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Napoli: il movimento dei disoccupati organizzati

Una del­le tan­te rico­stru­zio­ni del­la nasci­sta e svi­lup­po del movi­men­to dei disoc­cu­pa­ti a Napo­li nel­la sua pri­ma fase di nasci­ta e con­so­li­da­men­to. Lo sguar­do di chi, mili­tan­te dei grup­pi extra­par­la­men­ta­ri, ave­va col­to il feno­me­no dei comi­ta­ti dei disoc­cu­pa­ti come ele­men­to nuo­vo nel pano­ra­ma napoletano.

Fon­te – Biblio­te­che Civi­che di Padova

VOGLIAMO TUTTO n°2 – nuova serie

per una ini­zia­ti­va pro­le­ta­ria a Napo­li e nel sud

  • Som­ma­rio
  • edi­to­ria­le sot­to for­ma di inter­ven­to pag.2
  • disoc­cu­pa­ti: un nuo­vo movi­men­to pag.3
  • Caser­ta: alcu­ne note pag.3
  • sui pro­get­ti di “rifor­ma” del col­lo­ca­men­to pag.4
  • c.d.o. “25 giu­gno” pag.5
  • lot­te per la casa pag.6
  • recen­sio­ne: un libro su una cit­tà “par­ti­co­la­re” a pro­po­si­to di “Poli­ti­che ter­ri­to­ria­li e Cit­tà meri­dio­na­li” pag.7
  • nuclea­re: bilan­cio di un anno di lavo­ro pag.7
  • magaz­zi­no pag.8
  • napo­li: una pro­po­sta pag.10
  • il “new deal” repres­si­vo pag.11
  • dal lager di tra­ni pag.12
  • il ritor­no del­la leg­gen­da pag.14
  • polo­nia: per­cor­si del­la sog­get­ti­vi­tà ope­ra­ia pag.16

Che fare – Giornale comunista proletario – n. 4

  • Som­ma­rio
  • Napo­li: ter­re­mo­to e indi­pen­den­za di classe
  • Polo­nia: nazio­ne o classe
  • Ciril­lo: qua­li ostag­gi per il movimento?
  • L’A­pe e il Comu­ni­sta: note sul­la tesi n. 20
  • Let­te­ra a Ban­chi Nuovi
  • Dife­sa e uto­pia – rifles­sio­ni sul­la que­stio­ne del cen­tro storico
  • Sul movi­men­to dei senzatetto
  • La stam­pa e il caso Napoli
  • Asso­cia­zio­ne sov­ver­si­va: note sull’art.270 c.p.
  • Sto­ria del pro­le­ta­ria­to napoletano
  • Segna­li dal­l’Eu­ro­pa del Nord: Brix­ton, Irlan­da e Germania
  • El Sal­va­dor: una rivo­lu­zio­ne demo­cra­ti­ca in via d’aborto
  • Iran – Irak: dal­le “guer­re per pro­cu­ra” alla guer­ra procurata
  • Refe­ren­dum: lo Sta­to di tutti?
  • Dal­la fase due alla fase tre…
  • Il pun­to

Per una ri-apertura del dibattito, tra la soggettività comunista e i proletari

A cura di un grup­po di com­pa­gni del Movi­men­to Comu­ni­sta impe­gna­ti nel­la ri/​definizione e ri/​organizzazione di un nuo­vo ciclo di lot­te dei disoc­cu­pa­ti napoletani.

“Per una ri/​apertura del dibat­ti­to, tra la sog­get­ti­vi­tà comu­ni­sta e i pro­le­ta­ri, per rilan­cia­re su basi e con­te­nu­ti nuo­vi un movi­men­to di lot­ta su tut­ta l’a­rea metro­po­li­ta­na con­tro la gior­na­ta lavo­ra­ti­va socia­le capi­ta­li­sti­ca, per il sala­rio garan­ti­to e la ri/​composizione socia­le e poli­ti­ca tra le diver­se figure/​soggetti pro­dot­te dal­la crisi”

Materiali per il dibattito – a cura dei compagni del Centro di Documentazione ARN – Napoli

  • Gli appren­di­sti stregoni
  • Il par­ti­to, i par­ti­ti, la paranza
  • Il PCI , l’op­po­si­zio­ne piccista
  • A’ fati­ca, l’oc­cu­pa­zio­ne, il sala­rio: il lavo­ro che man­ca, il lavo­ro da strappare
  • Ter­ri­to­rio, ambien­te: il degra­do — i degradi
  • Cen­tro sto­ri­co: un puzz­le da ricomporre
  • Giu­sti­zia: con­tro la segre­ga­zio­ne, per l’e­sten­sio­ne del­la cul­tu­ra e del movi­men­to del­la liberazione
  • Riarmo/​nucleare: denuclearizzazione/​smilitarizzazione – una bat­ta­glia da vincere

il lavoro che manca…IL LAVORO DA CONQUISTARE

Il 18 otto­bre 1983 l’al­lo­ra mini­stro Gian­ni De Miche­lis pre­sen­ta un dise­gno di leg­ge su “Nor­me in mate­ria di ser­vi­zi del­l’im­pie­go, di mobi­li­tà dei lavo­ra­to­ri e di inte­gra­zio­ne sala­ria­le ed effet­tua­zio­ne di espe­ri­men­ti pilo­ta in mate­ria di avvia­men­to al lavo­ro” .

Di fron­te agli “espe­ri­men­ti pilo­ta” si mobi­li­ta il movi­men­to dei disoc­cu­pa­ti che chia­ma una gran­de mani­fe­sta­zio­ne il 20 novem­bre (anni­ver­sa­rio del ter­re­mo­to del 1980) in cui rac­co­glie l’a­de­sio­ne e la par­te­ci­pa­zio­ne di miglia­ia di proletari.

Partiti e padrini…LE MANI SULLA CITTA’

Cam­pa­gna con­tro le ele­zio­ni che si svol­se­ro il 14 e 15 giu­gno del 1987

Rilan­cia­mo l’iniziativa antagonista!!

Nes­sun voto a nes­sun partito!!

NOTA – Nel testo del mani­fe­sto si fà rife­ri­men­to ad ele­zio­ni da svol­ger­si il 24 mag­gio. Non sia­mo, pur uti­liz­zan­do tut­ti i mez­zi a dispo­si­zio­ne (a par­ti­re dal­la memo­ria dei com­pa­gni che era­no par­te del Cen­tro di Docu­men­ta­zio­ne ARN, riu­sci­ti a capi­re a qua­le tor­na­ta elet­to­ra­le (polit­che e/​o ammi­ni­stra­ti­ve) fac­cia rife­ri­men­to ma la memo­ria è un ingra­nag­gio col­let­ti­vo quin­di ci appel­lia­mo a chi potreb­be sve­la­re l’arcano.

Potreb­be dar­si come ha det­to qual­cu­no che quel­la data mes­sa lì era “per­chè non era­va­mo in sin­to­nia con le sca­den­ze elettorali”

Dal diritto alla casa al diritto all’abitare

Dal diritto alla casa al diritto all’abitare

Genea­lo­gia dei movi­men­ti socia­li­di occu­pa­zio­ne di case a Napo­li dagli anni ’50 ad oggi

Ripor­tia­mo inte­ra­men­te il lavo­ro acca­de­mi­co svol­to da un atti­vi­sta del movi­men­to napo­le­ta­no che rico­strui­sce, a par­ti­re dagli anni ’50, e lot­te e il con­te­sto in cui si svi­lup­pò un enor­me movi­men­to di mas­sa che riven­di­ca­va e pra­ti­ca­va il dirit­to alla casa.

Dagli anni ’50 fino ai gior­ni nostri vie­ne rico­strui­ta la genea­lo­gia dei movi­men­ti socia­li che nati come movi­men­ti per il dirit­to alla casa si sono tra­sfor­ma­ti ai gior­ni nostri in movi­men­to per il dirit­to all’abitare.

Per lo svi­lup­po del­l’au­to­no­mia e del­le sue com­po­nen­ti orga­niz­za­te la data del 23 novem­bre 1980 rap­pre­sen­ta un pun­to di svol­ta per ripren­de­re paro­la dopo le onda­te repres­si­ve degli ulti­mi anni ’70.

Que­sto lavo­ro può aiu­ta­re alla com­pren­sio­ne di quan­to avven­ne nel tes­su­to socia­le pro­le­ta­rio metro­po­li­ta­no all’in­do­ma­ni del ter­re­mo­to che col­pì e deva­stò mag­gior­men­te le zone inter­ne del­l’Ir­pi­nia ma for­ni­sce anche le coor­di­na­te per com­pren­de­re le con­di­zio­ni abi­ta­ti­ve di Napo­li e dei suoi quar­tie­ri che, a fron­te del­l’e­span­sio­ne urba­ni­sti­ca sel­vag­gia e spe­cu­la­ti­va, deter­mi­nò lo svi­lup­po del­le pri­me lot­te orga­niz­za­te in cui la pre­sen­za del­le com­po­nen­ti auto­no­me risul­to determinante.

Lot­te che svi­lup­pa­ro­no for­me orga­niz­za­ti­ve capa­ci di far vive­re sul ter­re­no del­le riven­di­ca­zio­ni e del­la pra­ti­ca alcu­ne del­le paro­le d’or­di­ne di que­gli anni dal “pren­dia­mo­ci la cit­tà” alle auto­ri­du­zio­ni dei beni essen­zia­li fino alla requi­si­zio­ne del­le case sfitte.

Que­sto con­tri­bu­to, ovvia­men­te, non è un docu­men­to poli­ti­co: la sua pub­bli­ca­zio­ne su Archi­vio Auto­no­mia rispon­de alla neces­si­tà di far cono­sce­re e man­te­ne­re viva la memo­ria del­le lot­te socia­li che in manie­ra auto­no­ma si sono svi­lup­pa­te nel nostro pae­se lad­do­ve non si ri/​trovano mate­ria­li ori­gi­na­li .

Volan­ti­no di mobi­li­ta­zio­ne del Comi­ta­to di quar­tie­re San­t’E­ra­smo ai Gra­ni­li.
Fon­te: Lui­sa Maglio, archi­vio privato