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sup­ple­men­to a ROSSO n.15 ‑nuo­va serie-

Gli anni affollati

Argo­men­ti: 1964, 1967, 1968, 1970, 1971, 1972, 1975, 1977, 1978, A rivi­sta anar­chi­ca (der.app), A/​traverso (der.app), AAM (der.app), abor­to (der.app), Aldo Moro, Alfa Romeo (der.app), anar­chi­smo (der.app), AUTAUT (der.app), Auto­no­mia (der.app), auto­no­mia ope­ra­ia (der.app), Avan­guar­dia Ope­ra­ia (der.app), bcd (der.app), Bolo­gna, car­ce­re (der.app), CGIL (der.app), clas­se ope­ra­ia (der.app), COLLEGAMENTI (der.app), COM-nuo­vi tem­pi (der.app), con­tro­in­for­ma­zio­ne (der.app), con­trol­lo socia­le (der.app), CONTROPIANO(der.app), Cri­ti­ca del Dirit­to (der.app), CUB (der.app), dro­ga (der.app), EFFE (der.app), fab­bri­ca dif­fu­sa (der.app), fem­mi­ni­smo (der.app), Firen­ze, FRIGIDAIRE (der.app), FUORI ! (der.app), Geno­va, Gori­zia, i con­si­gli (der.app), i Vol­sci (der.app), il Mani­fe­sto (der.app), Il pro­gram­ma comu­ni­sta (der.app), la nuo­va ECOLOGIA (der.app), libre­ria Calu­sca (der.app), lot­ta anti­mi­li­ta­ri­sta (der.app), Lot­ta Con­ti­nua (der.app), mar­xi­sta-leni­ni­sta (der.app), Medi­ci­na Demo­cra­ti­ca (der.app), Metro­po­li (der.app), Mila­no, Napo­li, NOTIZIARIO (der.app), obiet­to­ri di coscien­za (der.app), Ombre Ros­se (der.app), omo­ses­sua­li­tà (der.app), ope­ra­io mas­sa (der.app), Pado­va, Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no (der.app), Pie­tro Calo­ge­ro, Por­to Mar­ghe­ra, Pote­re Ope­ra­io (der.app), Pri­mo Mag­gio (der.app), pro­le­ta­ria­to gio­va­ni­le (der.app), PSI (der.app), Psi­chia­tria (der.app), Pun­ti Ros­si (der.app), Qua­der­ni del Ter­ri­to­rio (der.app), Qua­der­ni di con­tro­in­for­ma­zio­ne ali­men­ta­re (der.app), Qua­der­ni Pia­cen­ti­ni (der.app), Qua­der­ni ras­se­gna sin­da­ca­le (der.app), Qua­der­ni Ros­si (der.app), QUINDICI (der.app), Quo­ti­dia­no dei Lavo­ra­to­ri (der.app), quo­ti­dia­no­DON­NA (der.app), radio Ali­ce (der.app), RE NUDO (der.app), Reg­gio Emi­lia, repres­sio­ne (der.app), Roma, ROSSO (der.app), SAPERE (der.app), sen­za gale­re (der.app), Stam­paAl­ter­na­ti­va (der.app), Tori­no, Vare­se, Zanus­si (der.app)

La rivi­sta poli­ti­ca anta­go­ni­sta negli anni ’70

a cura del cen­tro gio­va­ni­le tra­da­te­se e del cen­tro di docu­men­ta­zio­ne di Varese

Insurrezione

Pao­lo Poz­zi, Insur­re­zio­ne, Deri­veAp­pro­di, Roma 2007


Que­sta è una sto­ria degli anni Set­tan­ta.
Allo­ra c’e­ra un movi­men­to fat­to di don­ne e uomi­ni che pen­sa­va­no di cam­bia­re il mon­do. In modo radi­ca­le. Con una rivo­lu­zio­ne.
Quel­le don­ne e que­gli uomi­ni pen­sa­va­no che cam­biar­lo potes­se anche esse­re diver­ten­te. Anzi o era diver­ten­te o non vale­va la pena. Tut­to e subi­to. Non si pote­va riman­da­re nul­la a dopo.
La par­te più radi­ca­le di quel movi­men­to era­no gli auto­no­mi.
Poi quel movi­men­to è sta­to pre­so in una mor­sa ed è rima­sto stri­to­la­to. Mol­ti si sono fer­ma­ti o sono sta­ti fer­ma­ti. Mol­ti dal movi­men­to sono pas­sa­ti alle for­ma­zio­ni arma­te. Mol­ti han­no pen­sa­to che l’u­ni­ca giu­sti­zia era quel­la pro­le­ta­ria. Alcu­ni, non pochi, si sono pen­ti­ti, cioè sono diven­ta­ti dela­to­ri.
È quin­di anche una sto­ria ter­ri­bi­le. È una sto­ria fat­ta di vivi, mor­ti e mor­ti ammaz­za­ti. È una sto­ria dolo­ro­sa per il dolo­re arre­ca­to e sof­fer­to.
È una sto­ria che nar­ra di gio­va­ni. Io ora sono un uomo che va ver­so i ses­san­ta. Ma mi rive­do gio­va­ne e pen­so: ce l’han­no fat­ta paga­re ma ci sia­mo diver­ti­ti un casi­no.

Que­sta sto­ria comin­cio a scri­ver­la nel car­ce­re spe­cia­le di Fos­som­bro­ne nel 1982. Qua­der­no e mati­ta.
Poi il qua­der­no me lo por­to a Rebib­bia, dove ven­go tra­sfe­ri­to.
Fran­co­ne mi pre­sta la sua Oli­vet­ti Let­te­ra 22 e io rico­min­cio da capo. Il pat­to è chia­ro: tut­ti i gior­ni lui vuol leg­ge­re e dare il suo giu­di­zio: Heming­way, pas­sa­bi­le, fa caga­re. I fa caga­re ven­go­no subi­to strap­pa­ti in fac­cia all’au­to­re.
Il lavo­ro si ral­len­ta di mol­to duran­te le udien­ze del pro­ces­so. La scrit­tu­ra lan­gue. Nel­l’e­sta­te dell’84 ci dò la bot­ta fina­le. Ma mi libe­ra­no e il lega­me con il mio spie­ta­to cri­ti­co ces­sa.
Il dat­ti­lo­scrit­to me lo por­to a Mila­no nei sac­chi neri del­la spaz­za­tu­ra che rac­col­go­no i miei effet­ti per­so­na­li. Pub­bli­car­lo? E da chi?
Poi Fran­co­ne esce anche lui. Una sera di quin­di­ci anni fa mi por­ta a casa Ser­gio, det­to Ser­gi­no per­ché ai tem­pi del­l’Au­to­no­mia era qua­si un bam­bi­no. Ser­gio dice: «mi pia­ce un casi­no, sia­mo pro­prio noi».
Pia­no pia­no comin­cia a pub­bli­ca­re sin­go­li capi­to­li del­la sto­ria su rivi­ste, libri ecc.
Poi l’an­no scor­so si fa vivo. E mi dice: pub­bli­chia­mo tut­to.
Io dico di sì.
Ecco­la qua.

Pao­lo Poz­zi (1949) si lau­rea in Socio­lo­gia a Tren­to nel 1972. Tra­sfe­ri­to­si a Mila­no mili­ta nel­la com­po­nen­te del­l’au­to­no­mia ope­ra­ia che si rac­co­glie attor­no la rivi­sta «Ros­so», di cui è redat­to­re. Nel 1979 vie­ne arre­sta­to nel­l’am­bi­to del­l’in­chie­sta 7 apri­le e scon­ta diver­si anni di car­ce­re. Oggi è diri­gen­te di una socie­tà che si occu­pa di beni culturali.

Avete pagato caro. Non avete pagato tutto

Anto­lo­gia del­la rivi­sta ROSSO (1973–1979)

Tom­ma­so De Loren­zis, Vale­rio Guiz­zar­di, Mas­si­mi­lia­no Mita, Ave­te paga­to caro. Non ave­te paga­to tut­to. Anto­lo­gia del­la rivi­sta Ros­so (1973–1979), Deri­veAp­pro­di 2008


Nel cor­so degli anni Set­tan­ta, «Ros­so» è sta­ta la più spe­ri­men­ta­le e insie­me auto­re­vo­le rivi­sta del­l’a­rea del­l’Au­to­no­mia ope­ra­ia. La sua for­tu­na edi­to­ria­le e for­za di con­di­zio­na­men­to pres­so una vasta area di mili­tan­ti risie­de­va in una sofi­sti­ca­ta alchi­mia comu­ni­ca­ti­va, in un mix lin­gui­sti­co che sape­va fon­de­re nar­ra­zio­ni in pre­sa diret­ta del­le lot­te con sag­gi di gran­de rigo­re ana­li­ti­co; sto­rie a fumet­ti con tito­la­zio­ni ful­mi­nan­ti; rife­ri­men­ti cine­ma­to­gra­fi­ci con sati­re impie­to­se. Fu «Ros­so» a pro­muo­ve­re la straor­di­na­ria sco­per­ta del nuo­vo con­ti­nen­te poli­ti­co, uma­no, socia­le, pro­dut­ti­vo che si esten­de­va oltre i con­fi­ni del Movi­men­to ope­ra­io uffi­cia­le e del­le sue orga­niz­za­zio­ni sto­ri­che: la socie­tà posmo­der­na, la pro­du­zio­ne post­for­di­sta, l’in­tel­let­tua­li­tà di mas­sa, il lavo­ro cogni­ti­vo.
Fu «Ros­so» ad annun­cia­re la gene­si di un nuo­vo sog­get­to pro­dut­ti­vo, quell’«operaio socia­le» pro­ta­go­ni­sta del­lo scon­tro del 1977 che gene­rò pri­ma scan­da­lo e repri­men­de, poi repres­sio­ne e scon­tro vio­len­to.
Il dvd alle­ga­to con­tie­ne la rac­col­ta com­ple­ta del­la rivista.