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I comunisti italiani e il Cile

AA.VV., I comu­ni­sti ita­lia­ni e il Cile, Edi­to­ri Riu­ni­ti, Roma 1973


Un gros­so pro­ble­ma che ci impe­gna in sede poli­ti­ca, e che deve impe­gna­re di più, in sede teo­ri­ca, i mar­xi­sti e gli stu­dio­si avan­za­ti del­l’I­ta­lia e dei pae­si del­l’Oc­ci­den­te, è come far sì che un pro­gram­ma di pro­fon­de tra­sfor­ma­zio­ni socia­li – che deter­mi­na neces­sa­ria­men­te rea­zio­ni di ogni tipo da par­te dei grup­pi retri­vi – non ven­ga effet­tua­to in modo da sospin­ge­re in posi­zio­ne di osti­li­tà vasti stra­ti dei ceti inter­me­di, ma rice­va inve­ce, in tut­te le sue fasi, il con­sen­so del­la gran­de mag­gio­ran­za del­la popo­la­zio­ne. Ciò, evi­den­te­men­te, com­por­ta un’at­ten­ta scel­ta del­le prio­ri­tà e dei tem­pi del­le tra­sfor­ma­zio­ni socia­li e com­por­ta, di con­se­guen­za, l’a­do­pe­rar­si non solo per evi­ta­re un col­las­so del­l’e­co­no­mia ma per garan­ti­re anzi, anche nel­le fasi cri­ti­che di pas­sag­gio a nuo­vi asset­ti socia­li, l’ef­fi­cien­za del pro­ces­so eco­no­mi­co.
Que­sto è cer­ta­men­te uno dei pro­ble­mi vita­li che ha dinan­zi a sé un gover­no di for­ze lavo­ra­tri­ci e popo­la­ri; ma è un pro­ble­ma altret­tan­to fon­da­men­ta­le in un pae­se come l’I­ta­lia, ove una for­za gran­de come la nostra, usci­ta da tem­po dal ter­re­no del­la pura pro­pa­gan­da, cer­ca, fin da ora, dal­l’op­po­si­zio­ne, con l’ar­ma del­la pres­sio­ne di mas­sa e del­l’i­ni­zia­ti­va poli­ti­ca uni­ta­ria, di impor­re l’av­vio di un pro­gram­ma di tra­sfor­ma­zio­ni socia­li. (Enri­co Berlinguer).

Potere Operaio del lunedì n°77

Lotte operaie, organizzazione dell’autonomia e problema del partito

Tesi e pro­po­ste del Grup­po Gram­sci, Qua­der­ni di Ras­se­gna comu­ni­sta n. 2, Lot­te ope­ra­ie, orga­niz­za­zio­ne del­l’au­to­no­mia e pro­ble­ma del par­ti­to, Ras­se­gna comu­ni­sta, Mila­no 1973



II con­fron­to con la real­tà, con gli altri che vivo­no con noi in que­sta real­tà; il rifug­gi­re il dog­ma che fos­si­liz­za il pen­sie­ro e impri­gio­na I’a­zio­ne; il corag­gio quin­di di distrug­ge­re i miti e di esse­re nel­la sto­ria così come si svi­lup­pa, par­te viva nel­la sto­ria, non demiur­ghi che risol­vo­no con bene­di­zio­ni o for­mu­le. Que­sto e lo sfor­zo che si inten­de fare come grup­po Gram­sci. Ma già dire come grup­po Gram­sci ci sem­bra limi­ta­ti­vo – e in par­te con­trad­dit­to­rio -. II grup­po c’è, esi­ste solo nei con­fron­ti del movi­men­to, solo se la sua esi­sten­za può por­ta­re un aiu­to alla crea­zio­ne del­la testa ope­ra­ia, all’or­ga­niz­za­zio­ne di ciò che già c’è e vive nel movi­men­to e nel­la clas­se. Le mas­se – coscien­te­men­te o no – sono più avan­ti di noi. Da qui occor­re par­ti­re sia con l’at­ti­vi­tà «poli­ti­ca» che nel leg­ge­re que­ste pagi­ne. Ma guai se ciò venis­se inter­pre­ta­to come accet­ta­zio­ne del ruo­lo pigro di chi si met­te alla coda del­le mas­se a «con­tem­plar­ne le ter­ga». Vuol dire inve­ce coscien­za dei limi­ti del pro­prio ruo­lo, neces­si­tà di capi­re la real­tà che vivia­mo, di siste­ma­tiz­za­re ciò che ci sem­bra di aver com­pre­so andan­do, per dir­la con Mao, « alla scuo­la del­le mas­se ». E allo­ra ci sem­bra uti­le e neces­sa­rio por­ta­re a cono­scen­za del più lar­go nume­ro pos­si­bi­le di mili­tan­ti, di com­pa­gni ope­rai den­tro e fuo­ri le orga­niz­za­zio­ni dei grup­pi poli­ti­ci, quan­to dal­la rifles­sio­ne teo­ri­ca su una espe­rien­za com­piu­ta, da una discus­sio­ne e da un con­fron­to all’in­ter­no di que­sta espe­rien­za ci sem­bra sia emerso…

ROSSO n. 7

gior­na­le den­tro il Movimento

  • Le piat­ta­for­me Alfa Romeo – IGNIS – Face Stan­dard – Pirelli
  • 6X6 e 150 ore
  • Lot­te alla Ford di Colo­nia – Lavo­ra­to­ri immigrati
  • Ame­ri­ka Lati­na – MIR MIR Mirafiori