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Slogan

Auto­no­mia ope­ra­ia Orga­niz­za­zio­ne Lot­ta arma­ta per la rivoluzione

Qual è la via? L’autonomia!

E se un caram­ba spa­ra Lupa­ra lupa­ra Se spa­ra un poli­ziot­to P38

Cara­bi­nie­re Sbir­ro male­det­to Te la accen­dia­mo noi la fiam­ma sul berretto

Da San Vit­to­re all’Uc­ciar­do­ne un solo gri­do Evasione!

Su su su I prez­zi van­no su Pren­dia­mo­ci la roba e non paghia­mo più

Pro­vo­ca­to­ri sono pci e sin­da­ca­to che pie­ni di pau­ra invo­ca­no lo stato

Un nuo­vo modo di fare pro­du­zio­ne Sot­to le pres­se met­tia­mo­ci il padrone

- Sia­mo pro­vo­ca­to­ri, sia­mo tep­pi­sti, Lama e Cos­si­ga sono i veri comunisti

- Abbia­mo pre­so poche bot­te da bam­bi­ni, per que­sto ora sia­mo assassini

- E ora, e ora mise­ria a chi lavo­ra- Più lavo­ro e meno salario

- Andreot­ti è ros­so, Fan­fa­ni lo sarà

- I cara­bi­nie­ri sono solo biri­chi­ni, sia­mo noi i veri assassini

- Ren­dia­mo più chia­re le Bot­te­ghe Oscure

- Com­pa­gno PCI, t’hanno fre­ga­to, nien­te comu­ni­smo, ma poli­zia di Stato

- Legna, legna, non smet­ter di legna­re la gob­ba di Andreotti

- Pro­vo­ca­to­ri sono PCI e sin­da­ca­to, che pie­ni di pau­ra invo­ca­no lo Stato

- I Lama stan­no nel Tibet

- Lama è mio e lo gesti­sco io

- Ti pre­go Lama, non anda­re via, voglia­mo anco­ra tan­ta polizia

- E ora, e ora pote­re a chi lavora

- Ci han­no cac­cia­ti dal­l’u­ni­ver­si­tà, ce la pren­dia­mo con tut­ta la città

- Lucia­no Lama non hai capi­to bene, la clas­se ope­ra­ia non si astiene

- Stia­mo lot­tan­do per il comu­ni­smo e que­sto lo chia­ma­no estremismo

- Via, via la nuo­va polizia

- Via, via la fal­sa autonomia

- Su, su, i prez­zi van­no su, gover­no Andreot­ti ti but­tia­mo giù

- Ma che com­pro­mes­so, ma che asten­sio­ne, l’unica via è la rivoluzione

- Ripren­dia­mo­ci la vita, no alla politica

- Covo qui, covo là, cova tut­ta la città

- Lavo­ra­re è poco fem­mi­ni­le, voglia­mo solo mac­chi­ne da cucire

- Viva viva la DC, car­ri arma­ti anche qui

- Gram­sci, Togliat­ti, Lon­go, Ber­lin­guer, che caz­zo c’entra il pri­mo con gli altri tre

- Lama il popo­lo ti ama Mac­ché lot­ta di clas­se, mac­ché rivo­lu­zio­ne, l’unica via è l’astensione

- Sia­mo del PCI, siam del­la FGCI, scen­dia­mo in piaz­za solo con la DC, con gli estre­mi­sti no, scen­de­re non si può! Ce l’ha vie­ta­to Berlinguer

- Le radio libe­re sono pro­vo­ca­zio­ne, tut­to il pote­re alla televisione

- Sacri­fi­car­si è bel­lo, libe­rar­si è brut­to, sia­mo don­ne, subia­mo tutto

- Al con­ta­di­no non far sape­re quan­to è bel­lo l’u­ra­nio con le pere

- Fac­ce da cri­mi­na­li, fac­ce da delin­quen­ti, è que­sto il movi­men­to degli studenti

- Meno case popo­la­ri, più cen­tra­li nucleari

- Argan, Argan sei sem­pre in Vatican

- Sia­mo bel­li, sia­mo tan­ti, sia­mo covi saltellanti

- Por­ta­re l’attacco al cuo­re del papa­to, tut­to il pote­re al chie­ri­chet­to armato

- Non c’è disfat­ta, non c’è scon­fit­ta sen­za il gran­de par­ti­to comunista

- Piat­ti, piat­ti, piat­ti da lava­re, non è fem­mi­ni­le lavorare

- Meglio oggi atti­vi che doma­ni radioattivi

- Nien­te pau­ra tut­ta cultura

-Com­pra­te e fat­te com­pra­re il Magri­fe­sto quo­ti­dia­no conformista-

-Con­tro le mano­vre del rifor­mi­smo e/​o con­for­mi­smo vio­len­za pro­le­ta­ria per il comunismo

- Tem­pi duri per i trop­po mozionari

- Ono­re per il com­pa­gno “CHARLOT” Leghe gio­va­ni­li per il provocatoriato

- II movi­men­to è imo e trino

- Nel­la fran­tu­ma­zio­ne è la nostra for­za. (Sul muro del “labo­ra­to­rio creativo”)

- Vol­sci con le ali

- W IL PAPA (a testa in giù)

- Non voglia­mo né la poli­ti­ciz­za­zio­ne del per­so­na­le, né la per­so­so­na­liz­za­zio­ne del­la poli­ti­ca, né l’estetizzazione del­la poli­ti­ca. Basta con l’ideologizzazione bor­ghe­se del­la “que­stio­ne sociale”

- Ros­sa­na Ros­san­da è atte­sa a Hol­ly­wood per inter­pre­ta­re il film II via­le del tramonto

- PDUP per il con­for­mi­smo- Dob­bia­mo impa­ra­re a con­vi­ve­re coi com­pa­gni dell’Autonomia

- TANASSI E CUI SONO INNOCENTISIAMO NOI I VERI DELINQUENTI

- GIRO GIRO TONDOCASCA IL MONDOCASCA IL GOVERNOANDREOTTI VA ALL’INFERNO

- BASTA COL VIZIO DI MANGIARE- VOGLIAMO PRODURRE E LAVORARE

- PRESTO PRESTO TUTTO IL POTERE A PAOLO VI

- SIAMO FELICI DI FARE SACRIFICI

- FGCI. LOTTA MORBIDO MORBIDO

- VIVA I PENSIERI DI LUCIANO LAMACHE PARLA E POI ARRIVA MADAMA

- Sia­mo bel­li, sia­mo tan­ti, sia­mo covi sal­tel­lan­ti (sal­tan­do)

- Covo qui, covo là, cova tut­ta la città

- Oggi sia­mo qui, doma­ni sia­mo là, il nostro covo è tut­ta la città

- 100 poli­ziot­ti in ogni facol­tà, tut­to l’esercito all’università

- Gastro­no­mia ope­ra­ia, can­ni­ba­liz­za­zio­ne, for­chet­te, col­tel­li, magna­mo­ce er padrone

- Vogliam lavo­ro, nero, nero, nero, vogliam lavo­ro nero per il padron (sull’aria di Sei diven­ta­ta nera)

- Lavo­ra­re è poco fem­mi­ni­le, voglia­mo solo mac­chi­ne da cucire

- Fare figli è bel­lo e ral­le­gran­te, uni­sce la fami­glia e que­sto è l’importante

- Che è ’sta put­ta­na­ta del­la libe­ra­zio­ne, PCI dac­ci anco­ra più oppressione

- Oggi è solo pri­ma­ve­ra, tre­ma­te, tre­ma­te arri­ve­rà l’estate

- Piat­ti, piat­ti, piat­ti da lava­re, non è fem­mi­ni­le lavorare

- (Pas­sa un eli­cot­te­ro del­la poli­zia). Non bastan gli eli­cot­te­ri, non basta­no i blin­da­ti, voglia­mo, voglia­mo i car­ri armati

- Viva viva la DC, car­ri arma­ti anche qui

- Sacri­fi­ci, sacrifici!

- (davan­ti al ser­vi­zio d’ordine del PCI, in ginoc­chio) Fio­ret­ti, fio­ret­ti, paghe­re­mo caro, paghe­re­mo tut­to, il movi­men­to deve esse­re distrut­to (bat­ten­do­si sul petto)

- Lama star. Lama star, i sacri­fi­ci voglia­mo far (sull’aria di Jesus Chri­st superstar)

- Non c’è disfat­ta, non c’è scon­fit­ta sen­za il gran­de par­ti­to comunista

- Lama, il popo­lo ti ama (alzan­do le mani bene­di­cen­ti come Pao­lo VI)

- Mac­ché lot­ta di clas­se, mac­ché rivo­lu­zio­ne. L’unica via è l’astensione

- Sia­mo del PCI, siam del­la FGCI, scen­dia­mo in piaz­za solo con la DC, con gli estre­mi­sti no, scen­de­re non si può! Ce l’ha vie­ta­to Ber­lin­guer (sull’aria di una can­zo­ne di Carosello)

- Le radio libe­re sono pro­vo­ca­zio­ne: tut­to il pote­re alla televisione

- Le radio libe­re sonò un’illusione: l’unica infor­ma­zio­ne è la tele­vi­sio­ne (e poi rit­ma­to) TG 1, TG 1

- La poli­zia che spa­ra non si toc­ca, vi fre­ghe­re­mo tut­ti: ci spa­re­re­mo in bocca

- Poli­ziot­to, t’hanno fre­ga­to: licen­za di spa­ra­re ma nien­te car­ro armato

- I cara­bi­nie­ri sono solo biric­chi­ni, sia­mo noi i veri assassinI

- Ope­rai, stu­den­ti, per voi non c’è doma­ni; ci sono i sin­da­ca­ti metropolitani

- Sacri­fi­car­si è bel­lo, libe­rar­si è brut­to, sia­mo don­ne, subia­mo tutto

- Al con­ta­di­no non far sape­re, quan­to è buo­no l’uranio con le pere

- Abbia­mo pre­so poche bot­te da bam­bi­ni, per que­sto ora sia­mo tut­ti assassini

- Sia­mo pro­vo­ca­to­ri, sia­mo tep­pi­sti. Lama e Cos­si­ga sono i veri comunisti

- Fac­ce da cri­mi­na­li, fac­ce da delin­quen­ti, è que­sto il movi­men­to degli stu­den­ti (sce­neg­gian­do)

- Meno case popo­la­ri, più cen­tra­li nuclea­ri- Argan, Argan, sei sem­pre in Vatican

- È aumen­ta­to il pane? Nooo! È aumen­ta­ta la ben­zi­na? Nooo! Sono aumen­ta­ti i sala­ri? Sìii! Stia­mo trop­po bene, stia­mo trop­po bene (sull’aria del­le can­zo­ni dell’asilo)

- Gui e Tanas­si sono intel­li­gen­ti, sia­mo noi i veri deficienti

- Or’ che buo­ni sia­mo sta­ti, pos­sia­mo par­la­re coi sindacati

Il diritto all’odio. Dentro/​fuori/​ai bordi dell’area dell’autonomia

Gabrie­le Mar­ti­gno­ni, Ser­gio Moran­di­ni, Il dirit­to all’o­dio. Dentro/​fuori/​ai bor­di del­l’a­rea del­l’au­to­no­mia, Ber­ta­ni edi­to­re, Vero­na 1977



Ripren­de­re in mano i fili del­la lot­ta di clas­se nel momen­to sto­ri­co che ci appar­tie­ne, ripren­de­re in mano i pro­fi­li sto­ri­ci dei sog­get­ti rea­li che si appre­sta­no a distrug­ge­re la sce­neg­gia­tu­ra del domi­nio vuoi dire. più che con­tar­si, fare i con­ti col deno­mi­na­to­re mini­mo, col sog­get­to nasco­sto che va con­fi­gu­ran­do­si come deto­na­to­re del­lo scon­tro.
Nel­le mini­me trac­ce più avan­ti pre­sen­ta­te, nel­le ana­li­si e nei docu­men­ti a pri­ma vista sto­na­ti tra loro, abbia­mo cer­ca­to di espri­me­re, in una scel­ta tut­t’al­tro che casua­le, un ten­ta­ti­vo che rie­sca a sin­te­tiz­za­re il ven­ta­glio rea­le su cui il movi­men­to rea­liz­ze­rà, nel bre­ve tem­po a veni­re, il nuo­vo attac­co al domi­nio.
La trac­cia che que­sti appun­ti lascia­no com­ples­si­va­men­te sul mate­ria­le, riguar­da alcu­ne pre­ci­sa­zio­ni indi­spen­sa­bi­li sul­la cono­scen­za, sul­la scien­za, sul quo­ti­dia­no, sul­la ten­den­za e sul­la scomposizione/​ricomposizione di clas­se; il filo ever­si­vo che lega inve­ce i docu­men­ti di ogni sezio­ne e le sezio­ni tra di loro, per­cor­re i luo­ghi in cui le discri­mi­nan­ti di clas­se si fan­no intran­si­gen­ti.
Il sog­get­to sto­ri­co che ovun­que scom­pa­re e sul qua­le la clas­se dovrà pri­ma o poi con­fron­tar­si è il pro­le­ta­ria­to gio­va­ni­le, la cui figu­ra socia­le acce­de alla sto­ria estra­nia­ta dal­la pro­du­zio­ne, dal­la mili­tan­za, dal­le lot­te del ’68, dal­la dina­mi­ca dei grup­pi e, quel che più con­ta, fru­stra­to nei biso­gni e nei desi­de­ri rea­li sof­fo­ca­ti quo­ti­dia­na­men­te attra­ver­so l’e­mar­gi­na­zio­ne, la disoc­cu­pa­zio­ne e la cri­mi­na­liz­za­zio­ne.
Deve esse­re chia­ro, comun­que, che il nostro lavo­ro non ha volu­to rac­co­glie­re enci­clo­pe­di­ca­men­te tut­te le testi­mo­nian­ze svi­lup­pa­te den­tro, fuo­ri e ai bor­di del­l’a­rea dell auto­no­mia, ma rive­la­re i per­cor­si e dispie­ga­re la sostan­za del­l’a­rea attra­ver­so una scel­ta di uti­li­tà che per­cor­res­se al mas­si­mo il ger­go com­ples­si­vo del nuo­vo attac­co al pote­re.
A que­sto ger­go, al nuo­vo modo d’es­se­re del coro/​classe, appar­tie­ne il desi­de­rio di giu­sti­zia­re i luo­ghi comu­ni, gli ari­sto­cra­ti­ci­smi set­ta­ri, il nodo fit­ti­zio in cui si ammaz­za (scon­tan­do­lo e igno­ran­do­lo) il filo ros­so del­l’in­sur­re­zio­ne che spu­ta sul ghi­gno di ogni peni­ten­zia­rio socia­le e di ogni ideo­lo­gia peni­ten­zia­ria, il suo dirit­to all’odio.

I dieci anni che sconvolsero il mondo

AA.VV., I die­ci anni che scon­vol­se­ro il mon­do, Arca­na edi­tri­ce, Roma 1978


1968/​1978: die­ci anni d’in­de­bi­te eufo­rie. Ades­so che il ter­ri­bi­le mag­gio è lon­ta­no tut­te le cele­bra­zio­ni sono pos­si­bi­li. L’o­dio di ieri e l’a­mo­re di oggi sono entram­bi sospet­ti.
Eppu­re, nono­stan­te il fat­to che sia dif­fi­ci­le imma­gi­na­re una disfat­ta più com­ple­ta di quel­la già subi­ta, su tut­ti i fron­ti, da tut­ti i pro­gram­mi poli­ti­ci e dal­l’in­te­ro movi­men­to rivo­lu­zio­na­rio, la «poli­ti­ca» e le sue sedi­cen­ti pra­ti­che con­ti­nua­no a bloc­ca­re ogni com­pren­sio­ne del qua­dro socia­le ed impe­di­sco­no lo svi­lup­po auto­no­mo del­la cri­ti­ca mar­xi­sta misti­fi­can­do­ne le con­se­guen­ze. Den­tro que­sti anni, attra­ver­so le loro cro­na­che c’è una sto­ria paral­le­la ed ine­splo­ra­ta di cui a trat­ti vedia­mo i baglio­ri sen­za capir­ne il sen­so.
Che andò a fare De Gaul­le a Baden Baden duran­te il mag­gio fran­ce­se? Chi mano­vra la col­le­ra del pro­le­ta­ria­to gio­va­ni­le? Chi mani­po­la il dis­sen­so nei pae­si del­l’E­st? Che cos’è la Tri­la­te­ra­le? Qua­li sono le vere con­se­guen­ze del­la cri­si ener­ge­ti­ca? Sul pal­co­sce­ni­co del­la socie­tà del­la penu­ria una fol­la ano­ni­ma e vario­pin­ta vaga sen­za meta gri­dan­do i suoi «assal­ti al cie­lo»: redu­ci del ’68, bar­ri­ca­die­ri, pro­fes­so­ri­ni, pre­ca­ri, hip­pies, india­ni metro­po­li­ta­ni, enra­gés, situa­zio­ni­sti, zom­bies…
Que­sto libro è un mosai­co di docu­men­ti e sag­gi, cro­na­che e testi­mo­nian­ze che rico­strui­sco­no a gran­di linee i momen­ti più signi­fi­ca­ti­vi di que­sti «scon­vol­gen­ti» die­ci anni ed è cor­re­da­to da una serie di map­pe, sche­mi e gra­fi­ci che ne trac­cia­no gl’in­fi­ni­ti percorsi.

Gli anni affollati

Argo­men­ti: 1964, 1967, 1968, 1970, 1971, 1972, 1975, 1977, 1978, A rivi­sta anar­chi­ca (der.app), A/​traverso (der.app), AAM (der.app), abor­to (der.app), Aldo Moro, Alfa Romeo (der.app), anar­chi­smo (der.app), AUTAUT (der.app), Auto­no­mia (der.app), auto­no­mia ope­ra­ia (der.app), Avan­guar­dia Ope­ra­ia (der.app), bcd (der.app), Bolo­gna, car­ce­re (der.app), CGIL (der.app), clas­se ope­ra­ia (der.app), COLLEGAMENTI (der.app), COM-nuo­vi tem­pi (der.app), con­tro­in­for­ma­zio­ne (der.app), con­trol­lo socia­le (der.app), CONTROPIANO(der.app), Cri­ti­ca del Dirit­to (der.app), CUB (der.app), dro­ga (der.app), EFFE (der.app), fab­bri­ca dif­fu­sa (der.app), fem­mi­ni­smo (der.app), Firen­ze, FRIGIDAIRE (der.app), FUORI ! (der.app), Geno­va, Gori­zia, i con­si­gli (der.app), i Vol­sci (der.app), il Mani­fe­sto (der.app), Il pro­gram­ma comu­ni­sta (der.app), la nuo­va ECOLOGIA (der.app), libre­ria Calu­sca (der.app), lot­ta anti­mi­li­ta­ri­sta (der.app), Lot­ta Con­ti­nua (der.app), mar­xi­sta-leni­ni­sta (der.app), Medi­ci­na Demo­cra­ti­ca (der.app), Metro­po­li (der.app), Mila­no, Napo­li, NOTIZIARIO (der.app), obiet­to­ri di coscien­za (der.app), Ombre Ros­se (der.app), omo­ses­sua­li­tà (der.app), ope­ra­io mas­sa (der.app), Pado­va, Par­ti­to Comu­ni­sta Ita­lia­no (der.app), Pie­tro Calo­ge­ro, Por­to Mar­ghe­ra, Pote­re Ope­ra­io (der.app), Pri­mo Mag­gio (der.app), pro­le­ta­ria­to gio­va­ni­le (der.app), PSI (der.app), Psi­chia­tria (der.app), Pun­ti Ros­si (der.app), Qua­der­ni del Ter­ri­to­rio (der.app), Qua­der­ni di con­tro­in­for­ma­zio­ne ali­men­ta­re (der.app), Qua­der­ni Pia­cen­ti­ni (der.app), Qua­der­ni ras­se­gna sin­da­ca­le (der.app), Qua­der­ni Ros­si (der.app), QUINDICI (der.app), Quo­ti­dia­no dei Lavo­ra­to­ri (der.app), quo­ti­dia­no­DON­NA (der.app), radio Ali­ce (der.app), RE NUDO (der.app), Reg­gio Emi­lia, repres­sio­ne (der.app), Roma, ROSSO (der.app), SAPERE (der.app), sen­za gale­re (der.app), Stam­paAl­ter­na­ti­va (der.app), Tori­no, Vare­se, Zanus­si (der.app)

La rivi­sta poli­ti­ca anta­go­ni­sta negli anni ’70

a cura del cen­tro gio­va­ni­le tra­da­te­se e del cen­tro di docu­men­ta­zio­ne di Varese

per il MOVIMENTO COMUNISTA

dal pro­ces­so ai comu­ni­sti al pro­ces­so al blitz