Lavoro zero – luglio 74
ASSEMBLEA – Uniamoci ed organizziamoci nella lotta per la casa
ROSSO n. 12 [11]
giornale dentro il movimento
- Editoriale – Quale scintilla può incendiare la prateria?
- Roma – La casa è nostra , guai a chi ce la tocca!
- Situazione lotte – Scherzi di stagione
- Fiat – Gasparazzo torna a casa?
- Ristrutturazione e composizione di classe
- Rho – C’è chi la chiama disobbedienza civile
- Alfa Romeo – Mobilità o mobilitazione?
- Territorio: nuova dimensione dell’autonomia
- Face Standard – Un accordo «storicamente compromesso»
- ” Ha colpito il padrone: allora è fascista! ”
- Frank Zappa. Non si vive di solo pane
- Dove passa la repressione
- Decreti delegati a chi ?
- Venezia – Decreti delegati e ristrutturazione della scuola
- Il nostro delegato è meglio , delegatelo
- Milano – E’ settembre . Ma che sia l’ultimo !
- Donne . Da grande farai la domestica
- Donne – Un nuovo modo di fare lo sciopero
- Lotte operaie ’72 – ’73
- Crisi : cosa prepara il cervello capitalista
- Dalla crisi per il movimento al movimento per la crisi
Scrittura e Movimento

Franco Berardi, Scrittura e Movimento, Marsilio, Venezia 1974
Le lotte operaie e studentesche, tutto quello che è accaduto dal ’68 a oggi, ha provocato una frattura tra movimento reale e movimento interno alle pratiche significanti, dalla letteratura e dalle arti e dallaloro teoria. Oggi una modificazione di questo rapporto non può passare attraverso una semplice riattivazione delle istituzioni. Non è soltanto una questione di trasformazione dei contenuti o delle intenzioni. Si tratta invece di mettere in discussione e trasformare il modo di produzione del testo. E far questo significa uscire dall’istituzione, trasformare il modo della scrittura, il processo della scrittura. Per Berardi trasformare e collettivizzare il soggetto e il modo di produzione è l’unica strada per riaprire il rapporto tra movimento reale e pratiche significanti; tra processo rivoluzionario e letteratura, tra processo rivoluzionario e conoscenza, tra processo rivoluzionario e teoria.
ROSSO n. 14
giornale dentro il movimento
- Editoriale – Padroni, sindacati e PCI: un fronte unito per la strategia della repressione
- Marghera – Ristrutturazione al Petrolchimico
- La cassa integrazione ha le porte spalancate
- Milano – Alemagna – Tutti calmi arriva la polizia operaia
- Veneto – Autoriduzione. Sindacato e PCI non giocano più
- Roma – L’accordo sulle tariffe elettriche è una truffa: estendiamo l’autoriduzione
- Repressione – Fanfani chiama: rispondono tutti
- Roma – L’autonomia operaia è sotto inchiesta
- Grazie a voi signori dirigenti: firmato un compagno dal carcere
- Processo Marini: se scampi ai fascisti ci pensa lo stato
- Germania – La tortura d’isolamento contro i compagni della RAF
- Milano – Statale – Siamo tutti delegati
- Milano – Lasciate fare ai delegati di assemblea
- Venezia – Scuola e territorio
- L’aborto in piazza
- Non vogliamo abortire, ma vogliamo l’aborto
- E abortirai con dolore
- A Lenin non piace Frank Zappa
- Eroina: prima di morire leggere attentamente le istruzioni
- S.Siro: Da foche ammaestrate ad apprendisti guerriglieri?
- Compagni omosessuali… FUORI!
- La storia
- Kissinger apre le ostilità
- Anatomia e tecnica di un compromesso storico
La voce operaia – anno IV n. 5 – 10 aprile 1975
ARCHIVIO PERSONALE VISCONTE GRISI
Manifestazione contro il regime franchista spagnolo
Lavoro zero – numero unico
- Il lavoro di vivere
- Elezioni: una provocazione
- L’ordine pubblico
- Multinazionali
- Crisi e lavoro domestico
- Territorio veneto e nuova forma del ciclo
- Venezia: 1700 case da occupare
- Riforma sanitaria: chi guarisce?
- Contratto garantito
Al presidente della Corte d’ Appello di Venezia
Il 3 giugno 1975 per impedire il comizio di Giorgio Almirante, segretario nazionale del Movimento Sociale Italiano, viene indetto un “presidio militante”, violentemente ostacolato dalla polizia. Durante gli scontri vengono fermati alcuni compagni. Uno di questi, Michele Spadafina, studente fuorisede iscritto alla facoltà di Psicologia, viene condannato a tre anni nel processo per direttissima di primo grado, giudice Italo Ingrascì, con l’applicazione, per la prima volta in Italia, della legge Reale (22 maggio 1975, n.152) che definisce la bottiglia Molotov “arma da guerra”. Questa sentenza farà da battistrada per future inchieste giudiziarie e sentenze come quella per direttissima del luglio 1980, primo atto del processo del troncone veneto del 7 Aprile.
Archivio Giacomo Despali



