Au­to­no­mia ope­ra­ia, rivi­ste, gior­na­li, case edi­tri­ci.
Il pen­sie­ro ope­rai­sta ha cono­sciu­to, al pro­prio inter­no, rot­tu­re, sal­ti, discon­ti­nui­tà, ma ciò che l’ha sem­pre carat­te­riz­za­to è il dimo­stra­to meto­do di ana­li­si del­le tra­sfor­ma­zio­ni socia­li. Quel pen­sie­ro e quel meto­do esi­sto­no anco­ra oggi. Ne è pro­va l’in­fluen­za che sono riu­sci­ti a eser­ci­ta­re sui movi­men­ti inter­na­zio­na­li che si sono mani­fe­sta­ti nel 1999 a Seat­tle. In que­sto libro «gli ope­rai­sti» si rac­con­ta­no in pri­ma per­so­na, nel­la for­ma di auto­bio­gra­fie che com­pon­go­no un viag­gio straor­di­na­rio in quei pen­sie­ri e in quel­le azio­ni che furo­no ricer­ca di rela­zio­ni socia­li più libe­re e demo­cra­ti­che.

Inter­vi­ste con:
Roma­no Alqua­ti, Alber­to Asor Rosa, Nan­ni Bale­stri­ni, Bian­ca Bec­cal­li, Fran­co Berar­di (Bifo), Lapo Ber­ti. Bru­no Car­to­sio, Giai­ro Daghi­ni, Maria­ro­sa Dal­la Costa, Mario Dal­ma­vi­va, Ali­sa Del Re, Rita Di Leo, Fer­ruc­cio Gam­bi­no, Romo­lo Gob­bi, Mau­ro Gob­bi­ni, Clau­dio Grep­pi, Enri­co Livra­ghi, Alber­to Magna­ghi, Chri­stian Maraz­zi, Toni Negri, Fran­co Piper­no, Vit­to­rio Rie­ser, Emi­lio Soa­ve, Mario Tron­ti, Pao­lo Vir­no, Lau­so Zaga­to.


Gui­do Borio è nato a Tori­no nel 1954, lavo­ra nel cam­po del­le coo­pe­ra­ti­ve socia­li.

Fran­ce­sca Poz­zi è nata a Como nel 1973, lau­rea­ta in Scien­ze del­la Comu­ni­ca­zio­ne, è ricer­ca­tri­ce socia­le.

Gigi Rog­ge­ro è nato a Casa­le Mon­fer­ra­to (AL) nel 1973, lau­rea­to in Sto­ria Con­tem­po­ra­nea, è dot­to­ran­do pres­so I Uni­ver­si­tà del­la Calabria.

L’operaismo degli anni sessanta

Da ”Qua­der­ni ros­si” a ”clas­se ope­ra­ia’’, cd con la rac­col­ta com­ple­ta del­la rivi­sta ”clas­se ope­ra­ia’’ 1964–1967

Giu­sep­pe Trot­ta e Fabio Mila­na (a cura di), L’o­pe­rai­smo degli anni Ses­san­ta. Da «Qua­der­ni ros­si» a «clas­se ope­ra­ia», cd con la rac­col­ta com­ple­ta del­la rivi­sta «clas­se ope­ra­ia» 1964–1967, Deri­veAp­pro­di, Roma 2008

La rico­stru­zio­ne del­la sto­ria del­l’o­pe­rai­smo negli anni Ses­san­ta: la vicen­da intel­let­tua­le e poli­ti­ca che ha pre­so for­ma all’in­ter­no dei «Qua­der­ni ros­si» e ha poi dato vita a «clas­se ope­ra­ia».
Un sag­gio intro­dut­ti­vo di Mario Tron­ti pre­sen­ta un medi­ta­to con­sun­ti­vo di quel­l’e­spe­rien­za, inse­ren­do­la nel suo con­te­sto sto­ri­co, sul­lo sfon­do del «seco­lo ope­ra­io».

«Non ho mai più dimen­ti­ca­to la lezio­ne di vita appre­sa ai can­cel­li del­le fab­bri­che, quan­do arri­va­va­mo noi, coi nostri pre­ten­zio­si volan­ti­ni che invi­ta­va­no alla lot­ta gene­ra­le anti­ca­pi­ta­li­sti­ca, e la rispo­sta, sem­pre la stes­sa, del­le mani che pren­de­va­no il pez­zo di car­ta e dice­va­no riden­do: che sono, sol­di? La “rude raz­za paga­na” era quel­la. Non era l’a­de­sio­ne al bor­ghe­se enri­chis­sez-vous, era la paro­la sala­rio come repli­ca poli­ti­ca ogget­ti­va­men­te anta­go­ni­sti­ca alla paro­la pro­fit­to. La lumi­no­sa fra­se di Marx: il pro­le­ta­ria­to eman­ci­pan­do se stes­so eman­ci­pe­rà tut­ta l’u­ma­ni­tà, la rileg­gem­mo oscu­ra­men­te così: la clas­se ope­ra­ia facen­do il pro­prio par­zia­le inte­res­se met­te­rà in cri­si il rap­por­to gene­ra­le di capi­ta­le. Da Marx ave­va­mo ben appre­so il noc­cio­lo duro del suo pen­sie­ro: per fare teo­ria rivo­lu­zio­na­ria biso­gna pri­ma fare cri­ti­ca del­l’i­deo­lo­gia. La paro­la d’or­di­ne “il sala­rio come varia­bi­le indi­pen­den­te” non è una leg­ge gene­ra­le del­la lot­ta di clas­se, ma accad­de a essa, in que­gli anni Ses­san­ta, di tro­var­si a esse­re nel mede­si­mo tem­po eco­no­mi­ca­men­te oppor­tu­na e poli­ti­ca­men­te effi­ca­ce. L’au­tun­no cal­do del ’69, a chiu­su­ra del ciclo, cer­ti­fi­cò, una vol­ta tan­to a favo­re dei lavo­ra­to­ri e a dan­no dei padro­ni, la vit­to­ria dei fat­ti sui valo­ri».

Mario Tron­ti


Giu­sep­pe Trot­ta (1950–2004) e Fabio Mila­na (1956) sono sta­ti ani­ma­to­ri del­la rivi­sta di spi­ri­tua­li­tà e poli­ti­ca «Bai­lam­me» (1987–2002), del­la cui reda­zio­ne furo­no par­te tra gli altri Edoar­do Ben­ve­nu­to, Mario Tron­ti, Roma­na Guar­nie­ri, Lui­sa Mura­ro, Ser­gio Quin­zio, Sal­va­to­re Nato­li, e nel cui ambi­to ebbe ori­gi­ne la ricer­ca pre­sen­ta­ta in que­sto volu­me.
Oltre ai nume­ro­si con­tri­bu­ti di sto­ria poli­ti­ca, reli­gio­sa, let­te­ra­ria com­par­si su tale rivi­sta, Giu­sep­pe Trot­ta è sta­to cura­to­re degli Scrit­ti poli­ti­ci di Giu­sep­pe Dos­set­ti (Mariet­ti, 1995) e auto­re del­la bio­gra­fia Giu­sep­pe Dos­set­ti. La rivo­lu­zio­ne nel­lo Sta­to (Camu­nia, 1996); Fabio Mila­na ha cura­to la rac­col­ta in tre volu­mi degli Scrit­ti diver­si di Miche­le Ran­chet­ti (Edi­zio­ni di sto­ria e let­te­ra­tu­ra, 1999–2000).

La mia parola messa a nudo

Pub­bli­chia­mo la video inter­vi­sta ine­di­ta a Mario Tron­ti La mia paro­la mes­sa a nudo, regia di Ulia­no Pao­loz­zi Bale­stri­ni; mon­tag­gio di Fran­ce­sca Brac­ci; musi­che di Miche­le Leiss. Dura­ta: 25 minu­ti. Una pro­du­zio­ne Deri­veAp­pro­di. Que­sto cor­to­me­trag­gio rea­liz­za­to nel 2016 intro­du­ce l’Abe­ce­da­rio di Mario Tronti.

A oltre cinquant’anni dal­la pub­bli­ca­zio­ne di Ope­rai e capi­ta­le, il libro che ha mar­ca­to una svol­ta mon­dial­men­te rico­no­sciu­ta nel­la sto­ria del­la teo­ria mar­xi­sta, Mario Tron­ti si ripro­po­ne con il film-inter­vi­sta Abe­ce­da­rio: set­te ore nel­le qua­li espo­ne i trat­ti salien­ti del suo pen­sie­ro filo­so­fi­co e poli­ti­co, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne alle vicen­de del Nove­cen­to: il con­flit­to tra capi­ta­le e lavo­ro, le guer­re e le rivo­lu­zio­ni, la cri­si del­la poli­ti­ca, ma anche con­cet­ti come amico/​nemico, cri­si, esi­lio, fede, liber­tà, ope­rai, rea­li­smo, Sta­to, teo­ria, veri­tà… Le paro­le chia­ve di una ricer­ca inin­ter­rot­ta che dal­la cri­ti­ca dei rap­por­ti di pro­du­zio­ne è dive­nu­ta cri­ti­ca di un’intera civiltà.

Mario Tron­ti (1931) è sta­to tra i fon­da­to­ri dell’«operaismo» degli anni Ses­san­ta. Docen­te all’Università di Sie­na, mili­tan­te del Par­ti­to comu­ni­sta, ha ani­ma­to le rivi­ste «Qua­der­ni Ros­si», «Clas­se ope­ra­ia», «Con­tro­pia­no», «Labo­ra­to­rio poli­ti­co». Tra le sue recen­ti pub­bli­ca­zio­ni: Noi ope­rai­sti (2009), Per la cri­ti­ca del pre­sen­te (2013). Del­lo spi­ri­to libe­ro (2015).

Biblio­gra­fia di riferimento

Mario Tron­ti, ABe­Ce­da­rio, film inter­vi­sta in 2 DVD del­la dura­ta di 410 minu­ti, a cura di Car­lo For­men­ti, Regia di Ulia­no Pao­loz­zi Bale­stri­ni, Deri­veAp­pro­di, Roma 2016.

Mario Tron­ti, Ope­rai e capi­ta­le, Deri­veAp­pro­di, Roma 2006.

Mario Tron­ti, Noi ope­rai­sti, Deri­veAp­pro­di, Roma 2009.

Giu­sep­pe Trot­ta e Fabio Mila­na (a cura di), L’operaismo degli anni Ses­san­ta. Da «Qua­der­ni ros­si» a «clas­se ope­ra­ia». Sag­gio intro­dut­ti­vo di Mario Tron­ti. CD con la rac­col­ta com­ple­ta del­la rivi­sta «clas­se ope­ra­ia» 1964–1967, Deri­veAp­pro­di, Roma 2008.

Gigi Rog­ge­ro, L’operaismo poli­ti­co ita­lia­no. Genea­lo­gia, sto­ria, meto­do, Deri­veAp­pro­di, Roma 2019.