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Assenteismo: un terreno di lotta operaia

Assem­blea auto­no­ma di Mar­ghe­ra (a cura di), Assen­tei­smo: un ter­re­no di lot­ta ope­ra­ia, Nuo­vi edi­to­ri, Pado­va 1975



I mate­ria­li pre­sen­ta­ti in que­sto opu­sco­lo voglio­no esse­re un con­tri­bu­to al dibat­ti­to in cor­so nel movi­men­to sul pro­ble­ma del­la salu­te.
Sia­mo con­vin­ti che un modo cor­ret­to di trat­ta­re la que­stio­ne non pos­sa pre­scin­de­re né dal­la valu­ta­zio­ne del­la con­di­zio­ne ope­ra­ia nel­le fab­bri­che, né dal­l’e­si­gen­za di pro­po­ste orga­niz­za­ti­ve di lot­ta, anche mini­me e par­zia­li.
Nel­l’in­vi­ta­re tut­ti i com­pa­gni ad appro­fon­di­re i temi trat­ta­ti, l’As­sem­blea Auto­no­ma di Por­to Mar­ghe­ra, assu­men­do­si ogni respon­sa­bi­li­tà del­la pub­bli­ca­zio­ne, inten­de rin­gra­zia­re quan­ti, anche da posi­zio­ni poli­ti­che diver­se, han­no con­tri­bui­to alla sua ste­su­ra.

Mar­ghe­ra, gen­na­io 1975

Se ti muovi ti stato !

Jaco­po Fo, Se ti muo­vi ti sta­to!, Edi­zio­ni Otta­via­no, Mila­no 1975


L’i­dea di fare un libro che, median­te l’u­so del fumet­to e dei docu­men­ti trat­ti dal­la stam­pa quo­ti­dia­na, rac­col­ga, attra­ver­so l’in­for­ma­zio­ne e l’a­na­li­si di fat­ti esem­pla­ri del perio­do recen­te, una sin­te­si del­le diret­ti­ve di azio­ne del pote­re repres­si­vo e cioè del­lo sta­to di clas­se in tut­te le sue arti­co­la­zio­ni, mi sem­bra vera­men­te otti­ma. Al di là del­l’u­so di uno stru­men­to vali­dis­si­mo di dif­fu­sio­ne di mas­sa del­le idee che puo in par­te con­tra­sta­re lo stra­po­te­re del­la Tv e del­la stam­pa padro­na­le, mi sem­bra uti­lis­si­mo for­ni­re al movi­men­to l’a­na­li­si di un qua­dro com­ples­si­vo del­la repres­sio­ne che ha ten­ta­to un sal­to di qua­li­tà rispet­to alla stra­te­gia del­la ten­sio­ne, del­la stra­ge di sta­to, degli oppo­sti estre­mi­smi…

Giam­bat­ti­sta Lazagna

Imperialismo e classe operaia multinazionale

AA.VV., Impe­ria­li­smo e clas­se ope­ra­ia mul­ti­na­zio­na­le, Fel­tri­nel­li, Mila­no 1975
Cri­si del siste­ma mone­ta­rio inter­na­zio­na­le, anco­ra ben lon­ta­na, da una solu­zio­ne; «cri­si» ener­ge­ti­ca e dram­ma­ti­che modi­fi­ca­zio­ni dei prez­zi sul mer­ca­to inter­na­zio­na­le; dislo­ca­zio­ne com­ples­si­va dei rap­por­ti di for­za sul­la sce­na del­la poli­ti­ca mon­dia­le. Un qua­dro in for­te movi­men­to ormai da alcu­ni anni – dal Ses­san­tot­to? – che non pote­va non rilan­cia­re la rifles­sio­ne e il dibat­ti­to nel­l’am­bi­to del­la sini­stra, vec­chia e nuo­va, sui temi, vec­chi e nuo­vi, del­l’im­pe­ria­li­smo.
Che vali­di­tà han­no, oggi, le cate­go­rie tra­di­zio­na­li, emer­se dal dibat­ti­to «clas­si­co» svol­to­si nei pri­mi due decen­ni di que­sto seco­lo? In che cosa il siste­ma si è venu­to modi­fi­can­do per quel che riguar­da le leg­gi del suo asset­to inter­na­zio­na­le? Che natu­ra e che ruo­lo vi svol­go­no i rap­por­ti tra i vari cen­tri del­la «metro­po­li» (in par­ti­co­la­re quel­lo tra Usa ed Euro­pa) e tra metro­po­li e peri­fe­ria sot­to­svi­lup­pa­ta? Che tra­sfor­ma­zio­ni ha subi­to e cosa ten­de a dive­ni­re il mer­ca­to mon­dia­le, spe­cial­men­te in segui­to all’e­mer­gen­za del­le mul­ti­na­zio­na­li? In che cosa muta, di con­se­guen­za, lo stes­so qua­dro del­la lot­ta di clas­se nazio­na­le?
Di alcu­ni aspet­ti di tale dibat­ti­to vuoi dar con­to que­sto volu­me. Nel­la pri­ma par­te esso con­tie­ne scrit­ti di: J. O’Con­nor, che pro­spet­ta una sin­te­si gene­ra­le del neo-impe­ria­li­smo; M. Nico­laus e E. Man­del, che con­trap­pon­go­no diret­ta­men­te, in uno scon­tro vio­len­te­men­te pole­mi­co, i pun­ti di vista ter­zo-mon­di­sta e «trotz­ki­sta»; C. Neu­süss che ten­ta una rilet­tu­ra mar­xia­na del con­cet­to e del­l’at­tua­le dina­mi­ca del mer­ca­to mon­dia­le.
La secon­da par­te è spe­cial­men­te dedi­ca­ta all’im­pre­sa mul­ti­na­zio­na­le e al suo «oppo­sto», all’e­mer­gen­za, cioè, di una nuo­va com­po­si­zio­ne mul­ti­na­zio­na­le del­la stes­sa clas­se ope­ra­ia, e rac­co­glie scrit­ti di noti stu­dio­si, qua­li R. Ver­non, S. Hymer, N. Pou­lan­tzas e un con­tri­bu­to ori­gi­na­le di F. Gam­bi­no.
Nel suo ampio sag­gio intro­dut­ti­vo, L Fer­ra­ri Bra­vo svi­lup­pa in ter­mi­ni gene­ra­li alcu­ne indi­ca­zio­ni che risul­ta­no dal­l’in­sie­me dei sag­gi pre­sen­ta­ti, col­lo­can­do­le nel­l’am­bi­to del­la sto­ria del­le teo­rie del­l’im­pe­ria­li­smo e insie­me ten­tan­do di misu­rar­le sul ter­re­no con­cre­to del­la lot­ta che tor­na ad oppor­re, oggi, sul pia­no mon­dia­le, clas­se ope­ra­ia e capitale.

Criminalizzazione della lotta di classe

AA.VV., Cri­mi­na­liz­za­zio­ne del­la lot­ta di clas­se, Ber­ta­ni edi­to­re, Vero­na 1975



[…] Van­no… sal­go­no sul­la loro mac­chi­na… van­no ver­so il luo­go fis­sa­to del­l’ap­pun­ta­men­to. Lì par­cheg­gia­no l’au­to­mo­bi­le, scen­do­no e si met­to­no a pas­seg­gia­re; poco dopo sul luo­go fis­sa­to del­l’ap­pun­ta­men­to, che era vici­no al cine­ma «Vox» (!), poco dopo vedo­no il pul­mi­no par­cheg­gia­to più in là e Osval­do che aspet­ta.
Sal­go­no sul pul­mi­no con Osval­do e si diri­go­no ver­so Segra­te. Il… il… luo­go dove si diri­ge­va­no non era loro noto, ma era noto sin dal saba­to pre­ce­den­te l’ob­biet­ti­vo. Cioè l’ob­biet­ti­vo del­la sera­ta. Infat­ti ne discus­se­ro con lui saba­to stes­so in pre­sen­za di altri com­pa­gni. A loro quin­di era noto cosa anda­va­no a fare, ma non dove anda­va­no a far­lo.
Nel­la sera­ta di saba­to ave­va­no espres­so, insie­me agli altri, la pro­pria opi­nio­ne cir­ca il tipo di obbiet­ti­vo che dove­va­no met­te­re in atto, ma Osval­do era sta­to in gra­do di impor­re lo stes­so, comun­que, la cosa. Quel­la sera si trat­ta­va di una oppo­si­zio­ne di tipo psi­co­lo­gi­co, ed in par­te anche poli­ti­co; infat­ti accu­sa i due di man­can­za di corag­gio e di cat­ti­va volon­tà.
Il gior­no pre­ce­den­te il 13, li man­dò infat­ti in giro intor­no Mila­no, ver­so, dal­le par­ti, in dire­zio­ne di Ber­ga­mo per ricer­ca­re dei tra­lic­ci, con il com­pi­to di loca­liz­zar­li, misu­rar­li, cal­co­lar­ne le dimen­sio­ni, e per met­ter­li insie­me alla lista di pos­si­bi­li obbiet­ti­vi del­la gior­na­ta.
I due infat­ti fece­ro tut­to que­sto, anda­ro­no ver­so Ber­ga­mo, e indi­vi­dua­ro­no un gros­sis­si­mo tra­lic­cio di cui pre­se­ro le misu­re. Si infan­ga­ro­no anche, solo che… Osval­do poi dis­se che il tra­lic­cio era trop­po distan­te da Mila­no, trop­po lon­ta­no e che lui ave­va già prov­ve­du­to a que­sto. Sem­bra che voles­se sem­pli­ce­men­te met­te­re alla pro­va la… volon­tà di col­la­bo­ra­re dei due ami­ci. Loro di que­sto in fon­do ne era­no da un lato coscien­ti e dal­l’al­tro ten­de­va­no a dimo­stra­re la loro volon­tà. […]
(Dal­la Requi­si­to­ria Defi­ni­ti­va nei Pro­ces­si Fel­trì­nel­li – Bri­ga­te ros­se del Giu­di­ce Vio­la – Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca di Mila­no)

[…] Che si trat­ti di un’as­so­cia­zio­ne di natu­ra poli­ti­ca e segre­ta, costi­tui­ta alfi­ne di com­bat­te­re dal­la clan­de­sti­ni­tà, e con azio­ni vio­len­te, una lot­ta rivo­lu­zio­na­ria con­tro la socie­tà capi­ta­li­sti­ca e bor­ghe­se, per far­ne esplo­de­re le con­trad­di­zio­ni e giun­ge­re, uti­liz­zan­do la lot­ta arma­ta, alla disgre­ga­zio­ne del­lo sta­to in cui det­ta socie­tà si imper­so­na, lo dice l’ab­bon­dan­tis­si­ma pro­du­zio­ne ideo­lo­gi­ca del­le Br e lo con­fer­ma­no le sin­go­le azio­ni cri­mi­no­se poste in atto con un cre­scen­do allar­man­te, ma anche con una rigi­da coe­ren­za.
Non è qui il caso di rifar­si alle ori­gi­ni del movi­men­to, che comun­que sono sta­te esa­mi­na­te e illu­stra­te in un’al­tra istrut­to­ria [v. la Requi­si­to­ria del Giu­di­ce Vio­la, n.d.r.], svol­ta a Mila­no, e del­la qua­le, in cer­to sen­so, que­sta rap­pre­sen­ta la con­ti­nua­zio­ne tem­po­ra­le e logi­ca. D’al­tron­de sarà com­pi­to piut­to­sto del socio­lo­go e del­lo sto­ri­co l’i­den­ti­fi­ca­zio­ne dei con­tri­bu­ti ideo­lo­gi­ci che i più pre­pa­ra­ti rap­pre­sen­tan­ti del­le Br han­no trat­to da dot­tri­ne poli­ti­che ora­mai seco­la­ri qua­li il mar­xi­smo o il sin­da­ca­li­smo rivo­lu­zio­na­rio, o da altre più recen­ti espe­rien­ze, dal­la rivo­lu­zio­ne cine­se alle som­mos­se del ’68, dal­la guer­ri­glia urba­na dei «Tupa­ma­ros» al ter­ro­ri­smo del­le Baa­der-Mei­n­hof. […]
(Dal­la Requi­si­to­ria sul­le Bri­ga­te ros­se del Giu­di­ce Cac­cia – Pro­cu­ra Gene­ra­le del­la Repub­bli­ca di Torino)

La proposta comunista

Ber­lin­guer Enri­co, La pro­po­sta comu­ni­sta, Einau­di, Tori­no 1975


Il rap­por­to di Enri­co Ber­lin­guer al Comi­ta­to cen­tra­le del Pci pro­po­ne alla discus­sio­ne gene­ra­le le linee di una «stra­te­gia» per la real­tà ita­lia­na. Esso rap­pre­sen­ta al tem­po stes­so lo sfor­zo più ampio e ori­gi­na­le com­piu­to da un lea­der comu­ni­sta di ana­liz­za­re e inter­pre­ta­re la situa­zio­ne mon­dia­le nel­la sua fase attua­le e nel­le sue linee di ten­den­za.
Di là dal dibat­ti­to con­tin­gen­te e dal­la pole­mi­ca poli­ti­ca, una sin­te­si così vasta si pre­sen­ta in una dimen­sio­ne intel­let­tua­le auto­no­ma che ci è par­so neces­sa­rio docu­men­ta­re in que­sta sede.