ROSSO n°10–11 ‑nuova serie-
giornale dentro il movimento
In questo numero gli errata corrige per gli errori soprattutto di titolazione riscontrati nel n° 9 di ROSSO-nuova serie-
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Ipotesi, programmi di ricerca sul territorio meridionale
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Felice Froio (a cura di), Il dossier della nuova contestazione, Mursia, Milano 1977
La contestazione studentesca, che era andata attenuandosi sin quasi ad apparire spenta negli anni successivi alla sua prima fiammata del 1968, è riesplosa improvvisamente e rabbiosamente in questi primi mesi del 1977.
Il suo rinnovarsi in forma estremistica, sfociata anche in vere e proprie azioni di guerriglia urbana con morti e feriti a Bologna e a Roma, ha colto completamente di sorpresa la pubblica opinione e la classe politica. Politologi e sociologi hanno cercato subito di metterne in luce le reali o presunte sue nuove motivazioni, facendo un confronto con quelle del 1968, basando però le loro analisi sullo scarso materiale documentario apparso sui quotidiani.
Il Dossier della Nuova Contestazione mette ora a disposizione dei lettori i più importanti documenti ideologici elaborati in questi mesi nell’ambiente dell’Università di Roma, che è stata quella in cui gli studenti hanno fatto gli sforzi maggiori per chiarire a se stessi e all’opinione pubblica le cause della rivolta e le proprie aspirazioni.
Dai volantini agli appelli dei vari comitati di occupazione, dai documenti programmatici alle diverse mozioni approvate dalle assemblee, dalle proposte di una riforma universitaria alle richieste dei disoccupati diplomati o laureati, dagli slogans scritti sulle pareti delle Università agli interventi di associazioni e circoli che hanno appoggiato la contestazione, il volume raccoglie la maggior parte della documentazione disponibile. Tutti i documenti sono stati riprodotti integralmente.
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| Collettivo redazionale «La Nostra Assemblea», Le radici di una rivolta, Feltrinelli, Milano 1977 Febbraio 1977: per la prima volta dopo il ’68 rinasce il movimento di massa degli studenti. La scintilla, partita da Palermo e Napoli, raggiunge presto Roma e Bologna, che diventano i principali centri di mobilitazione, con le università occupate e con le strade periodicamente invase dagli studenti. Il movimento ha caratteristiche nuove: critica le sinistre e i sindacati, ma attacca anche le formazioni extraparlamentari; rifiuta il leaderismo, punta ad obiettivi globali («riprendiamoci la vita»), cerca di saldare personale e politico… A Roma dove l’esplosione giovanile raggiunge la sua massima ampiezza, l’università viene riempita di scritte, di murales, di messaggi in cui rabbia e disperazione si intrecciano a ironia ed autocoscienza. Il movimento incontra subito la diffidenza di autorità, di politici, di studiosi, anche di sinistra. Si parla di trionfo dell’irrazionalità. La realtà è più complessa. Perché proprio ora questa esplosione d’insofferenza? Sui muri dell’università di Roma si legge: «Come il ’68? No, è peggio, c’è la crisi». Questa strana primavera studentesca è il sintomo, importante, di una nuova domanda sociale e antropologica – nata sotto la pressione della crisi – che aspira a diventare anche domanda politica. La rabbia del sottoproletariato giovanile e l’inquietudine studentesca sfociano in parte in un’inedita violenza di massa, istintiva e nevrotica. Ma c’è anche una breve stagione in cui le intuizioni di pochi si saldano al disagio e all’insofferenza di molti, dando vita a un’elaborazione culturale originale ed incisiva. Proprio a questa nuova «cultura disorganica» è dedicato questo libro, sforzo di documentazione, anzitutto, ma anche primo tentativo di una lettura in profondità. «La Nostra Assemblea» è il nome di una cooperativa editoriale che raccoglie studenti, operai, sindacalisti ed operatori sociali di Roma. Pubblica anche una rivista, con lo stesso nome, che si occupa di problemi sociali, politici ed ecclesiali, con particolare riferimento alla realtà delle borgate romane. |

Roberta Tomassini (a cura di), Studenti e composizione di classe. Materiali e contributi, Edizioni aut-aut, Milano 1977
Qual è il ruolo dell’università e della formazione della forza lavoro nel processo di terziarizzazione e ristrutturazione dell’impresa?
In che misura la scuola è fonte di produttività occulta?
Cosa si intende per nuovi bisogni conoscitivi?
I materiali qui raccolti tentano una prima risposta, necessaria per interpretare in una logica marxista la composizione di classe degli studenti e le forme attuali di insubordinazione.
I contributi si riferiscono in particolare all’inchiesta condotta a Torino dal gruppo di Romano Alquati e alla ricerca effettuata a Ferrara sul lavoro nero.
PER IL POTERE OPERAIO
