Studenti proletari, compagni
Archivio Giacomo Despali
SENZA TREGUA
giornale degli operai e dei proletari comunisti Torino 1
COSPIR/AZIONE
un foglio per respirare insieme – n.0
Centro di studi politici e sociali e Archivio storico il Sessantotto di Firenze
SENZA TREGUA
giornale degli operai e dei proletari comunisti
QUADERNI DEL TERRITORIO 3
La fabbrica nella società
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Le ballate della signorina Richmond

Nanni Balestrini, Le ballate della signorina Richmond, Cooperativa scrittori, Roma 1977
Ora in:
Nanni Balestrini, Le avventure complete della signorina Richmond, Testo&Immagine, Torino 1999
La musa di Balestrini è ironica e critica, sia pure in favore dell’utopia rivoluzionaria.
La sua leggerezza didascalica e la capacità di straniamento riescono a costruire un delizioso e feroce poemetto allegorico mettendo in quartine elementi tratti da manuali di ornitologìa e gastronomia, da un saggio di Propp sul folclore fiabesco e da altre fonti. Il tutto in onore di una bella e crudele «signorina Richmond» che il lettore è invitato a spiare, cucinare, far ridere e accompagnare a spasso per la natura, ossia attraverso un paesaggio con buchi, un po’ reale e un po’ dipinto. Ed è inutile domandarsi se la signorina Richmond è una donna o la società capitalistica, o la poesia in persona?
(Alfredo Giuliani)
Nanni Balestrini
Le sue poesie sono raccolte in Poesie pratiche (Einaudi 1976). Ha pubblicato tre romanzi: Tristano (Feltrinelli 1966), Vogliamo tutto (Feltrinelli 1971) e La violenza illustrata (Einaudi 1976)
Compagni operai
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Le due società. Ipotesi sulla crisi italiana

Alberto Asor Rosa, Le due società. Ipotesi sulla crisi italiana, Einaudi, Torino 1977
Nel raccogliere sotto il titolo Le due società gli articoli pubblicati da un anno e mezzo a questa parte, e che costituiscono uno dei momenti significativi dell’attuale dibattito politico, Asor Rosa si rende conto degli equivoci che la formula, da lui coniata, ha suscitato, e spiega: «La tesi delle “due società” sta tutta dentro questa nozione della crisi. Non avevo nessuna intenzione di attribuirle una marcata connotazione sociologica, sebbene non manchino le prove di una spaccatura sociale profonda fra due tipi di realtà, di comportamenti, di scelte politiche, di forme di organizzazione, nella situazione italiana (europea?). La tesi delle “due società” ha soprattutto quest’altro significato (metaforico, se volete, e in qualche modo ambiguo ed irritante, come accade in tutte le formulazioni d’immagini): non basta governare (meglio) l’esistente, o per meglio dire quello che ha la forza, la struttura, la storia per esistere e perciò può esprimersi, parlare col nostro linguaggio, organizzarsi e contare: la rimozione pura e semplice del “negativo” porta inevitabilmente ad esiti moderati».
Per questo il nocciolo della questione è «la costruzione dell’ ”ordine nuovo”», e per questo, negli articoli qui raccolti, Asor Rosa ha cercato di «individuare l’ampio, diffuso, profondo bisogno di rapportarsi in forma diversa con la politica, che nasce proprio dalla natura squilibrata e rinnovatrice della crisi». Ma anche a questo proposito una precisazione sembra necessaria: «la crisi è la somma degli elementi che impediscono a questo sistema – politico, sociale economico – di mantenere il suo passato equilibrio». Ora, «molti di questi elementi sono stati procurati da noi: noi movimento operaio, noi partito comunista, noi lotte operaie e studentesche. È pericoloso che di questo quasi ci vergognamo … perché l’uscita dalla crisi verso un nuovo equilibrio, o porta il risultato della crisi dentro di sé, o rappresenta un passaggio all’indietro».
Alberto Asor Rosa insegna Storia della letteratura italiana all’Università di Roma. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Scrittori e popolo (1965), Intellettuali e classe operaia (1971), e La cultura nella Storia d’Italia, Einaudi, vol. IV, Dall’Unità a oggi.
Senza Tregua – speciale
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