Contro i fascisti e chi li utilizza, lo Stato Borghese e il Governo Colombo
Archivio La Lunga Rabbia – Milano
Archivio La Lunga Rabbia – Milano
Ricostruzione delle prime 12 righe del testo:
“Compagni , gli sporchi fascisti di nuovo:
Oggi a Catanzaro i fascisti dalle finestre della loro tana hanno lanciato tre bombe a mano contro un corteo proletario.
Un operaio edile di 35 anni è stato assassinato.
Uno studente del V° Industriale ha avuto le gambe tagliate ed è moribondo.
Altri compagni operai, studenti, proletari sono stati feriti e sono in condizioni gravissime.
Contemporaneamente i fascisti hanno fatto esplodere una bomba nella sede del Collettivo operai-studenti che aveva organizzato il corteo
alla fine di un comizio antifascista e democratico del PCI e degli altri partiti democratici.”
L’ operaio edile e socialista si chiamava Pino Malacaria
La vicenda è del 4 febbraio 1971, non il 1970, come riportato nel volantino. Un errore di battitura.
Archivio Marco Pezzi – Bologna
giornale comunista meridionale

Attilio Mangano, L’altra linea. Fortini, Bosio, Montaldi, Panzieri e la nuova sinistra, Pullano Editori, Catanzaro 1992
C’è una generazione che inizia il suo lavoro intellettuale militante negli anni dell’egemonia moderata del togliattismo e si sottrae al fascino politicista dello stalinismo italiano elaborando metodi di ricerca sociale e strumenti di cultura politica nuovi. Franco Fortini e Gianni Bosio, Danilo Montaldi e Raniero Panzieri – oggi che la fine del socialismo realizzato sembra voler cancellare dalla memoria accanto al comunismo terzinternazionalista anche militanti diversi, inquieti, critici, eterodossi e libertari – appartengono a questa generazione che ha dato luogo alla cultura della nuova sinistra degli anni Sessanta e Settanta. Diversi fra loro per opzione politica e ideologica, si incontrano e si dividono, collaborano e polemizzano mentre in realtà sono accomunati da una metodologia (antagonismo sociale, movimento di base, primato del soggetto-classe sul partito-predicato, azione dal basso, conoscenza concreta, co-ricerca e inchiesta) che rimane a fondamento della diversità e originalità della nuova sinistra. La rete dell’intellettualità di massa sorta dopo il ’68, e ancora in cerca di nuove vie di uscita dalle ipoteche moderate della sinistra italiana, può ritrovare in quella metodologia l’indicazione di quella alternativa dal basso di cui si ritorna a parlare?