Una delle tante ricostruzioni della nascista e sviluppo del movimento dei disoccupati a Napoli nella sua prima fase di nascita e consolidamento. Lo sguardo di chi, militante dei gruppi extraparlamentari, aveva colto il fenomeno dei comitati dei disoccupati come elemento nuovo nel panorama napoletano.
A cura di un gruppo di compagni del Movimento Comunista impegnati nella ri/definizione e ri/organizzazione di un nuovo ciclo di lotte dei disoccupati napoletani.
“Per una ri/apertura del dibattito, tra la soggettività comunista e i proletari, per rilanciare su basi e contenuti nuovi un movimento di lotta su tutta l’area metropolitana contro la giornata lavorativa sociale capitalistica, per il salario garantito e la ri/composizione sociale e politica tra le diverse figure/soggetti prodotte dalla crisi”
Di fronte agli “esperimenti pilota” si mobilita il movimento dei disoccupati che chiama una grande manifestazione il 20 novembre (anniversario del terremoto del 1980) in cui raccoglie l’adesione e la partecipazione di migliaia di proletari.
Campagna contro le elezioni che si svolsero il 14 e 15 giugno del 1987
Rilanciamo l’iniziativa antagonista!!
Nessun voto a nessun partito!!
NOTA – Nel testo del manifesto si fà riferimento ad elezioni da svolgersi il 24 maggio. Non siamo, pur utilizzando tutti i mezzi a disposizione (a partire dalla memoria dei compagni che erano parte del Centro di Documentazione ARN, riusciti a capire a quale tornata elettorale (politche e/o amministrative) faccia riferimento ma la memoria è un ingranaggio collettivo quindi ci appelliamo a chi potrebbe svelare l’arcano.
Potrebbe darsi come ha detto qualcuno che quella data messa lì era “perchè non eravamo in sintonia con le scadenze elettorali”
Genealogia dei movimenti socialidi occupazione di case a Napoli dagli anni ’50 ad oggi
Riportiamo interamente il lavoro accademico svolto da un attivista del movimento napoletano che ricostruisce, a partire dagli anni ’50, e lotte e il contesto in cui si sviluppò un enorme movimento di massa che rivendicava e praticava il diritto alla casa.
Dagli anni ’50 fino ai giorni nostri viene ricostruita la genealogia dei movimenti sociali che nati come movimenti per il diritto alla casa si sono trasformati ai giorni nostri in movimento per il diritto all’abitare.
Per lo sviluppo dell’autonomia e delle sue componenti organizzate la data del 23 novembre 1980 rappresenta un punto di svolta per riprendere parola dopo le ondate repressive degli ultimi anni ’70.
Questo lavoro può aiutare alla comprensione di quanto avvenne nel tessuto sociale proletario metropolitano all’indomani del terremoto che colpì e devastò maggiormente le zone interne dell’Irpinia ma fornisce anche le coordinate per comprendere le condizioni abitative di Napoli e dei suoi quartieri che, a fronte dell’espansione urbanistica selvaggia e speculativa, determinò lo sviluppo delle prime lotte organizzate in cui la presenza delle componenti autonome risulto determinante.
Lotte che svilupparono forme organizzative capaci di far vivere sul terreno delle rivendicazioni e della pratica alcune delle parole d’ordine di quegli anni dal “prendiamoci la città” alle autoriduzioni dei beni essenziali fino alla requisizione delle case sfitte.
Questo contributo, ovviamente, non è un documento politico: la sua pubblicazione su Archivio Autonomia risponde alla necessità di far conoscere e mantenere viva la memoria delle lotte sociali che in maniera autonoma si sono sviluppate nel nostro paese laddove non si ri/trovano materiali originali .
Volantino di mobilitazione del Comitato di quartiere Sant’Erasmo ai Granili. Fonte: Luisa Maglio, archivio privato
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