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Cronache Operaie

Cro­na­che Ope­ra­ie dei Qua­der­ni Rossi

Reda­zio­ne cen­tra­le e stam­pa a Pado­va: respon­sa­bi­le Fran­ce­sco Tolin

Altre reda­zio­ni: Mila­no (Pier­lui­gi Gaspa­rot­to) – Tori­no (Romo­lo Gob­bi) – Geno­va (Gian­fran­co Fai­na) – Firen­ze (Clau­dio Grep­pi) – Roma (Mario Tronti)

Cen­tro stu­di poli­ti­ci e socia­li e Archi­vio sto­ri­co il Ses­san­tot­to di Firenze

Documento di discussione elaborato dalla Segreteria dell’ Esecutivo Politico

Firenze/​2 apri­le 1970 – Roma/​4 apri­le 1970

Fon­do Ser­gio Bianchi

Potere Operaio – a selection – september 69/​april 70

sup­ple­men­to a Pote­re Ope­ra­io n.17

diret­to­re: Fran­ce­sco Tolin

Vice diret­to­re respon­sa­bi­le: Emi­lo Vesce

Archi­vio Gia­co­mo Despali

  • argo­men­ti
  • the 1969 wave of stri­kes in Ita­ly /​ the lea­ding industries
  • immi­gra­tion – emi­gra­tion = mobi­li­ty plus exploitation
  • fighting again­st work: the sta­te as the orga­ni­zer of deve­lo­p­ment and underdevelopment

Relazione al convegno operaio (Manifesto, Potere Operaio)

Con­ve­gno nazio­na­le ope­ra­io pro­mos­so dal Mani­fe­sto e da Pote­re Ope­ra­io a Mila­no, 30–31 gen­na­io 1971

La rela­zio­ne di Mas­si­mo Sera­fi­ni sarà pub­bli­ca­ta sul Mani­fe­sto, anno III, n.1–2, gen­na­io-feb­bra­io 1971

CONTROinformazione n.0

Per una miglio­re let­tu­ra uti­liz­za­re le fun­zio­ni zoom e fullscreen

fon­do Enri­co Vandelli

POTERE OPERAIO

sup­ple­men­to a Pote­re Ope­ra­io del lune­dì n.62

Fon­do Mar­zio Sturaro

CONTROinformazione n.1–2

perio­di­co di informazione

nume­ro doppio

fon­do Enri­co Vandelli

La Rivolta di Piazza Statuto

Tori­no, 1962 

La rivol­ta di piaz­za Sta­tu­to segna per la pri­ma vol­ta l’e­mer­ge­re nel­la lot­ta di clas­se del­la figu­ra del­l’o­pe­ra­io-mas­sa. Que­sta figu­ra, nel­la Tori­no del­la Fiat e del­la Lan­cia, è imper­so­ni­fi­ca­ta dai gio­va­ni ope­rai immi­gra­ti meri­dio­na­li che saran­no la mag­gio­ran­za di colo­ro che ver­ran­no poi impu­ta­ti nel pro­ces­so per i “fat­ti di vio­len­za” che attra­ver­sa­ro­no la cit­tà dal 7 al 9 luglio 1962.

Ancor più che duran­te le gior­na­te del­la rivol­ta di Geno­va quan­do, dife­si dal­la poli­zia del gover­no Tam­bro­ni, i neo­fa­sci­sti del M.S.I. vole­va­no tene­re il loro il con­gres­so quel­la nuo­va com­po­si­zio­ne del­la clas­se si affer­ma in manie­ra net­ta rispet­to alla com­po­si­zio­ne dei “ragaz­zi con le magliet­te a stri­sce” genovesi.

A piaz­za Sta­tu­to si affac­cia il sog­get­to ope­ra­io che sarà il pro­ta­go­ni­sta del­le lot­te degli anni ’70 e che con il suo pro­ta­go­ni­smo rom­pe­rà gli equi­li­bri nel mon­do del­l’al­lo­ra sini­stra poli­ti­ca, par­ti­ti­ca e sindacale.

Con il testo di Dario Lan­zar­do, all’al­ba dei 60 anni da quel­la rivol­ta, met­tia­mo a dispo­si­zio­ne un lavo­ro che, nel­le paro­le del suo stes­so auto­re, non è “inter­pre­ta­ti­vo” ma una “ricer­ca” che met­te a dispo­si­zio­ne due sto­rie con­trap­po­ste – quel­la ripor­ta­ta nel­la pri­ma par­te (capi­to­li I e II) e quel­la nel­la par­te tito­la­ta La “memo­ria di par­te” con le testi­mo­nian­ze dei pro­ta­go­ni­sti diret­ti tra cui San­te Notar­ni­co­la allo­ra 25nne ope­ra­io in una fab­bri­ca chi­mi­ca arri­va­to a Tori­no dal­la Puglia.

La Guardia Rossa racconta

Sto­ria del Comi­ta­to ope­ra­io del­la Magne­ti Marelli

di Emi­lio Mentasti

edi­zio­ni Colibrì

“Oggi capi­ta rara­men­te di tro­va­re ricer­che, arti­co­li, libri e docu­men­ti sul­le lot­te ope­ra­ie dal secon­do dopo­guer­ra alla fine degli anni Set­tan­ta. I pri­mi ven­t’an­ni sono poco esal­tan­ti in quan­to costi­tui­sco­no un perio­do di scon­fit­te nel­le fab­bri­che, si può per­ciò imma­gi­na­re il poco inte­res­se a ripro­por­ne i pas­sag­gi sto­ri­ci, men­tre non si capi­sce per gli anni che van­no dal­l’i­ni­zio degli anni Ses­san­ta alla fine degli anni Set­tan­ta, fase asso­lu­ta­men­te esal­tan­te del­le lot­te in fab­bri­ca, oltre che momen­to di cam­bia­men­to su più livel­li del­l’in­te­ra socie­tà ita­lia­na. Le moti­va­zio­ni per la scar­sa atten­zio­ne devo­no esse­re ana­liz­za­te da alme­no due ango­la­zio­ni: da una par­te la volon­tà di nascon­de­re una sto­ria “dal bas­so” che ha pro­dot­to risul­ta­ti con­cre­ti, dal­l’al­tra la dif­fi­col­tà a rico­no­sce­re che il ceto poli­ti­co rifor­mi­sta e radi­ca­le di oggi non è capa­ce di ripe­te­re o pren­de­re esem­pio da quel­la espe­rien­za. Cre­do che chi, oggi, sostie­ne di esse­re dal­la par­te del­la “clas­se” mol­te vol­te difen­de solo la pro­pria posi­zio­ne, l’ar­ro­gan­za di auto­no­mi­nar­si rap­pre­sen­tan­te del­la clas­se, sen­za voler fare i con­ti col fat­to che quan­do que­sta alza la testa i pri­mi a sal­ta­re sono pro­prio i suoi “vec­chi rap­pre­sen­tan­ti”. La sto­ria ope­ra­ia degli anni Ses­san­ta e Set­tan­ta è al cen­tro del­l’at­ten­zio­ne da subi­to dopo quel­la feno­me­na­le espe­rien­za cul­mi­na­ta con l’ ”autun­no caldo”.La pri­ma par­te del libro è dedi­ca­ta alla sto­ria del­la socie­tà Magne­ti Marel­li, fon­da­men­ta­le per com­pren­de­re la situa­zio­ne ope­ra­ia in fab­bri­ca. Infat­ti, oltre che illu­stra­re le fasi di ristrut­tu­ra­zio­ne inter­ve­nu­te nel­l’ar­co di set­tan­t’an­ni, met­te in evi­den­za come la Magne­ti sia sta­ta una del­le pri­me azien­de ita­lia­ne a intro­dur­re lo scien­ti­fic mana­ge­ment, e mostra come la Fiat (padro­ne e clien­te prin­ci­pa­le) abbia influen­za­to in modo deci­si­vo sia le scel­te pro­dut­ti­ve sia quel­le nel­l’am­bi­to del­la disci­pli­na del­la forza-lavoro.Le due par­ti suc­ces­si­ve sono il risul­ta­to vero e pro­prio di una ricer­ca che rico­strui­sce in sin­te­si le lot­te con­dot­te dagli ope­rai del­la Magne­ti Marel­li di Cre­scen­za­go, tra la fine del­la secon­da guer­ra mon­dia­le e il 1972, e riper­cor­re l’at­ti­vi­tà del Comi­ta­to ope­ra­io fin dal­le sue origini.

Per la rea­liz­za­zio­ne di que­sto testo ho con­sul­ta­to il Fon­do Gal­li­na­ri del­la Biblio­te­ca Paniz­zi di Reg­gio Emi­lia, archi­vio di volan­ti­ni, fogli e gior­na­li ope­ra del Comi­ta­to ope­ra­io, oltre che diver­si libri sul­la sto­ria del movi­men­to ope­ra­io ampia­men­te cita­ti nel­le note.”