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ROSSO n. 12 [11]

gior­na­le den­tro il movimento

  • Edi­to­ria­le – Qua­le scin­til­la può incen­dia­re la prateria?
  • Roma – La casa è nostra , guai a chi ce la tocca!
  • Situa­zio­ne lot­te – Scher­zi di stagione
  • Fiat – Gaspa­raz­zo tor­na a casa?
  • Ristrut­tu­ra­zio­ne e com­po­si­zio­ne di classe
  • Rho – C’è chi la chia­ma disob­be­dien­za civile
  • Alfa Romeo – Mobi­li­tà o mobilitazione?
  • Ter­ri­to­rio: nuo­va dimen­sio­ne dell’autonomia
  • Face Stan­dard – Un accor­do «sto­ri­ca­men­te compromesso»
  • ” Ha col­pi­to il padro­ne: allo­ra è fascista! ”
  • Frank Zap­pa. Non si vive di solo pane
  • Dove pas­sa la repressione
  • Decre­ti dele­ga­ti a chi ?
  • Vene­zia – Decre­ti dele­ga­ti e ristrut­tu­ra­zio­ne del­la scuola
  • Il nostro dele­ga­to è meglio , delegatelo
  • Mila­no – E’ set­tem­bre . Ma che sia l’ultimo !
  • Don­ne . Da gran­de farai la domestica
  • Don­ne – Un nuo­vo modo di fare lo sciopero
  • Lot­te ope­ra­ie ’72 – ’73
  • Cri­si : cosa pre­pa­ra il cer­vel­lo capitalista
  • Dal­la cri­si per il movi­men­to al movi­men­to per la crisi

Scrittura e Movimento

Fran­co Berar­di, Scrit­tu­ra e Movi­men­to, Mar­si­lio, Vene­zia 1974


Le lot­te ope­ra­ie e stu­den­te­sche, tut­to quel­lo che è acca­du­to dal ’68 a oggi, ha pro­vo­ca­to una frat­tu­ra tra movi­men­to rea­le e movi­men­to inter­no alle pra­ti­che signi­fi­can­ti, dal­la let­te­ra­tu­ra e dal­le arti e dal­la­lo­ro teo­ria. Oggi una modi­fi­ca­zio­ne di que­sto rap­por­to non può pas­sa­re attra­ver­so una sem­pli­ce riat­ti­va­zio­ne del­le isti­tu­zio­ni. Non è sol­tan­to una que­stio­ne di tra­sfor­ma­zio­ne dei con­te­nu­ti o del­le inten­zio­ni. Si trat­ta inve­ce di met­te­re in discus­sio­ne e tra­sfor­ma­re il modo di pro­du­zio­ne del testo. E far que­sto signi­fi­ca usci­re dal­l’i­sti­tu­zio­ne, tra­sfor­ma­re il modo del­la scrit­tu­ra, il pro­ces­so del­la scrit­tu­ra. Per Berar­di tra­sfor­ma­re e col­let­ti­viz­za­re il sog­get­to e il modo di pro­du­zio­ne è l’u­ni­ca stra­da per ria­pri­re il rap­por­to tra movi­men­to rea­le e pra­ti­che signi­fi­can­ti; tra pro­ces­so rivo­lu­zio­na­rio e let­te­ra­tu­ra, tra pro­ces­so rivo­lu­zio­na­rio e cono­scen­za, tra pro­ces­so rivo­lu­zio­na­rio e teoria.

ROSSO n. 14

gior­na­le den­tro il movimento

  • Edi­to­ria­le – Padro­ni, sin­da­ca­ti e PCI: un fron­te uni­to per la stra­te­gia del­la repressione
  • Mar­ghe­ra – Ristrut­tu­ra­zio­ne al Petrolchimico
  • La cas­sa inte­gra­zio­ne ha le por­te spalancate
  • Mila­no – Ale­ma­gna – Tut­ti cal­mi arri­va la poli­zia operaia
  • Vene­to – Auto­ri­du­zio­ne. Sin­da­ca­to e PCI non gio­ca­no più
  • Roma – L’ac­cor­do sul­le tarif­fe elet­tri­che è una truf­fa: esten­dia­mo l’autoriduzione
  • Repres­sio­ne – Fan­fa­ni chia­ma: rispon­do­no tutti
  • Roma – L’au­to­no­mia ope­ra­ia è sot­to inchiesta
  • Gra­zie a voi signo­ri diri­gen­ti: fir­ma­to un com­pa­gno dal carcere
  • Pro­ces­so Mari­ni: se scam­pi ai fasci­sti ci pen­sa lo stato
  • Ger­ma­nia – La tor­tu­ra d’i­so­la­men­to con­tro i com­pa­gni del­la RAF
  • Mila­no – Sta­ta­le – Sia­mo tut­ti delegati
  • Mila­no – Lascia­te fare ai dele­ga­ti di assemblea
  • Vene­zia – Scuo­la e territorio
  • L’a­bor­to in piazza
  • Non voglia­mo abor­ti­re, ma voglia­mo l’aborto
  • E abor­ti­rai con dolore
  • A Lenin non pia­ce Frank Zappa
  • Eroi­na: pri­ma di mori­re leg­ge­re atten­ta­men­te le istruzioni
  • S.Siro: Da foche ammae­stra­te ad appren­di­sti guerriglieri?
  • Com­pa­gni omo­ses­sua­li… FUORI!
  • La sto­ria
  • Kis­sin­ger apre le ostilità
  • Ana­to­mia e tec­ni­ca di un com­pro­mes­so storico

La voce operaia – anno IV n. 5 – 10 aprile 1975

ARCHIVIO PERSONALE VISCONTE GRISI

Lavoro zero – numero unico

  • Il lavo­ro di vivere
  • Ele­zio­ni: una provocazione
  • L’or­di­ne pubblico
  • Mul­ti­na­zio­na­li
  • Cri­si e lavo­ro domestico
  • Ter­ri­to­rio vene­to e nuo­va for­ma del ciclo
  • Vene­zia: 1700 case da occupare
  • Rifor­ma sani­ta­ria: chi guarisce?
  • Con­trat­to garantito

Al presidente della Corte d’ Appello di Venezia

Il 3 giu­gno 1975 per impe­di­re il comi­zio di Gior­gio Almi­ran­te, segre­ta­rio nazio­na­le del Movi­men­to Socia­le Ita­lia­no, vie­ne indet­to un “pre­si­dio mili­tan­te”, vio­len­te­men­te osta­co­la­to dal­la poli­zia. Duran­te gli scon­tri ven­go­no fer­ma­ti alcu­ni com­pa­gni. Uno di que­sti, Miche­le Spa­da­fi­na, stu­den­te fuo­ri­se­de iscrit­to alla facol­tà di Psi­co­lo­gia, vie­ne con­dan­na­to a tre anni nel pro­ces­so per diret­tis­si­ma di pri­mo gra­do, giu­di­ce Ita­lo Ingra­scì, con l’ap­pli­ca­zio­ne, per la pri­ma vol­ta in Ita­lia, del­la leg­ge Rea­le (22 mag­gio 1975, n.152) che defi­ni­sce la bot­ti­glia Molo­tov “arma da guer­ra”. Que­sta sen­ten­za farà da bat­ti­stra­da per futu­re inchie­ste giu­di­zia­rie e sen­ten­ze come quel­la per diret­tis­si­ma del luglio 1980, pri­mo atto del pro­ces­so del tron­co­ne vene­to del 7 Aprile.

Archi­vio Gia­co­mo Despali