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Agnelli ha paura e paga la questura

I docu­men­ti del­lo spio­nag­gio e del­la cor­ru­zio­ne Fiat

Nel 1972 Lot­ta Con­ti­nua pub­bli­ca que­sto opu­sco­lo (ormai qua­si intro­va­bi­le) in cui denun­cia il siste­ma di spio­nag­gio mes­so in pie­di, in com­but­ta con gli appa­ra­ti di poli­zia e cara­bi­nie­ri, per sche­da­re non solo i pro­pri ope­rai ma anche chiun­que che in un qual­che modo entra­va nel­l’or­bi­ta di “mam­ma” Fiat.

Cen­to­cin­quan­ta­mi­la sche­de per­so­na­li com­pi­la­te da spio­ni, que­stu­ri­ni, cara­bi­nie­ri e tut­to l’ap­pa­ra­to repres­si­vo che a Tori­no, ma non solo viste le carat­te­ri­sti­che che dove­va­no ave­re i capi del­la vigi­lan­za (requi­si­to essen­zia­le era esse­re sta­to uffi­cia­le dei cara­bi­nie­ri) anche negli altri sta­bi­li­men­ti che era­no nel “fan­ta­sti­co” mon­do del­lo sfrut­ta­men­to al ser­vi­zio degli Agnelli.

La Rivolta di Piazza Statuto

Tori­no, 1962 

La rivol­ta di piaz­za Sta­tu­to segna per la pri­ma vol­ta l’e­mer­ge­re nel­la lot­ta di clas­se del­la figu­ra del­l’o­pe­ra­io-mas­sa. Que­sta figu­ra, nel­la Tori­no del­la Fiat e del­la Lan­cia, è imper­so­ni­fi­ca­ta dai gio­va­ni ope­rai immi­gra­ti meri­dio­na­li che saran­no la mag­gio­ran­za di colo­ro che ver­ran­no poi impu­ta­ti nel pro­ces­so per i “fat­ti di vio­len­za” che attra­ver­sa­ro­no la cit­tà dal 7 al 9 luglio 1962.

Ancor più che duran­te le gior­na­te del­la rivol­ta di Geno­va quan­do, dife­si dal­la poli­zia del gover­no Tam­bro­ni, i neo­fa­sci­sti del M.S.I. vole­va­no tene­re il loro il con­gres­so quel­la nuo­va com­po­si­zio­ne del­la clas­se si affer­ma in manie­ra net­ta rispet­to alla com­po­si­zio­ne dei “ragaz­zi con le magliet­te a stri­sce” genovesi.

A piaz­za Sta­tu­to si affac­cia il sog­get­to ope­ra­io che sarà il pro­ta­go­ni­sta del­le lot­te degli anni ’70 e che con il suo pro­ta­go­ni­smo rom­pe­rà gli equi­li­bri nel mon­do del­l’al­lo­ra sini­stra poli­ti­ca, par­ti­ti­ca e sindacale.

Con il testo di Dario Lan­zar­do, all’al­ba dei 60 anni da quel­la rivol­ta, met­tia­mo a dispo­si­zio­ne un lavo­ro che, nel­le paro­le del suo stes­so auto­re, non è “inter­pre­ta­ti­vo” ma una “ricer­ca” che met­te a dispo­si­zio­ne due sto­rie con­trap­po­ste – quel­la ripor­ta­ta nel­la pri­ma par­te (capi­to­li I e II) e quel­la nel­la par­te tito­la­ta La “memo­ria di par­te” con le testi­mo­nian­ze dei pro­ta­go­ni­sti diret­ti tra cui San­te Notar­ni­co­la allo­ra 25nne ope­ra­io in una fab­bri­ca chi­mi­ca arri­va­to a Tori­no dal­la Puglia.