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PRIMO MAGGIO n° 22

  • 3 Infor­ma­ti­ca tec­no­lo­gia del con­trol­lo socia­le (2) di Bru­no Carchedi
  • 17 La memo­ria tra nega­zio­ne e riap­pro­pria­zio­ne di Pier­re Dal­la Vigna
  • 23 Cor­reg­gio’s graf­fi­ti di Cosi­mo Scarinzi/​Fabio Traù
  • 31 Docu­men­ta­zio­ne: il Vidi­con e il Virus – pro­get­to di Cen­tro Poli­va­len­te – Volan­ti­ni (1983–84) di E. Guar­ne­ri (Gom­ma)
  • 45 Il gulag nel siste­ma eco­no­mi­co-socia­le in URSS di Erman­no Gallo/​Vincenzo Ruggero
  • 57 Dibat­ti­to su Die­ci anni di “Pri­mo Mag­gio”. Inter­ven­ti di Ennio Abate/​Alessandro Portelli

Frammenti… di lotta armata e utopia rivoluzionaria

AA.VV., Fram­men­ti… di lot­ta arma­ta e uto­pia rivo­lu­zio­na­ria, Con­tro­in­for­ma­zio­ne, Mila­no 1984


Negli anni del­la «legi­sla­zio­ne di emer­gen­za» l’in­for­ma­zio­ne e le ana­li­si poli­ti­che sui movi­men­ti anta­go­ni­sti degli anni ’70 e in par­ti­co­la­re sul­le Orga­niz­za­zio­ni Arma­te, sono sta­ti vizia­ti da una costan­te fal­si­fi­ca­zio­ne, da un uso esa­spe­ra­to e inte­res­sa­to del­le rico­stru­zio­ni sto­riel­le dei «pen­ti­ti», dal­l’e­sten­sio­ne del­l’ot­ti­ca giu­di­zia­ria fino nel­le reda­zio­ni dei gior­na­li e del­le case edi­tri­ci. Tan­to una­ni­mi­smo e tan­ta per­vi­ca­ce costan­za nel per­se­gui­re l’o­biet­ti­vo di una siste­ma­ti­ca demo­niz­za­zio­ne di un inte­ro perio­do di sto­ria, non pos­so­no non nascon­de­re che un orga­ni­co pro­get­to di rimo­zio­ne di even­ti e di respon­sa­bi­li­tà col­let­ti­ve.
La stes­sa dele­ga alla magi­stra­tu­ra come brac­cio seco­la­re del siste­ma dei par­ti­ti è sta­ta sostan­zial­men­te coper­ta e soste­nu­ta dal­la gran par­te del­l’in­tel­li­ghen­tia demo­cra­ti­ca deter­mi­nan­do gua­sti pro­fon­di non solo nel mon­do del­l’in­for­ma­zio­ne ma nel­lo stes­so cam­po del­l’or­ga­niz­za­zio­ne e pro­du­zio­ne del­la cul­tu­ra.

L’on­da lun­ga del­la logi­ca dell’«emergenza» è tut­to­ra ope­ran­te nel­la socie­tà ita­lia­na degli anni ’80 e ten­de a masche­rar­si all’in­ter­no di un vischio­so dibat­ti­to sul­le ipo­te­si di un sup­po­sto biso­gno di ritor­no ai fon­da­men­ti del dirit­to. Ciò men­tre è ope­ran­te un siste­ma giu­di­zia­rio ai limi­ti del­la costi­tu­zio­na­li­tà e un cir­cui­to car­ce­ra­rio trai peg­gio­ri in Euro­pa.
Que­sto libro con­tie­ne testi­mo­nian­ze rese al pro­ces­so da alcu­ni mili­tan­ti del­la Bri­ga­ta Wal­ter Ala­sia del­le Bri­ga­te ros­se, è com­ple­ta­to da inter­ven­ti, arti­co­li, rifles­sio­ni dì intel­let­tua­li e mili­tan­ti che han­no con­di­vi­so la sto­ria dei movi­men­ti col­let­ti­vi degli anni ’70, vuo­le esse­re uno stru­men­to di ana­li­si, un testo di docu­men­ta­zio­ne che nel­la sua par­zia­li­tà e fram­men­ta­rie­tà con­tri­bui­sca a for­ma­re nel let­to­re un giu­di­zio più obiet­ti­vo e equi­li­bra­to e che soprat­tut­to sot­trag­ga il dibat­ti­to alla deso­lan­te mani­po­la­zio­ne a cui è attual­men­te sottoposto.

Università, cultura e terrorismo

Car­lo Ceo­lin (a cura di), Uni­ver­si­tà, cul­tu­ra, ter­ro­ri­smo, Fran­co Ange­li edi­to­re, Mila­no 1984
Mol­ti dibat­ti­ti sono sta­ti dedi­ca­ti negli ulti­mi anni al pro­ble­ma del­la vio­len­za ever­si­va, ma scar­se sono sta­te fino­ra le ana­li­si del­le ragio­ni per cui essa ha potu­to tro­va­re ampio spa­zio nel mon­do del­l’u­ni­ver­si­tà e del­la cul­tu­ra.
Tale feno­me­no ha cer­ta­men­te più di una radi­ce. Ormai è abba­stan­za dif­fi­ci­le distri­ca­re gli inte­res­si inter­na­zio­na­li che pun­ta­no sul pae­se più debo­le, le spin­te ever­si­ve autoc­to­ne, anni­da­te den­tro ricet­ta­co­li nasco­sti del­la poli­ti­ca uffi­cia­le ita­lia­na, le aber­ra­zio­ni ideo­lo­gi­che di filo­so­fi ecci­ta­ti ver­so una loro rapi­da e poco fati­co­sa affer­ma­zio­ne nel­l’a­go­ne del­la cul­tu­ra seria, la cadu­ta di pre­sa sui gio­va­ni del­le pro­spet­ti­ve idea­li e del­la pras­si poli­ti­ca, l’in­cul­tu­ra pro­fon­da cau­sa­ta dal degra­da­re del­la scuo­la for­ma­ti­va, che è quel­la pre-uni­ver­si­ta­ria.
Que­sta rac­col­ta di scrit­ti inten­de con­tri­bui­re ad appro­fon­di­re lo stu­dio di tut­te que­ste diver­se radi­ci ed affron­ta­re l’a­na­li­si degli atteg­gia­men­ti che gli intel­let­tua­li han­no assun­to di fron­te al ter­ro­ri­smo, anche nel­l’am­bi­to del­le loro respon­sa­bi­li­tà cul­tu­ra­li ed edu­ca­ti­ve.
Le rifles­sio­ni e le valu­ta­zio­ni qui con­te­nu­te non pre­ten­do­no di ave­re un effet­to che vada oltre la seria cri­ti­ca del mon­do del­la cul­tu­ra, uni­ver­si­ta­ria o meno, ed oltre l’a­na­li­si appas­sio­na­ta del­le respon­sa­bi­li­tà degli stes­si auto­ri come cit­ta­di­ni, docen­ti, magi­stra­ti, gior­na­li­sti. Esse tut­ta­via riman­go­no come pri­mo esem­pio di una tar­di­va e par­zia­le, ma anche effi­ca­ce ed one­sta, pre­sa di coscien­za degli intel­let­tua­li nei con­fron­ti dei trop­pi atten­ta­ti mate­ria­li, idea­li ed ideo­lo­gi­ci, di que­sti anni con­tro le isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che del nostro paese.

PRIMO MAGGIO n° 23/​24

  • 3 Il caso Magne­ti Marel­li. Sto­ria, ana­li­si, inter­vi­ste di Pier­re del­la Vigna/​Giorgio Pauletta/​Domenico Potenzoni/​Riccarda Rebecchi
  • 20 Il con­trol­lo del lavo­ro attra­ver­so i pic­co­li grup­pi in Giap­po­ne di Eichi Itoh
  • 26 Rea­ga­no­mics: i sogni avve­ra­ti del capi­ta­le di Phi­lip Mattera
  • 33 Osser­va­zio­ni sul­la pola­riz­za­zio­ne socia­le negli USA di Bru­no Cartosio
  • 37 Il con­trol­lo socia­le nel­l’A­me­ri­ca “sre­go­la­ta” di Rea­gan di Pao­lo Ber­tel­la Farnetti
  • 41 Inghil­ter­ra: fuo­ri dal­le minie­re di Cor­ra­do Borsa/​Susanna Conti/​Massimo Corrias
  • 47 Nuo­ve pover­tà in Ger­ma­nia di Ser­gio Bologna
  • 54 Cen­sis: sog­get­ti­vi­tà e sedu­zio­ni di un discor­so eco­no­mi­co di Pier­re Dal­la Vigna
  • 59 Il cri­mi­ne pre­sun­te e il delin­quen­te lavo­ra­to­re di Erman­no Gallo/​Vincenzo Ruggiero
  • 69 La fab­bri­ca del­l’a­no­ma­lia di Dete­nu­ti 1° rag­gio – San Vittore
  • 72 La ses­sua­liz­za­zio­ne dei rap­por­ti socia­li di Ali­sa Del Re
  • 75 Con­tro la memo­ria di Gioac­chi­no Lavanco

Italia: The Philosopher and the Gendarme

Marie-Blan­che Tahon e André Cor­ten, Ita­lia: The Phi­lo­so­pher and the Gen­dar­me, Pro­cee­dings of the Mon­treal Col­lo­quium , Vlb edi­tor, Mon­treal 1986


Evo­ca­re l’I­ta­lia signi­fi­ca evo­ca­re l’e­su­be­ran­za medi­ter­ra­nea, il buon cibo, il papa­to, la mafia.
Sul pia­no poli­ti­co, è anche la soste­ni­bi­li­tà del­la Demo­cra­zia Cri­stia­na in un con­te­sto di scan­da­li e insta­bi­li­tà; rego­la­men­to di con­ti san­gui­no­so, Bri­ga­te Ros­se …
Ma l’I­ta­lia è anche lot­te ope­ra­ie, svi­lup­po ine­gua­le, colo­nia­li­smo da Nord a Sud, migra­zio­ni inter­ne; è anche cri­si, disoc­cu­pa­zio­ne, man­can­za di futu­ro.
L’I­ta­lia del­la metà degli anni Set­tan­ta è il luo­go dove gli “emar­gi­na­ti”: don­ne, disoc­cu­pa­ti, gio­va­ni, lavo­ra­to­ri “neri” o pre­ca­ri, pro­du­co­no beni, ser­vi­zi … e lot­te , e dove nul­la giu­sti­fi­ca, ai loro occhi, che si pon­go­no, come vor­reb­be il Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no, sot­to la dire­zio­ne degli ope­rai tra­di­zio­na­li.
L’I­ta­lia diven­ta allo­ra ter­re­no di lot­te socia­li pro­po­nen­do una via nuo­va, diver­sa da quel­la poli­ti­ca, fuo­ri dai par­ti­ti, più vici­na ai desi­de­ri indi­vi­dua­li, ai pro­ble­mi socia­li, alle aspi­ra­zio­ni spe­ci­fi­che e con­cre­te, sen­za dele­ga di pote­re o rap­pre­sen­tan­za: l’au­to­no­mia!
L’I­ta­lia di fine anni ’70 e ’80, è anche la repres­sio­ne, la pri­gio­nia di intel­let­tua­li, i pro­ces­si flu­via­li, gli impu­ta­ti in gab­bia davan­ti ai loro giu­di­ci, il regi­me di emer­gen­za, le car­ce­ri spe­cia­li, tut­to que­sto in nome del­la “Sicu­rez­za Nazio­na­le”.
È que­sta Ita­lia che vi invi­tia­mo a leg­ge­re e sco­pri­re in que­sto libro.

La radicalité du journalist

Com­mu­ni­ty and IT

André Cor­ten e Marie-Blan­che Tahon (testi rac­col­ti e pre­sen­ta­ti da), La radi­ca­li­té du jour­na­li­st, Com­mu­ni­ty and IT , Vlb èdi­teur, Mon­treal 1986
Come i com­pu­ter tra­sfor­ma­no la vita quo­ti­dia­na.
Come il rap­por­to quo­ti­dia­no con que­sti nuo­vi ogget­ti, come i “gesti del­la men­te”, cam­bia­no il com­pu­ter stes­so. In que­sta nuo­va vita quo­ti­dia­na, la comu­ni­tà, il comu­ni­smo può esse­re ripen­sa­to alle sue radi­ci.
Nel­la pri­ma par­te, la rifles­sio­ne su “Vita quo­ti­dia­na e comu­ni­tà” è orga­niz­za­ta in par­ti­co­la­re sul­la base del­le tesi del­la Scuo­la di Buda­pe­st, con la par­te­ci­pa­zio­ne di due emi­nen­ti mem­bri: Agnès Hel­ler e Ferénc Fehér. Si è poi svi­lup­pa­to in stu­di con­cre­ti sul­la “pun­ki­tu­de”, sul­la comu­ni­tà degli uomi­ni nel­l’I­slam, sui cir­co­li del­le don­ne con­ta­di­ne in Que­bec, ecc.
In una secon­da par­te si apre il dibat­ti­to sul­l’e­mer­ge­re, con l’IT, di una nuo­va cul­tu­ra. Le opi­nio­ni sono mol­to divi­se; que­ste dif­fe­ren­ze riguar­da­no anche il modo in cui si for­ma­no oggi le con­ce­zio­ni del­la comu­ni­tà.
Dibat­ti­to gene­ra­zio­na­le. La gene­ra­zio­ne dei 68 e quel­la degli 86 si sono con­fron­ta­te per dare un sen­so alla quo­ti­dia­ni­tà. Il cam­po è quin­di tan­to quel­lo del­la filo­so­fia poli­ti­ca quan­to quel­lo del­lo stu­dio del­le tra­sfor­ma­zio­ni cogni­ti­ve e socia­li che si rea­liz­za­no con la tec­no­lo­gia dell’informazione.