FIAT : adesso, l’attacco – Cronache – Occupato l’istituto di Fisica da parte dei tecnici – Perché si occupa il L.I.G.B. di Napoli – Chatillon – Petrolchimica Porto Torres esplode la lotta operaia – La polveriera del Sud – Assemblea operaia alle Fatme – U.S.A. lotte di studenti – La fabbrica RAI
Linea di massa – Cronache – Tecnici e classe operaia – Analisi delle lotte nelle facoltà scientifiche – Partito-lotte operaie-elezioni – Capitalismo, Mezzogiorno e lotta di classe
Fiat : avanguardia di massa – Cronache – Contro la repressione LOTTA DI CLASSE – La linea gialla di Eugenio Scalfari – Lotta continua 32° giorno – I padroni sono tigri di carta – Il sindacato come pacificatore sociale – Fine della Piazza Rossa – Gli operai neri della Chrysler contro padroni e sindacati
Dalle lotte l’organizzazione operaia per il potere – Operai FIAT : generalizzare la lotta – Crescita del livello di classe – Autonomia e organizzazione attraverso la lotta – 1° Convegno nazionale Petrolchimiche e Chimico-Tessili – Comitati di base e obiettivi di classe – Lo dicono loro – Lotta di classe-Crisi dello Stato – I provocatori
Unifichiamo le lotte costruiamo l’organizzazione – Convegno nazionale dei Comitati e delle Avanguardie Operaie – Fiat Rivalta : la fabbrica modello è ora il punto più alto della lotta – Cronache – La lotta operaia fa paura al padrone – Autonomia operaia garanzia di vera vittoria – Contro il padrone di stato – Weber-Fiat chi divide gli operai – La casa è di chi la abita – Lo dicono loro
Ciclo Capitalistico e lotte operaie Montedison Pirelli Fiat 1968, libri contro n.7, Marsilio, Padova 1969
Introduzione di Massimo Cacciari
C’è un «ciclo» delle lotte che insegue e determina il ciclo economico capitalistico complessivo. Ci sono momenti critici nelle forme organizzative e nella strategia delle lotte operaie, che impegnano tutto il capitale a faticosi processi di ricomposizione e ristrutturazione dell’intero nesso dei suoi rapporti politico-sociali. Il ’68 è uno di questi momenti – il punto finora emergente di un «ciclo» della lotta. Esso ha segnato l’inizio di un processo di ricomposizione politica della classe, al quale oggettivamente tendevano le lotte di classe in Italia dal ’58–60 in poi. Dalla ricomposizione politica operaia, e contro di essa, alla ricomposizione politica ed economica del capitale: questo è il nodo, oggi, della questione. Non si tratta, infatti, di un tragitto scontato. Il passaggio è la sostanza stessa del ciclo capitalistico ; ma esso è tutto formato di scadenze di lotta, mediazioni, confronti, occasioni ricevute e date, sfruttate e perse. È a questo livello che siamo chiamati a misurarci. […] Tutti i livelli dello scontro vanno unificati strategicamente, in questa prospettiva che emerge dal terreno rivendicativo, assume il terreno dato dello scontro, usa fino in fondo delle prossime scadenze come di formidabili occasioni per la massificazione e radicalizzazione dello scontro – e qui, da qui, lancia la parola d’ordine del potere operaio. Nessuno di questi livelli va oggi perduto o sottovalutato. Se sapremo farli giocare tutti in senso operaio per le prossime scadenze, il ’69–70 in Italia non sarà, come spera il capitale, l’atto conclusivo delle lotte degli anni ’60, l’ultima lotta «operaia», ma il primo momento della ricomposizione politica della classe verso la propria organizzazione rivoluzionaria. E questa prospettiva oggi esiste, non per debolezza economica del capitale, ma per la forza politica, la «violenza» operaia. In questo processo, per questo periodo, non si daranno «obiettivi intermedi»: o si lavorerà verso la riapertura delle condizioni politiche del processo rivoluzionario, o si lavorerà per la «sintesi» capitalistica, per chiudere un ciclo delle lotte e magari per aprire su scala internazionale quello della gestione riformistica dello stato. «Obiettivi intermedi» sono quelli che scalzano il controllo economico-politico del capitale. Essi hanno ormai per la classe nomi precisi: controllo costante sul sindacato-salario-organizzazione politica. Ognuno di essi è, nei fatti, sede di lotta, momento di scontro non solo nei confronti del piano del capitale ma anche all’interno dei rapporti di forza esistenti tra classe e organizzazioni date. E altresì è momento di lotta il passaggio politico da un livello all’altro. I movimenti di classe danno l’indicazione strategica, generale, di lungo periodo – determinarla ai vari livelli, farla funzionare, esprimerla tatticamente e cioè farla vincere, è il problema e il compito del ’69–70. La sua difficoltà è direttamente proporzionale alla sua decisiva importanza.
AA.VV., Sull’operaismo, edizioni praxis, Palermo-Roma 1973 La matrice operaista del «Quaderni rossi» ha profondamente influenzato il movimento operaio degli anni Sessanta e la stessa sinistra di classe. Anche se oggi sembra entrato in crisi, l’operaismo e ancora presente in larghi strati dell’avanguardia uscita dalle lotte del ’68 e del ’69. La tendenza, o piuttosto la deviazione, operaista rappresenta uno degli ostacoli principali sulla via che conduce alla costruzione di una reale alternativa rivoluzionaria, in Italia e forse non soltanto in Italia. Sono questi i temi fondamentali di un dibattito svoltosi all’interno del Centro del Manifesto di Palermo, e che questo opuscolo propone ad una più ampia ed approfondita discussione.
Assemblea autonoma di Marghera (a cura di), Assenteismo: un terreno di lotta operaia, Nuovi editori, Padova 1975
I materiali presentati in questo opuscolo vogliono essere un contributo al dibattito in corso nel movimento sul problema della salute. Siamo convinti che un modo corretto di trattare la questione non possa prescindere né dalla valutazione della condizione operaia nelle fabbriche, né dall’esigenza di proposte organizzative di lotta, anche minime e parziali. Nell’invitare tutti i compagni ad approfondire i temi trattati, l’Assemblea Autonoma di Porto Marghera, assumendosi ogni responsabilità della pubblicazione, intende ringraziare quanti, anche da posizioni politiche diverse, hanno contribuito alla sua stesura.
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