…Eppur si muove…
ARCHIVIO LA LUNGA RABBIA
ARCHIVIO LA LUNGA RABBIA
ARCHIVIO PERSONALE EMILIO MENTASTI
La rivista politica antagonista negli anni ’70
a cura del centro giovanile tradatese e del centro di documentazione di Varese
Il 10 gennaio 1980 esce in edicola il primo numero della rivista mensile Donne Oggi. Se ne parla con Primo Moroni, l’editore, e con Gabriella Parca, alla direzione. La rivista, che avrà vita breve, si propone come “un mensile diverso per una donna normale”, rivolgendosi quindi ad un pubblico più vasto possibile, ma facendo riferimento anche a canali distributivi di movimento: Punti Rossi e diffusione all’interno delle fabbriche. Primo Moroni 0:00 Gabriella Parca 4:51 Marina Ferrante (collaboratrice) 9:55 Gabriella Parca 10:55 Dibattito 12:57 Gabriella Parca 24:44 Primo Moroni 26:16. Nella foto Gabriella Parca.
Italian Tapes Archive
Trasmissione sulla repressione. Il quadro politico è quello della retata e degli arresti del 21 dicembre 1979 (che hanno dato seguito a quelli del ‘7 aprile’); sullo sfondo le nuove leggi speciali antiterrorismo e la chiusura di Radio Onda Rossa. Conduce Giancarlo D’Adda.
Italian Tapes Archive

Nanni Balestrini, Blackout, Feltrinelli, Milano 1980
Ora in:
Nanni Balestrini, La violenza illustrata seguita da Blackout, DeriveApprodi, Roma 2001
Alle origini di questo poemetto è il progetto di una «azione per voce» che avrebbe dovuto essere eseguita da Demetrio Stratos alla Rotonda della Besana di Milano nel maggio 1979. L’improvvisa malattia e la morte di Stratos, avvenuta il 14 maggio al Memorial Hospital di New York, e l’incriminazione di Balestrini nel quadro dell’inchiesta del 7 aprile ne hanno impedita la realizzazione. Questi avvenimenti divengono i principali motivi di ispirazione del testo, al quale Balestrini ha lavorato durante la sua latitanza, tuttora in corso. Al centro dell’opera si collocano il mito e la realtà del ’68, dell’indomabile processo di trasformazione dei rapporti politici, sociali e personali di questi dieci e più anni. Stretta tra la morsa di un terrorismo, che le è storicamente e culturalmente estraneo, e la repressione dello stato e dei mass-media che criminalizza il suo rifiuto, la sua opposizione, i suoi desideri e i suoi bisogni, «la parte migliore di una generazione» è qui rappresentata in un atroce fase d’impotenza, di smarrimento, di oscurità della coscienza e dell’azione, in attesa di ritrovare in se stessa la forza di continuare a vivere e a sperare. Ritagliando blocchi di immagini-linguaggio con la tecnica del patchwork, Balestrini fonde le sue precedenti esperienze del verso e della prosa in un linguaggio articolato, lucido e appassionato, che riconquista alla poesia italiana un «tono alto» da tempo assente.